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mercoledì 22 ottobre 2014

A cosa servono le presentazioni?

Ci sono moltissimi scrittori che odiano le presentazioni. Le trovano noiose. Oppure ci sono quelli che le temono, mettono loro ansia. Poi ci sono quelli che le snobbano, perché ritengono che lo scrittore non debba mai apparire in quanto tale, ma lasciare che sia il libro a parlare. A me le presentazioni piacciono. Soprattutto quando mi permettono di "guardare" il nostro lavoro (mio e della socia) attraverso gli occhi del relatore di turno. Martedì è successa una cosa che non ci era mai capitata prima: siamo state presentate da una persona, Margi De Filpo, che non ci conosceva, non ci aveva mai lette prima, proprio non sapeva chi fossimo. Di più: Margi non ama il genere western e quando le è stato proposto, dalla casa editrice, di presentarci, ha avuto dei dubbi. Testuali parole: "No, un western no!" Poi ha cominciato a leggere. E ha cambiato idea. Su tutto. Sul western. Su una "storia d'amore assoluto" come, sempre testualmente, non se ne leggono più ormai da anni. Su una trama che riesce, sempre lei a dirlo, a far passare il messaggio dell'accettazione della diversità e a farsi attuale, pur trattando di un mondo e di un'epoca ormai lontani. Margi ci ha fatto vedere cosa e quanto un romanzo storico con chiari intenti di intrattenimento possa trasmettere, perché un libro valido trasmette e arricchisce sempre, a un lettore attento. Per questo vogliamo dirle ancora grazie, per l'attenzione, la sensibilità, la capacità di andare a fondo nel testo, senza lasciarsi fuorviare da pregiudizi che, ammette lei stessa, c'erano.
Ecco a cosa servono le presentazioni, anche quelle in una sera di Roma nel caos (anche calcisticamente parlando) e con pochi coraggiosi presenti: a dire che ne vale la pena. Sì, ne vale proprio la pena.

lunedì 20 maggio 2013

Di Torino, di una bella presentazione e di un bel libro (che Soggettiva di ZG consiglia caldamente)

Piove, governo di larghe intese! (cit. Geppy Cucciari)
E' stato questo il mio pensiero appena approdata (il verbo marinaro non è una forzatura) in quel di Torino. Cielo plumbeo, freddo umido, pioggia costante, imperterrita, tenace. Ma non sarà questo a fermarci. Stazione, albergo, deposito bagagli, taxi direzione Salone Off, quello dove vanno gli autori che contano davvero (cit. Vito Ferro), ovvero là dove osano le idee, come recita lo slogan. Il Salone Off è un tendone/palazzetto dello sport con l'acustica da tendone/palazzetto dello sport che diffonde con entusiasmo il canto di alcuni tipi che si cimentano sul palco. Ma no, non abbiamo sbagliato posto perché, costanti, imperterriti e tenaci, eccoli lì: Carlotta Borasio, bellissima in trench panna e sciarpina dai colori di una primavera data per dispersa, e Andrea Malabaila con un bustone di libri. E poi c'è Vito Ferro, zucchetto, siga e piercing d'ordinanza. L'umidità si taglia col coltello, il freddo costringe a stare ingobbiti, ma il posto è denso di gente che è venuta nonostante tutto. Bello. Si comincia. Prima una presentazione in chiave musicale per quattro libri e quattro autori: Vito Ferro (che conduce da par suo e non si rende conto che ha un futuro come intrattenitore) con Festival Maracana, Andrea Malabaila con Revolver, Fabrizio Terreno con Strawberry & Beatles e Alba Beiras con I miei Tu-li-pan. Quest'ultimo libro narra una vicenda legata al Trio Lescano, presente in sala la mamma dell'autrice e terza del trio per gli ultimi cinque anni di carriera. Bellissima dolce signora che ci delizia con due canzoni. Intanto sono arrivati i relatori del nostro western: Elisabetta Ossimoro, giovane e appassionata blogger scrittrice, e Massimiliano Valentini, bel figaccione col pizzetto western, esperto di fumetti e storie di frontiera. Il nostro romanzo non potrebbe essere in mani migliori e, infatti, la presentazione scorre via piacevolissima e interessante. Il pubblico è numeroso e attento e riconosco i volti di Remo Bassini con la sua compagna e il piccolo Federico Libero, ormai un abituè (non si scrive così, ma avete capito lo stesso) delle nostre presentazioni, di Milvia Comastri, mito di donna e scrittrice tutta da scoprire, di Elisa Strobbia che ho il piacere di conoscere di persona. Insomma, un'ora di chiacchiere tra western, domande sul come di scrive a quattro mani, riflessioni sul perché uno scrittore debba per forza chiudersi in un genere senza spaziare e progetti per il futuro, vola via che è un piacere. Alla fine Federico Libero, che ha tre anni e un faccino da furbetto, agguanta il microfono e dichiara, da vero professionista, signore e signori buonasera.
Fuori continua a piovere, governo di larghe intese. Scoviamo una pizzeria grazie ai potenti mezzi di connessione (leggi mio tablet), agguantiamo un taxi e ce ne andiamo a cena con Remo e famiglia, Milvia ed Elisa. Smettiamo di tremare dal freddo grazie a pizze e primi piatti del Luna Rossa (in via Pietro Micca, ve lo consiglio). Poi tutti a nanna.
Come dite? Il Salone, quello vero? Confesso che l'ho dribblato. La mattina dopo non pioveva più, il sole è apparso e la voglia di andare a chiudersi al Lingotto è volata via. Molto meglio una passeggiata sotto i portici, la visita al Museo Egizio (di una suggestione unica) e al Duomo, ma la Sindone era solo un'immagine su uno schermo con tanta gente in raccoglimento davanti.  E' bella Torino. Lo immaginavo, ma ho avuto conferma. Le ore son volate nonostante il mal di piedi. Gelatone per merenda e poi alla stazione. 
E qui veniamo a parlare del libro che ho letteralmente divorato durante il viaggio di andata e ritorno: Nix di Elisabetta Ossimoro (sì, la relatrice della presentazione). Lo avevo in versione digitale sul tablet già da tempo, la versione cartacea si è persa insieme alle brutte vicende della casa editrice che non cito, tanto non esiste più. Ennesimo caso di un esordio letterario di valore che impatta con un'editoria raffazzonata e cialtrona. E' un peccato che non possiate leggerlo, perché Nix, pur necessitando di un lavoro di editing che, ovviamente, l'editore non ha svolto, merita. Resta nella mente. Ecco cosa ne direbbe la soggettiva di ZG:

Un romanzo che, come mi succede sempre più spesso di dire, avrebbe meritato ben altra visibilità. Perché riesce a inserirsi in un genere, vogliamo chiamarlo young adult?, toccandone i punti classici senza scadere nella banalità delle produzioni più gettonate. Nicodemo Orsini è un personaggio che resta nella memoria, che vorrebbe essere antipatico e respingente e, proprio per questo, affascina da subito. Perché è bello, certo, perché ha successo con le donne. Ma ha occhi e cuore e anima troppo sensibili per non andare oltre ed avere, di se stesso, un'opinione scarsa e disincantata. Nicodemo, Nix, ha amici speciali: Ottilia (indimenticabile figura di giovane donna dai capelli rossi e dal carattere forte) ed Ermanno (un personaggio che, da solo, avrebbe meritato un romanzo). Ha una fidanzata, Giulia, che appare stupida e bellissima ma che si rivela a Nix e a noi meno insensibile e incapace di quanto ci piaccia pensare, Nix ha una sorella, Isabella, con una grandissima passione per la danza e un corpo troppo massiccio per una danzatrice. Nix ha, anche, un'ammiratrice occulta che riesce a ritrarne la vera bellezza e a vederne, fino in fondo, la paura di vivere e l'incapacità di scorgere un futuro oltre la maturità. Molti di noi hanno avuto un Nix nella loro adolescenza, da amare, da odiare, da invidiare e da rimpiangere con tutte le nostre forze. Esattamente come accade a chi, giunto all'ultima pagina, si trova costretto ad abbandonarlo. Un libro che non troverete in libreria e, fidatevi, è un vero peccato.

venerdì 22 marzo 2013

Hanno tentato di farci lo scalpo...

Il perfido Iannozzi ci ha intervistate sul nostro romanzo western. Ha scientificamente tentato di portare a casa i nostri scalpi, anche perché lui è piuttosto glabro, ma a voi decidere se ci sia riuscito.
Questo è un piccolo stralcio, il resto dell'intervista sul suo blog (link qui sopra)



Iannozzi: E’ fuor di dubbio, almeno per me, che “Il destino attende a Canyon Apache” è soprattutto un romanzo d’avventura, alla vecchia maniera: temi salgariani, ma anche un esasperato romanticismo à la Michael Blake (autore di Balla coi lupi), con in più giusto un pizzico della meticolosità descrittiva di Leonard Elmore. Le descrizioni degli ambienti sono piuttosto meticolose, ma il romanzo trova il suo punto di forza nei dialoghi, talvolta serrati. Si ha quasi l’impressione che il selvaggio West sia più che altro cornice per dar vita a una storia d’amore. Ma, in primo piano, c’è anche il coraggio di due donne, quello della giovane Kerry e della mezzosangue (o “due pelli”) Shenandoah, che, loro malgrado, in un mondo di duri, dovranno riuscire a piegare ai loro piedi il maschilismo dilagante.

Lauraetlory: Impressione sbagliatissima, quella della cornice per la storia d’amore. Sbagliata e figlia di un pregiudizio, diremmo. Perché se ci chiamassimo Fabio e Giuseppe invece di Laura e Lory, questa osservazione non sarebbe neanche affiorata. Ma è il destino della scrittura delle donne. Omero mise una storia di amore fatale alla base dell’Iliade, ma nessuno si sognerebbe di pensare che la guerra più famosa del mondo sia solo una cornice per la passione di Paride ed Elena. Così come nessuno mai si sognerebbe di dire che Canale Mussolini è una bella cornice storica per le reiterate scopate dei maschioni della famiglia Pennacchi. Il nostro è un romanzo storico che coglie lo spunto avventuroso e, anche, romantico per raccontare uno scontro tra civiltà inconciliabili.

giovedì 29 novembre 2012

Il nostro western è in libreria!

Carissimi, la normale collocazione di un libro appena uscito sono gli scaffali di una libreria. O forse è meglio dire sarebbero, vista la difficoltà con cui la narrativa della piccola editoria indipendente arriva all'attenzione dei distributori. Ebbene, dopo anni di vendite online (delle quali comunque, non ci lamentiamo, anzi), i nostri romanzi arrivano nelle librerie vere. ora, è chiaro che per vederli dovrete guadare fiumi di Bruni Vespa, di ricettari con la divetta del momento, di bibliotecari incazzati nei cimiteri maledetti, di sfumature erotiche assortite, ma i nostri romanzi CI SONO!
E qui sotto trovate la lista delle librerie romane dove potete entrare, prenderli e arrivare alla cassa. Figo, no? ;-)



Elenco librerie di Roma:

DPE                                     Viale Somalia 50/A

Fastbook                           Via di Tor Vergata 432

Feltrinelli Appia                      Via Camilla 8/C

Feltrinelli Argentina         Largo Torre Argentina

Feltrinelli Babuino                 Via del Babuino 40

Feltrinelli Chigi                                Centro Commerciale in Galleria Sordi

Feltrinelli Giulio Cesare                 Viale Giulio Cesare 88

Feltrinelli Libia                                Viale Libia

Feltrinelli Marconi                           Viale Marconi 176

Feltrinelli Orlando                           Via Vittorio Emanuele Orlando

IBS.it (ex Melbookstore)                Via Nazionale 254

Mondadori Appia                            Via Appia Nuova 51

Mondadori Cola di Rienzo             Piazza Cola di Rienzo 81

Mondadori Romanina                     Via Enrico Ferri 8

Adesso non avete più scuse. Sapevatelo.

lunedì 16 aprile 2012

Progetti editoriali che vanno in porto e altri no

Chi ci conosce, a me e Lory, sa che scriviamo. Tanto. Da tanti anni. Con inalterata passione. Non lo facciamo per diventare ricche e famose. Lo facciamo perché ci piace. Ogni giorno di più. Farci leggere, condividere le emozioni è importantissimo e per questo ci siamo battute per pubblicare alcuni romanzi. Non abbiamo mai pagato per farlo. Abbiamo incontrato l'entusiasmo di chi ha avuto fiducia nelle nostre storie. Ma è anche successo, e continua a succedere, che romanzi nei quali crediamo molto non trovino una loro strada. In questo post voglio raccontarvi due esiti diversi che, fatalità, si convogliano in questo stesso giorno. 
Anni fa abbiamo scritto (e poi riletto, rimaneggiato, rivisto, riscritto e levigato) un thriller con elementi mistery, Il puzzle di Dio. E' un romanzo ambizioso, complesso. Noi lo amiamo, ma forse non è questo il suo momento. Ci piace, però, condividere con voi la lettera che proprio oggi una casa editrice che stimiamo molto, ci ha inviato dopo aver letto il manoscritto:


Buongiorno Laura,
ti contatto in merito al manoscritto che qualche tempo fa aveste la cortesia di affidarci in valutazione.
Devo fare una premessa importante, prima di esporre la nostra decisione riguardo quanto emerso dalle letture che abbiamo concluso: Edizioni #### sta attraversando un periodo di forte revisione interna, perciò per assicurare lo standard qualitativo e una continuità nei confronti della linea editoriale purtroppo stiamo tagliando molti progetti e anche pubblicazioni programmate da tempo. Pertanto allo stato attuale non siamo in grado di prendere in carico una pubblicazione, il futuro incerto ancora non ci permette di delineare certezze e soprattutto di avanzare promesse editoriali che non siamo sicuri di poter mantenere: siamo davvero rammaricati, perché il vostro romanzo ci è piaciuto.
Affinché questa non rimanga una comunicazione tout-court, in allegato ti invio la scheda di valutazione che abbiamo stilato a seguito dell'analisi del romanzo: spero contenga sufficienti elementi e dettagli per chiarire quali sono i punti che, secondo noi, rendono il romanzo interessante e degno di attenzione editoriale, e abbiamo segnalato anche qualche piccolezza che magari può aiutarvi se vorrete intervenire sul testo alla luce di questi suggerimenti.
Vi saluto intanto, e rimango a disposizione per qualsiasi informazione ulteriore voi abbiate necessità, vi ringrazio ancora per la fiducia che ci avete accordato e lascia che vi esprima a titolo personale il mio dispiacere per non avere potuto concludere un progetto che aveva tutti i numeri per diventare un eccellente libro.



Non è una risposta positiva, però ci ha fatto molto piacere. E vi assicuro che la scheda di valutazione è circostanziata nei minimi dettagli e fornisce elementi preziosi di riflessione per un'eventuale ulteriore lavoro di perfezionamento.
Ma per un progetto che non decolla, ce n'è uno che sta rapidamente accelerando. Anni fa abbiamo scritto un romanzo western. Sì, avete letto bene. Immediatamente ci hanno dato delle folli: western? oggi? non ha mercato! Okay, ci siamo dette, verifichiamo. Lo abbiamo postato a puntate sul sito www.efpfanfic.net tra il 2009 e il 2010 e l'accoglienza è stata a dir poco entusiastica. Sentite cosa ci scrive uno dei 4000 contatti ricevuti (con 183 recensioni e neanche una negativa): 


Più procedo nella lettura e più prendo consapevolezza del fatto che sei (o siete, non mi è ancora ben chiaro quante siano le autrici XD) riuscita a costruire un vero e proprio romanzo in piena regola. E' tutto curato fin nei minimi particolari, ogni parola è studiata eppure risulta estremamente naturale, come se fosse sempre stato quello il suo posto - in quella frase, in quella riga, dedicata a quel personaggio o a quella situazione. Mi sembra a dir poco... perfetto. Ogni cosa è calibrata, è nella giusta misura, sia le descrizioni - che dimostrano uno studio accurato, per fare un esempio, della vegetazione di quei luoghi - che i dialoghi, davvero brillanti. Ciascun personaggio ha un proprio fascino e una psicologia che si delinea sempre più chiaramente capitolo dopo capitolo; non trovo nulla di banale, e soprattutto nulla di prevedibile in questa storia. C'è stile, c'è equilibrio, c'è semplicità e sinteticità nella giusta misura, e perfino quella vena di mistero che impregna ogni singola scena permane anche dopo ben quarantacinque capitoli. E pensare che c'è ancora così tanto da dire!


Ora quel romanzo sul sito non c'è più. Perché sta per essere pubblicato da un giovane e intraprendente editore che non più darti di 5 minuti fa mi scriveva: dai che facciamo il botto!
Mi direte che non è Mondadori, non è Einaudi, non è Piemme. E noi rispondiamo che conta come e più che se lo fosse. Perché ci mette del suo, ci crede. Come ci crediamo noi.

giovedì 2 dicembre 2010

Sorelle di sangue

Abbiamo iniziato a pubblicare il nostro romanzo inedito "Sorelle di sangue" su EFP ad agosto del 2009.
Perché?
Perché è un romanzo storico western, una storia di cowboys e indiani, una cosa che mai e poi mai verrebbe accettata (così ci dicono) dagli editori italiani.
Eravamo curiose di capire se chi ci diceva che una simile storia non poteva interessare i lettori avesse ragione.
Non ce l'aveva.
84 capitoli a cadenza settimanale hanno ricevuto più di tremila contatti, sono diventati la storia preferita di 42 lettori, hanno ricevuto (a oggi) 182 recensioni. Entusiastiche. E le età dei lettori variano dagli 11 anni ai 50.
E' vero che chi si loda si sbroda, ma vorremmo proporvi qualche stralcio di recensioni di fine lettura:

laura e loredana mi sembra di capire che le grandi autrici di questa fan ic siate voi esoprattutto siete due cosa che non immaginavo. devo dire che la vostra storia è stata davvero molto bella e con ansia attendevo di sapere le decisoni finali di personaggi (aquizziana)

Questa storia mi ha fatto sognare. Ho iniziato a leggerla con interesse, ma tutto sommato con poche aspettative e ne sono rimasta folgorata. è scritta molto bene, ma non è solo quello: l'ambientazione è così ben costruita che mi sembra di essere lì a fianco dei protagonisti. (Danu)
Grazie ragazze. Grazie per questa storia che mi ha tenuto a lungo compagnia. Per dei personaggi che non solo ho letto e sognato - quante volte mi sono ritrovata a cavallo di un mustang da quando leggo questa fic? (Gaea)

Applausi, applausi. Se e quando questo romanzo uscirà in libreria, sarò felice di acquistarne una copia (Andy Grim).

Se mai diventerà un libro, spero proprio di trovarlo sulla mia strada per aspirarne il profumo e sentirne il peso fra le mani mentre lo leggo, e non avere solo il ricordo di una meravigliosa storia letta sul video di un pc.
Tantissimi complimenti!
Silvia


Ecco, potremmo continuare, ma ci sembra di avervi dato un assaggio sufficiente. Saremo delle illuse, ma a noi sembra che uno scrittore non possa chiedere più di questo alla propria scrittura.
Se voleste dare un'occhiata, trovate il primo capitolo QUI