lunedì 12 agosto 2013

Tutto questo è criminale

Sono 81 le donne vittime di femminicidio in Italia da gennaio di quest'anno (n.b. scrivevo una decina di giorni fa, credo siano aumentate...). Il dato è stato portato alla luce in una torrida sera d'estate, nella bella cornice d'arte di un paesino laziale tra collina e mare. Notte bianca, tante iniziative, tra queste la voce del Telefono Rosa, di Se non ora quando e della vicesindaco di una giunta quasi tutta al femminile. La violenza di genere esiste e si perpetua. La vicesindaco non poteva saperlo, ma poche ore prima una bambina di otto anni, otto anni, subiva una tentata violenza carnale in pieno giorno, in piena luce, in una strada di Napoli. Linciato e sfigurato l'assalitore, ricoverato in gravi condizioni. Ma nella notte bianca di una torrida sera d'estate la voce si leva a difendere tutte le donne. Le nostre, ma anche  quelle il cui unico torto è essere nate in un paese di religione islamica. Abbiamo parlato poche settimane fa del coraggio di una piccola grande donna, la sedicenne pakistana Malala. In questi giorni tutto il mondo parla del caso di Nada. Ancor più giovane. Se possibile, ancor più coraggiosa. Nada ha undici anni e, con l'aiuto di adulti in grado di ragionare fuori dai dettami anacronistici e assurdi dell'Islam, ha lanciato il proprio grido d'aiuto su youtube. Un volto bellissimo, occhi enormi e pieni di lacrime, la voce rotta dal pianto ma non doma, Nada ha detto di essere pronta a uccidersi piuttosto che essere venduta come sposa. Pare che la famiglia volesse lucrare su di lei strappando un buon prezzo al promesso sposo adulto e, lui sì, libero di decidere un simile abominio. Ma Nada, cresciuta con la mente aperta sulle conquiste della civiltà, ha detto no. È fuggita di casa. Vuole studiare, vuole usare Internet, vuole mantenere intatti infanzia e sogni e progetti per un futuro che travalica gli angusti confini di un paese tra i più chiusi e retrivi nella galassia islamica. Lo Yemen. Quello dello splendore architettonico di Sanaa. Quello dei rapimenti di turisti da parte di bande di fondamentalisti a caccia di fondi. Quello dove più di un quarto delle donne vengono costrette al matrimonio prima dei 15 anni perché una sposa giovane sarà una moglie obbediente, farà più figli e garantirà una fedeltà basata sul disgusto per qualsiasi uomo, compreso il proprio non scelto marito. E poco importa se un corpo ancora non maturo può soccombere a una gravidanza, come accaduto nel 2010 a una bambina di 12 anni. Morta di parto parto dopo tre giorni di travaglio. Non avete compassione?" chiede Nada lo sguardo fisso in camera in quel video che tanti vogliono credere manipolato. Perché è difficile immaginare tanto coraggio in una creatura così giovane, così indifesa. E se anche dietro quel filmato, dietro quelle parole così adulte, "hanno ucciso i nostri sogni, hanno ucciso tutto quello che avevamo dentro", ci fossero degli adulti, resterebbe l'orrore reale di tante donne costrette, vendute, usate come bestie da macello. "Tutto questo è criminale" ha detto Nada. "Tutto questo deve finire" si è risposto in una notte bianca d'estate in un paese che non vende le bambine, ma massacra una donna ogni tre giorni.


Laura Costantini