Visualizzazione post con etichetta segnalazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta segnalazioni. Mostra tutti i post

lunedì 17 ottobre 2011

KLit, il festival dei blog letterari

KLit, il festival dei blog letterari si terra' a Thiene, provincia di Vicenza, il 7 e 8 luglio 2012.
Non e' detto che Lauraetlory riusciranno a esserci, ma invito tutti a divulgare la splendida iniziativa.
Di cultura e di voglia di fare non ce n'e' mai abbastanza in questo nostro povero paese.

Perché kLit?
La lettera “k” sta per key, “chiave” in lingua inglese, e “Lit” è la forma abbreviata di literature. Il festival kLit vuole essere una chiave interpretativa del mondo dei blog letterari.

Vi avevo parlato del festival lo scorso 8 settembre, ho letto le tante mail che ci avete scritto, proponendo idee e mettendovi a disposizione con le più disparate proposte. Nel frattempo ho anche chiesto l’aiuto concreto e competente di cinque persone che conosco da tempo essere impegnate sui loro campi, formando così la squadra organizzativa che si è messa subito al lavoro. L’amministrazione comunale di Thiene ha accolto con entusiasmo il progetto e stiamo lavorando assieme per presentare un festival ricco di attività.

Continua a leggere QUI

venerdì 23 settembre 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: siamo in stampa!


Ci siamo, dopo mesi di lavoro l'antologia e' finalmente una realta':
29 racconti,
una illustrazione,
32 autori,
prefazione di Marino Sinibaldi

Presentazione ufficiale a Roma
6 ottobre 2011
libreria Books & Brunch
ore 19

seguiranno presentazioni a Napoli, Milano, Bologna, Torino...

venerdì 16 settembre 2011

STARBOOKS COFFEE

Se vi piace leggere, se vi piace scambiare pareri con gente cui interessa parlare, non lanciare proclami, se vi piace fermarvi al bar e scambiare quattro chiacchiere con due bariste d'eccezione, non potete non fare un salto da STARBOOKS COFFEE.
Adesso Giulia e Carlotta hanno aperto anche la libreria virtuale dove e' possibile scaricare e-book da leggere tra un te' alla cannella e un caffe' con panna e granella di nocciole. Per inciso, tra gli e-book trovate anche il nostro "Sorelle di sangue" storico/western inedito in cartaceo, ma amatissimo dai lettori di http://www.efpfanfic.net/


lunedì 22 agosto 2011

SOPDET di Lara Manni


"Davvero, come fai a immaginare queste cose?"
La domanda non è mia, è una citazione dallo splendido secondo romanzo di LARA MANNI.
Ho amato moltissimo ESBAT, esordio dell'autrice, ma qui siamo andati avanti, qui siamo cresciuti. Giusto giorni fa si disquisiva sul valore della struttura di un romanzo, domandandosi se sia più importante il colpo di genio o la capacità di mantenere a lungo un livello alto. Domanda oziosa davanti a SOPDET. La struttura è complessa. I piani temporali abbracciano la storia del passato secolo dalla prima guerra mondiale agli anni di piombo. E approdano all'oggi seguendo le vicende di Ivy e di tutte le donne, dalla bisnonna in poi, che hanno fatto di lei quello che è: una giovane donna con il potere di influire sui mondi. Non sul suo, ma su quello bello e terribile dove vivono demoni come Hyoutsuki e creature ibride come Yobai. Passato e presente si mescolano mentre Hyoutsuki e Yobai combattono una partita sotto lo sguardo divertito di Axieros, la Dea, e quello gelido e lontano di Sopdet, Sirio, la stella del Cane. La posta in gioco è la vita. Quella di Ivy, quella di Hyoutsuki, quella di Yobai. Lara Manni ottiene un miracolo di equilibrio nel mescolare la storia delle guerre e dei soldati d'Italia con l'eterno conflitto in salsa manga tra il Bene e il Male. Solo che il Bene indossa lo sguardo d'oro di un  demone crudele e schifato dal genere umano e il Male si nutre della sofferenza tutta umana di un ibrido che aspira a diventare potente come un dio. Originale, forte, commovente, romantico, crudele, documentatissimo. Vorrei che nessun lettore, mai, si lasciasse scoraggiare dal trovare protagonisti demoni giapponesi e dei di una mitologia perduta, perché SOPDET è di più. E' un inno alla fragilità umana, alla forza dei sentimenti, all'amore di una madre, alla forza delle donne. E all'eroismo di una ragazzina di sedici anni che avrà il coraggio di scrivere la parola più difficile, la più importante, la più densa di umana pietà. Rinunciando a una parte di se stessa. Per diventare adulta.

domenica 10 luglio 2011

Sangue del suo sangue


Bando alle ciance, il romanzo di Gaja Cenciarelli "Sangue del suo sangue" edito da Nottetempo è uno dei libri migliori che abbia letto quest'anno. E ne ho letti già parecchi. Quindi vi segnalo che giovedì 14 luglio a Viterbo, presso la sede temporanea della Libreria del Teatro in piazza San Carluccio, nel cuore pulsante d Caffeina Cultura 2011, Gaja presenterà il suo libro affiancata da Giorgio Nisini e Laura Verga (che leggerà alcuni brani): SIATECI! 

E adesso il mio piccolo parere sul romanzo:

“Le parole non dicono solo quello che tu vuoi fargli dire. Devi leggere tra le righe, e tra una lettera e l’altra. È lì che si sviluppa il loro potere.”
Un potere che questo romanzo, impossibile da incasellare in un genere letterario, dispiega guadagnandosi una qualifica che troppo spesso sentiamo spendere senza motivo. “Sangue del suo sangue” è un romanzo scomodo, sul serio. Perché capovolge le categorie cui siamo abituati e ci pone domande spiazzanti. Una su tutte: che succede se la vittima è peggiore del carnefice? Perché il generale Scarabosio, ufficiale dell’Arma assassinato dalle Brigate Rosse, era ben altro che uno specchiato padre di famiglia tra le mura domestiche. E la sua tragica morte potrebbe costituire motivo di sollievo per Massimiliano e Margherita, i suoi figli, se l’inferno che ha costruito per loro non avesse mura impossibili da scalare. Con una scrittura elegante, che evidenzia il lavoro di lima senza mai tradirne la fatica, l’autrice ci cala in una storia minima che non si permette di restare tale. Perché la storia di Margherita è il fulcro di un momento storico, le elezioni del 2006, che mai come oggi appare attuale. Chiamata a presiedere un comitato che rappresenti le vittime del terrorismo, la protagonista si trova costretta a difendere pubblicamente la memoria del proprio carnefice. E a supportare lo sforzo revisionistico di Bruno Chialastri, imprenditore (verrebbe da dire faccendiere) con aspirazioni politiche e con la volontà di cancellare gli anni di piombo dai libri di storia. La sua tesi è che l’ideologia fosse solo un pretesto per un gruppo di delinquenti comuni, decisi a mettere a ferro e fuoco il paese al solo scopo di guadagnarsi denaro e potere. “Come tutti”, si lascia sfuggire Chialastri durante un colloquio con il proprio mentore politico, l’onorevole De Martiis. E non mente. Anche il gruppo di emuli delle BR che medita di assassinarlo nel giorno delle elezioni politiche punta al potere. Del simbolo, della memoria. Della paura. Un vortice di intenti colpevoli che ruota intorno a Margherita e al suo sforzo di riappropriarsi della propria esistenza. Non sappiamo se riuscirà, ma nello sguardo disincantato che l’autrice dedica al nostro tempo, lei è l’unica scintilla di speranza.

Laura Costantini

sabato 4 giugno 2011

Oggi vi parlo di: Carlo Menzinger di Preussenthal

Ci sono autori che meriterebbero molto di più. Storia vecchia? Come il mondo, probabilmente. Ma senza voler aprire un nuovo capitolo nella vexata quaestio circa le capacità di talent-scout dell’editoria italiana, voglio parlarvi di un autore che se pubblicato da una grande casa editrice sarebbe, senza ombra di dubbio, un nome di spicco nel panorama letterario italiano. Il nome è altisonante: Carlo Menzinger di Preussenthal. E’ nato a Roma, vive a Firenze e scrive in una dimensione temporale che appartiene solo a lui. Menzinger è uno scrittore ucronico. Non solo, ma principalmente. Cos’è un’ucronia? In parole povere è immaginare come sarebbero andate le cose se la Storia avesse preso un altro corso. Se scrivere un romanzo storico credibile è una bella fatica, scrivere un romanzo ucronico credibile è un’impresa titanica. Eppure a Menzinger riesce con quella facilità apparente che solo i veri talenti sanno imprimere alle loro opere. Il primo romanzo che ho letto di Menzinger è stato “Il Colombo divergente”. Che sarebbe successo se Cristoforo Colombo, invece di fermarsi alla prima isola, avesse guidato le proprie navi fino alla costa azteca? E’ questo il quesito che  Menzinger ci propone, immaginando un bivio nella vita e nelle esplorazioni di Cristoforo Colombo. Un bivio che avrà conseguenze tali da creare un futuro del tutto diverso da quello che noi, oggi, stiamo vivendo. Un lavoro enorme di documentazione, una penna felicissima, una voce narrante misteriosa e onnipresente, interventi poetici con ballate che si snodano come il coro di una tragedia. In fondo di questo si tratta: della tragedia di un uomo cui è stato affidato l’atroce compito di cambiare il mondo. In cambio deve rinunciare a se stesso, vivendo all’inseguimento di un sogno di gloria che, a ben vedere, non gli apparteneva. Libro che mi sento di consigliare, vivamente.

Incuriosita, volli procedere nella lettura. Perché Menzinger, oltre a essere geniale, è prolifico e, soprattutto, non scrive sempre lo stesso libro. Ama sperimentare. E di un esperimento parliamo nel caso di “Il settimo plenilunio”. Parliamo di sincretismo letterario. E non mi riferisco solo al fatto che e’ stato scritto a sei mani, ma alla contaminazione tra generi che lo caratterizza. Ci sono vampiri. Vampiri antichi e potenti, vampiri molto attenti al degrado civile e decisi ad ovviare al problema assumendo il controllo di una società ormai in caduta libera. La società è quella italiana, di un futuro prossimo venturo con veicoli a idrogeno e psicomail inviate direttamente da un cervello all’altro, auspice una multinazionale della psicocomunicazione, Fastissimo. Fantascienza, quindi, uno scenario futuribile/attuale nel quale gli uomini hanno perso ogni memoria storica, ogni consapevolezza del sé. Vivono hic et nunc e affidano i voli pindarici ai si-so, i sogni sintetici che hanno sostituito le serate al cinema. Poi ci sono i licantropi che, dopo secoli di sudditanza psicologica nei confronti dei vampiri (Twilight docet, ma questo libro è precedente al fenomeno della Meyer), hanno deciso di rivendicare la loro unicità e si sono uniti in una società/congrega, la WWW, capitanata da Wolfgang Wolf. Lo scopo è impadronirsi della Banca del Sangue Rocher, togliendone il controllo ai vampiri. Vi siete persi? La vicenda si dipana intorno al settimo plenilunio, momento topico per lo scontro tra vampiri e licantropi. Ma gli uomini in nero, braccio armato del potere economico umano, non hanno intenzione di stare a guardare. C’è anche una leggenda intorno a uno scontro tra dei a colpi di maledizioni e contro-incantesimi che vorrebbe la fine degli immortali (vampiri e licantropi) quando una donna mortale amasse un licantropo e, per amore, salvasse un vampiro. Difficile? Non è detto.
L’esperimento è interessante, le illustrazioni (si tratta di una grafic novel, un romanzo illustrato da una folta e agguerrita squadra di disegnatori) suggestive, la scrittura, a mio parere, risente delle sei mani, il passo della narrazione è diseguale. Ma è un libro vivo, pulsante. Da leggere, se siete disposti a lasciarvi sorprendere.

Ormai c’ero dentro e tanto valeva continuare con l’antologia “Parole nel Web”. Quando si pensa alla scrittura a più mani, l’idea è sostanzialmente quella di questo libro: persone che amano le parole che si incontrano virtualmente (pronubo il web) e, scambiando pareri e capitoli per e-mail, giungono ad un risultato inatteso. Come sanno coloro che conoscono Lauraetlory, la nostra scrittura a quattro mani è diversa. Noi scriviamo insieme, sempre e di persona. Ma l’idea di Carlo Menzinger, trait d’union tra Sergio Calamandrei, Andrea Didato e Simonetta Bumbi, è bella e funziona benissimo. Non si scorgono differenze di stili e di impostazione. L’amalgama è riuscito e il libro si legge con piacere: “Lei si sveglierà” è un racconto che scorre rapidissimo verso un finale aperto. “Se sarà maschio lo chiameremo Aida” è un romanzo breve pieno di surreale poesia, un mondo di ghiaccio che trasmette il calore delle cose vissute con il cuore. “Cybernetic love” è un esperimento di storia in versi con un linguaggio aulico e cibernetico insieme. Va letto per capire. Sinceramente è la cosa che ho apprezzato meno. Non la sento nelle mie corde. Ma questo nulla toglie alla bravura di Menzinger e Bumbi.

Vi state chiedendo se il nostro abbia rinunciato alla scrittura in solitario? Tranquilli. A un certo punto ha deciso di darsi al noir ed ecco servita “Ansia assassina”. Noir decisamente anomalo, ma piacevole e incalzante. L’ho letto tutto d’un fiato perché non potevo, non potevo proprio evitare di andare avanti fino alla fine per capire cosa stesse succedendo e quale fosse il motivo di tante assurde morti. Devo dire che avrei apprezzato una spiegazione meno irrazionale, ma il finale ci sta tutto e non lascia con l’amaro in bocca. Al limite con un perfido sorrisetto che credo sia esattamente quello con cui quel satanasso di Menzinger ha messo la parola fine a questo romanzo.

E le ucronie, che fine hanno fatto? Rimangono la passione principale di Carlo Menzinger. Ho appena terminato di leggere il romanzo che contende a “Il Colombo divergente” la palma di mio preferito. Sto parlando di “Giovanna e l'angelo”. Cosa sarebbe accaduto se l’intima essenza di Giovanna d’Arco, le sue stesse famose “voci” altro non fossero state se non un’entità angelica venuta al mondo insieme alla Pulzella d’Orleans? E quali scenari si sarebbero aperti se questo angelo alla ricerca di se stesso, confuso dalla mancanza di un contatto diretto con Dio e destinato a evolversi in una laicità senza speranza, non avesse sopportato di morire sul rogo, consumato insieme a Giovanna dalla sofferenza? Menzinger immagina che l’amore dell’angelo per Giovanna (o forse per se stesso?) operi il miracolo. La Pulzella sopravvive alle fiamme e niente più è destinato a rimanere ciò che era. Compresa Jeanne. Riprese le armi e riconquistato il suo popolo, Jeanne passa di vittoria in vittoria, avvicinandosi a Parigi, fino a strappare la corona a Carlo di Valois. Ma a ogni nuova battaglia, Jeanne perde una parte della sua antica esistenza, della sua stessa memoria. Lentamente Jeanne si trasforma in Jean, sotto lo sguardo sempre più confuso del suo angelo. Ha davvero cambiato il mondo salvandola? Ha distrutto la femminilità della Pulzella? Ha compiuto un sacrilegio, oppure è tutto un sogno vissuto mentre, insieme alla sua Giovanna, si consuma tra le fiamme del rogo? Menzinger con questo romanzo ci regala un’ucronia che travalica le leggi del genere e ci prospetta una vicenda che inizia laddove finisce, chiudendo un cerchio che racchiude in sé i misteri di Giovanna d’Arco, le voci della sua appartenenza al Sangue Reale, la sua discendenza da Cristo e Maria Maddalena, senza mai cadere nella trappola che la prolifica vena templare ha posto a molti scrittori meno accorti.

Carlo Menzinger di Preussenthal, non dimenticate questo nome. Perché, che si decida o meno a pubblicare con case editrici degne del suo talento, vale la pena scoprirlo.

domenica 1 maggio 2011

Non ci rimangono che i libri

Non parlerò del Primo Maggio. Sono stanca e demoralizzata dalla farsa mediatica della beatificazione di Karol Woytila e dalle baggianate di Renzi dalla Annunziata. Parlerò di libri. Anzi, lascerò che a parlarne siano altri. Persone che ci leggono e che ci apprezzano. Ve lo ricordate il nostro cruento noir Viole(n)t Red? Ebbene, l'amico Salvo Zappulla ne ha appena riparlato su FB, così:

Laura Costantini e Loredana Falcone sono la versione femminile di Fruttero & Lucentini, scrivono insieme da sempre e hanno raggiunto un' intesa tale che i loro scritti risultano perfettamente sincronizzati, come partoriti da una mano sola.
Viole(n)t red (Edizioni Bietti, Pagg.240, € 16,00) è un noir che potremmo definire classico, con un plot solidissimo che procede a incastro in un susseguirsi di scene cruenti, a tratti anche estremamente violente, ma mai fini a se stesse. Assecondano la logica di una mente maleficamente geniale (uno dei protagonisti principali del romanzo) e la sua contorta personalità. La premiata ditta Laura & Lory ha tutta la professionalità necessaria per confezionare romanzi ambientati negli Stati Uniti, profondità di documentazione, competenza, idee. In viole(n)t red si confronta con un caso che vede protagonisti due gemelli monozigoti, le loro percezioni extrasensoriali e le esperienze traumatiche, che li accompagneranno per tutta la vicenda narrata in uno stato di paura e di ansia. Un romanzo che scorre frenetico sul filo del rasoio, in cui genetica, influenze ambientali e l'interazione tra i protagonisti hanno un ruolo fondamentale. I personaggi si muovono come all'interno di una scacchiera, nessuna mossa è lasciata al caso. Il capitano Ian Vernon, investigatore della Squadra Vittime Speciali, fra tutti si eleva come un gigante, per la sua profonda umanità, la capacità di introspezione, l’integrità morale che lo fanno amare dai lettori. Ci sono i migliori ingredienti per appassionare chi legge: piccoli dettagli disseminati quasi per caso nel corso del romanzo, falsi indizi per tenere desta la concentrazione, uno stile narrativo fluido, una robusta trama criminale che lega l'incipit all'ultima pagina e racconta impietosamente il reale, indaga l'animo umano e le sue debolezze. Si analizzano i rapporti tra uomo e donna, si affrontano i problemi della solitudine, del confronto tra il bene e il male, l'odio e il perdono, il dolore e la sua accettazione. E quando sembra che il finale sia ormai chiaro a tutti, Laura e Loredana ecco che si inventano un nuovo colpo di scena, una nuova trovata che prolunga l'attesa all'infinito. Un romanzo da consigliare a quanti amano le emozioni forti, non hanno paura di attraversare una strada buia, vogliono sentire gli scarichi di adrenalina dentro il cervello.

Invece la provocatoria intervista di Giuseppe Iannozzi ha riportato alla ribalta il nostro amatissimo giallo romano Fiume pagano e ve ne diamo qui una piccola anticipazione:

“Fiume pagano” è un prodotto letterario o più semplicemente della buona narrativa d’evasione?
Nessuno dei libri che escono oggi è un prodotto letterario, checché ne pensino i vari vincitori del premio Strega. Prodotto letterario lo diventeranno, se mai, nel giudizio dei posteri. Per quanto ci riguarda, siamo molto fiere di produrre buona narrativa d’evasione. Vivaddio.

lunedì 24 gennaio 2011

BREAKING NEWS


Due notizie:

il prossimo 17 febbraio (e' un giovedi'), alle 19
presso la libreria Flexi
(via Clementina 9, Roma)
si terra' la presentazione romana del
mio "New York is a woman"

Il prossimo 20 febbraio (e' una domenica),
alla Fiera del Libro di Modena
"Presentazione novità collana
cahier di viaggio"
*SALA MERINI
insieme a
Francesca Mazzucato e al suo cahier
"Villefranche-sur Mer