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martedì 4 novembre 2014

domenica 20 luglio 2014

Da dove parte il puzzle di Dio?


Lui è Ippolito Desideri, un gesuita che, per primo tra gli studiosi occidentali, volle conoscere ed esplorare il Tibet. E tra i mille documenti che ha lasciato nei misteriosi archivi del Vaticano, ce n'è uno che il Servizio ha chiamato "frammento di Ippolito"... Come ve la cavate col latino? Male? Tranquilli, c'è la traduzione a seguire. Leggete con attenzione perché "Il puzzle di Dio" parte da qui:

Doc. Serv.
N. prot. 361420
Roma, 6 giugno 1999
Ris. Pers. Gen. Ruggero Ilva

Cum admodum senex sapiensque monachus, qui a Nepal pervenit, Italiam domum meam esse cognovisset, magnis horrendisque secretis eam premi mihi dixit.
Quae erant exsecratio iacta in orbem terrarum a numquam mortuo nondumque nato daemone.
Ostendit sapiens monachus primam postremamque lapidem eodem redire.
Saxeus anguis in Loti valle iacet, sed intellegendi arcana via in superiore ac frigido loco et in infima atque calida parte inveniri potest.
Monachus in Orbis Terrarum Tecti geminis montibus Iovis Sabatii aedem initium custodire dixit.
Postea ille, quia nimis multa dixerat, in fugam se dedit.

(Avendo saputo che la mia patria era l’Italia, un vecchio e saggio monaco, che veniva dal paese chiamato Nepal, mi disse che un grande e terribile segreto gravava sul mio paese.
Un segreto che era una maledizione scagliata contro il mondo da un demone malvagio mai morto e non ancora nato.
Il saggio monaco disse che la prima e l’ultima pietra coincidono.
Il serpente di pietra giace nella valle del Loto, ma le chiavi del segreto sono in alto al freddo e in basso al caldo.
Il monaco disse che un tempio di Giove Sabazio custodisce l’inizio tra i monti gemelli del Tetto del Mondo.
Poi fuggì da me perché aveva detto troppo.)

Frammento attribuito a Ippolito Desideri S.J.
Luogo del ritrovamento:
Archivio Segreto Vaticano
Datazione probabile:
luglio 1715
Luogo probabile dell’incontro con il monaco nepalese:
Piana di Leh, Ladakh
Autenticità del frammento:
confermata da esperti interni al Servizio
Utilizzo dell’informazione:
a discrezione del gen. Ilva
Livello di classificazione del documento:
massimo

Tra poche ore il nostro nuovo romanzo sarà in vendita su tutte le principali piattaforme digitali. Siete pronti?



mercoledì 24 aprile 2013

Sta arrivando la nostra prima produzione erotica


Tre racconti, quattro autrici. Francesca Mazzucato, una che di eros se ne intende, l'ideatrice del progetto, la direttrice della collana. MariaGiovanna Luini, una che SA di donne. E poi noi due che non ci volevamo mica credere quando ci è stato proposto di partecipare. Noi che ci siamo chieste, in tutta sincerità, ma saremo capaci? Noi che, con l'incoscienza che ci contraddistingue, abbiamo comunque deciso di provarci. Ebbene, questo e-book sta per vedere la luce e solo i lettori, che speriamo siano tanti, sapranno dirci se la fiducia di Francesca era ben riposta. Restate sintonizzati.

lunedì 25 giugno 2012

Sfatiamo un po' di miti?

La nostra amica Silvia Ancordi mi ha intervistata QUI invitandomi a parlare di scrittura a quattro  mani, editoria a pagamento, e-book, invidia tra scrittori. Ho provato a sfatare qualche mito. Ditemi voi se ci sono riuscita. In questa sede vi riporto solo una domanda che mi è stata posta molto spesso:



Hai mai pensato di intraprendere la carriera da scrittrice da sola?
Dovrei? Anche questa è una domanda che ci viene rivolta spessissimo, ma maggior parte delle volte con il chiaro intento di scoprire dove sia la magagna. Perché pare impossibile che due donne (due donne, non due uomini ovviamente) possano lavorare insieme senza coltivare nel profondo invidia reciproca e competitività aggressiva. Mi è capitato di scrivere da sola, così come è successo a Lory. Sapremmo scrivere romanzi divise? Ovvio che sì. Abbiamo intenzione di farlo? No, perché la scrittura è una creatura che ci piace allevare insieme.

Il resto vi invito a leggerlo sul bel blog Mathilda Stillday

domenica 3 giugno 2012

Una nuova recensione per FIUME PAGANO a più di due anni dall'uscita


I libri non muoiono. Ne siamo convinte, nonostante tutto nel mondo editoriale italiano dica il contrario. I libri non muoiono. Fiume pagano, il nostro giallo romano è ancora acquistabile con pochi click, non solo, da qualche settimana è anche un e-book disponibile sul sito di Bookrepublic al comodo prezzo di 3,90 euro. Soprattutto, alla veneranda età di due anni (un'enormità per un libro di oggi), piace ancora. Quella che segue è la recensione che Michele di Marco (che l'ha pubblicata anche su Thrillerpages ci ha dedicato con un voto di 4 su 5. Mica male, no?


Quando, anche noi che la viviamo – e, personalmente, la amiamo – da lontano, pensiamo a Roma, difficilmente riusciamo a separare il presente dai ricordi della sua fantastica e ingombrante storia, anzi credo che poche città come Roma intreccino così strettamente il proprio presente e passato. 
Ma credo che sia molto meno comune, probabilmente per l’incombente, e spesso bellissima, presenza della Chiesa cattolica, dei suoi luoghi di potere e di culto, il ricordo della religione pagana pre-cristiana, dei suoi riti e dei suoi simboli, se non in quanto, ormai morti e confinati nel passato remoto,  sono all’origine di vestigia e reperti archeologici e artistici.
Invece, Laura Costantini e Loredana Falcone (d’ora in poi LauraetLory, come nel loro blog), scelgono di contrapporre alla modernità – che, inopinatamente rispetto ai luoghi comuni, in questa prospettiva include anche il cattolicesimo – un’improbabile, ma non del tutto inverosimile, movimento neopagano a noi contemporaneo. E pongono questo scontro, con originalità, come sfondo del loro intrigante giallo, una complessa vicenda in cui l’inchiesta su una successione di assassinii seriali obbliga a ricercare e riannodare le connessioni tra credenze, addirittura ideologie, e pratiche religiose, che si perdono nel tempo remoto della romanità dei secoli passati, e che riverberano i propri riflessi, e le proprie ombre, fino all’oggi.
Non basta essere “originali” o “creativi” per destreggiarsi, come sanno fare più che bene le autrici, nell’intricato labirinto di storie, di riti e simboli apparentemente incomprensibili, di drammi personali e familiari, che diventa l’inchiesta condotta con diligenza, poi con crescente partecipazione, dal luogotenente Vergassola.
Serve una profonda cultura, nel senso della competenza e non della pura erudizione, che permetta di riconoscere i riferimenti, di comprenderli e di collegarli per favorire la soluzione del rompicapo: e LauraetLory, che questa competenza mostrano di possederla, l’affidano al vero protagonista dell’indagine, Nemo Rossini , un romanissimo “redattore anziano di un giornaletto da diecimila copie”.
A lui, che sa muoversi con la stessa efficacia e la stessa simpatia (condivisa da chi legge) nel commissariato di Polizia e nei bassifondi popolati dai barboni del letto del Tevere, spetterà l’incarico di condurci, grazie al suo intuito e alle sue conoscenze, all’uscita di quel labirinto, sapendo anche cogliere, con molta maggiore prontezza del poliziotto, gli indizi che gli vengono offerti dall’evoluzione della storia che costituisce il secondo filone del romanzo. 
Ne è protagonista Monica, con la sua disperata ricerca del padre perduto, il tentennare tra i due rivali che si contendono il suo amore, la (quasi eccessiva, è forse un difetto del libro) capacità di calamitare coincidenze, di essere occasionalmente presente in tutti i momenti in cui si dipana una parte della matassa: intorno a lei, le autrici si divertono a costruire una vivace corte di personaggi, alcuni poco più che comprimari, altri più delineati (menzione speciale per la zia Nerina, che a me ricorda, con la stessa simpatia e, se possibile, ancora maggiore bonomia, la Sora Lella dei film di Verdone), tutti o quasi perfettamente funzionali all’economia della trama, fino al suo finale ricco di effetti speciali drammatici (e non del tutto sorprendenti, altro difetto), che però si stempera nell’esito contrastato delle vicende di Monica, perché alla fine l’umanità del presente diventa più importante delle conseguenze, gloriose o criminali, del passato.
Insomma, un bel giallo, che sfida le capacità di congettura del lettore, portandolo alla soluzione, almeno parziale, ben prima del finale, nel quale le autrici sanno delineare, senza confusione, due storie principali convergenti, oltre a qualche rivolo minore. 
Sullo sfondo di tutto questo, Roma, spesso ripresa nei suoi angoli oscuri, ma anche pronta ad offrire i vivaci spaccati dei dialoghi in cui Nemo sfrutta la propria vena popolaresca: una Roma mai prevedibile, che non si limita a far da scenario alla velocità, quasi alla frenesia con cui tutti si muovono nella parte del labirinto che è loro assegnata, anche se, nel solco della sua millenaria esperienza, mantiene fermo il proprio fulcro, perché, alla fine, si sa che “a Roma tutto cambia e solo il Tevere resta”.

mercoledì 7 marzo 2012

Elogio del cartaceo

Ho una certa età. Lo ammetto serenamente. Sto anche pensando di smettere di tingermi i capelli e lasciare che la natura segua il suo corso trasformandomi in una brizzolata ragazza di quasi cinquant'anni. Preambolo lungo per darvi il sapore di questa riflessione. Qualche giorno fa mi sono sentita male. Non sono ipocondriaca, mai stata. Anzi. Non so quale sia il termine contrario di ipocondria, ma io mi ci riconosco. Tendo sempre a minimizzare, a non fasciarmi la testa. Però, qualche giorno fa, quel dolore improvviso, acuto, persistente nel petto, come una lama infilata nel cuore, mi ha spaventata. Era sera. Ero a casa insieme alla mia mamma che non ha attraversato dei bei momenti, ultimamente. Va meglio, però, molto meglio e credo che un po' sia anche merito mio, del mio starle accanto. Ne consegue che lei non concepisce proprio che io possa star male. Per lei io sono sempre una ragazzina, quindi sana per definizione. Ma stavo male. E un pizzico di paura ce l'avevo mentre pensavo a come gestire un'eventuale emergenza. Mia mamma non guida. Al pronto soccorso avrei dovuto, nel caso, arrivarci guidando. Nel marasma di emozioni sapientemente camuffate a uso e consumo della genitrice, mi sovviene che quel tipo di dolore potrebbe configurarsi come un caso di angina pectoris. Non sono un medico, ma mi tengo informata. I sintomi c'erano. A quel punto volevo saperne di più. Era sera. A casa io ho un portatile che accendo solo alla bisogna e connetto di conseguenza. In quel momento, a fronte della mia ansia di informazioni, la procedura mi sembrava eterna. Ed è allora che ho avuto l'illuminazione: tornare alla carta. Perché non se lo ricorda nessuno, ma fino a una trentina di anni fa, le ricerche si facevano sulle enciclopedie e i genitori che tenevano all'istruzione dei propri figli, facevano in modo di dotarli di strumenti idonei, acquistando collane di pesanti volumi che poi si pagavano a rate. Io di enciclopedie a casa ne ho almeno quattro. Mi è bastato andare in corridoio, prendere dalla libreria il volumone della A, sedermi accanto alla mamma e scorrere le pagine: A, An, Angelo, Angina pectoris. Beccata! Nel giro di pochi secondi mi si sciorinavano davanti tutte le informazioni necessarie, senza lentezze di connessione, senza cali di batteria, senza clessidre che girano. Per la cronaca la mia non era angina, bensì nevrite intercostale. Ma avete capito il concetto, spero. Non sono prevenuta verso le conquiste del mondo digitale, sono assidua frequentatrice di social network, leggo a schermo anche interi libri. Ma la carta, ragazzi, la carta è rivoluzionaria. Se manca l'energia elettrica, se la batteria va in tilt, se saltano le connessioni, se l'adsl vi lascia in piena bonaccia, un libro di carta non vi tradisce. Mai.

venerdì 16 settembre 2011

STARBOOKS COFFEE

Se vi piace leggere, se vi piace scambiare pareri con gente cui interessa parlare, non lanciare proclami, se vi piace fermarvi al bar e scambiare quattro chiacchiere con due bariste d'eccezione, non potete non fare un salto da STARBOOKS COFFEE.
Adesso Giulia e Carlotta hanno aperto anche la libreria virtuale dove e' possibile scaricare e-book da leggere tra un te' alla cannella e un caffe' con panna e granella di nocciole. Per inciso, tra gli e-book trovate anche il nostro "Sorelle di sangue" storico/western inedito in cartaceo, ma amatissimo dai lettori di http://www.efpfanfic.net/