Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post

martedì 13 novembre 2012

Progetto Scrivere Donna: Barbara Risoli

Barbara è una scrittrice di romance storici. E' appena approdata al self-publishing sulla piattaforma digitale di Amazon con il suo romanzo (già pubblicato in cartaceo anni fa) "Il veleno del cuore"

Hai mai avuto la sensazione che il tuo essere donna potesse, in qualche modo, ostacolare/favorire la tua passione per la scrittura?

Assolutamente no. Non concepisco la superiorità/inferiorità presunte della donna rispetto all’uomo e viceversa. Non sono femminista e neppure vittima del mio sesso, semplicemente uomo e donna sono diversi, è come parlare del giorno e della notte che comunque si compensano. Se dovessi trovarmi davanti a un simile dilemma, il problema non sarebbe mio...

continuate a leggere su scrivendovolo


lunedì 25 giugno 2012

Sfatiamo un po' di miti?

La nostra amica Silvia Ancordi mi ha intervistata QUI invitandomi a parlare di scrittura a quattro  mani, editoria a pagamento, e-book, invidia tra scrittori. Ho provato a sfatare qualche mito. Ditemi voi se ci sono riuscita. In questa sede vi riporto solo una domanda che mi è stata posta molto spesso:



Hai mai pensato di intraprendere la carriera da scrittrice da sola?
Dovrei? Anche questa è una domanda che ci viene rivolta spessissimo, ma maggior parte delle volte con il chiaro intento di scoprire dove sia la magagna. Perché pare impossibile che due donne (due donne, non due uomini ovviamente) possano lavorare insieme senza coltivare nel profondo invidia reciproca e competitività aggressiva. Mi è capitato di scrivere da sola, così come è successo a Lory. Sapremmo scrivere romanzi divise? Ovvio che sì. Abbiamo intenzione di farlo? No, perché la scrittura è una creatura che ci piace allevare insieme.

Il resto vi invito a leggerlo sul bel blog Mathilda Stillday

giovedì 3 maggio 2012

I miei articoli per "La Sesia": Se il danno è irreparabile


Dobbiamo rassegnarci. Il messaggio è passato. L’idea che essere visibili e riconoscibili conti molto più dell’aver eventualmente qualcosa da dire e da offrire è ormai patrimonio comune. Lo si tocca con mano, è sotto i nostri occhi quotidianamente. Ma assume una consistenza drammatica quando lo leggi nello sguardo imbambolato di un quattordicenne in un ventoso 25 aprile romano. Siamo a ponte Milvio, tra incrostazioni di lucchetti innamorati di Moccia e quel tempo sospeso del pomeriggio festivo. È la festa della Liberazione, ma potrebbe essere una domenica qualsiasi. Anzi, una domenica di altri tempi, con le partite alla radio. Nel catino poco distante dell’Olimpico la Roma sta per prendere una batosta dalla Fiorentina e il personaggio che dobbiamo intervistare avrebbe di gran lunga preferito restarsene a casa a seguire la partita. Ma è la tv, bellezza. E alla tv non si dice mai di no. Così questa pin up del terzo millennio, bocca rinforzata di filler e una bombastica quarta di reggiseno, ci raggiunge sullo storico ponte. Ammettiamolo: è bella, lo sarebbe anche senza quel popò di davanzale che la precede. Ammettiamolo: è simpatica, come solo i coatti romani sanno esserlo con quel mix di sguaiataggine e aggressiva timidezza. Ammettiamolo: non è affatto stupida, come non lo è la maggior parte delle bellezze plastificate che approdano sul piccolo schermo in cerca di gloria. Lei sa di essere fortunata. Sa che da un momento all’altro i riflettori che ben due reality show le hanno acceso addosso si possono spegnere. Si sforza di restare con i piedi piantati nelle zeppe tacco 12 mentre risponde e dice che sì, la bellezza e la quarta di reggiseno contano. Ma solo per entrare nel dorato mondo dello spettacolo. Poi, certo, non basteranno. Perché lei ha 26 anni e già ha capito che ci sarà presto una più bella, più plastificata e più giovane di lei. Però, insiste, lei ha carisma. Lei è simpatica, spigliata, ha la battuta pronta. Ammette senza remore che “studia” da Sabrina Ferilli e in effetti le somiglia un po’. Ma guarda anche ad Anna Magnani e a Luciana Littizzetto. Due esempi lampanti che la bellezza non è tutto, sottolinea. Un discorso che non fa una piega mentre confessa il sogno di condurre un programma tutto suo o di recitare in una fiction. Mai, neanche una volta, cita il talento. Mai, neanche una volta, azzarda un corso di dizione o recitazione. Intanto la gente la circonda. Le chiedono di posare per una foto, gli autografi ormai son passati di moda. Extracomunitari timidi e ragazzine cinguettanti la immortalano con gli smartphone. Poi arriva lui, 14 anni, la sigaretta in bocca. “Sei la migliore”, le dice adorante. “Io voglio essere come te, voglio fare il Grande Fratello”. Lei scuote la testa: “Lascia perdere”, dice e noi cominciamo a sperare che stia per parlare di studio, di formazione. Di talento. “Meglio l’Isola dei famosi”, conclude. Fine delle speranze.

Laura Costantini

domenica 28 agosto 2011

Lauraetlory sono, anche, queste


Ci voleva Angie Cafiero. Ci volevano le sue interviste gastronomiche per far tornare alla ribalta la metà oscura del duo: Loredana Falcone. Eccola qui, in un piccolo assaggio dell'intervista ad alto contenuto calorico che Angie ha saputo estorcerle:

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Loredana: – Un infinità di volte. Ma la diete mi deprimono e col passare degli anni ho imparato ad accettarmi come sono: morbida.
Angie: – Meglio carne o pesce?
Loredana: – Carne, non amo molto le spine.
Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Loredana: – Un tiramisù. L’amaro è solo in superficie e serve ad esaltare il dolce.
Angie: – Vino?
Loredana: – Mi piacciono i vini bianchi secchi, preferibilmente del Veneto o del Friuli ma ho un debole per il Morellino di Scansano che bevo freddo  contro ogni indicazione. (continua a leggere QUI).

Se poi voleste mettere a confronto le risposte con quelle della parte sempre visibile del duo, ovvero io...

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Laura: – Quale donne non lo è stata? A rigor di termini io a dieta lo sono sempre. Controllo lo zucchero nel caffè, evito di far colazione con brioche o croissant, evito i cibi troppo conditi, soprattutto quando sono a lavoro. Ma se la sera si esce a cena, allora mi concedo tutto, dall’antipasto al dolce. Soprattutto il dolce.
Angie: – Meglio carne o pesce?
Laura: – Non sono una carnivora. A una fiorentina preferisco, senza alcun dubbio, una ricca frittura di pesce.
Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Laura: – Un tiramisù, di quelli che ti fanno credere nell’esistenza del paradiso dei golosi.
Angie: – Vino?
Laura: – Non sono un’esperta e neanche una grande consumatrice di alcolici. Un buon prosecco, però, lo gradisco. Anche per pasteggiare. (continua a leggere QUI)