martedì 4 marzo 2014

Il momento in cui decidi

Ci sono momenti in cui sai che tutto sta per cambiare. Ormai lo sapete più o meno tutti che sto per trasferirmi a Campobasso. Ho vinto una selezione interna per giornalisti. Vado alla Tgr. Ma il momento del cambiamento non sarà quando arriverò nella nuova sede, né quando confezionerò il primo servizio. Il momento del cambiamento è già passato. E io ne ho avuta la nettissima percezione in una di quelle epifanie che capitano poche volte nella vita. Era l'estate scorsa. Ero a lavoro. Ero sola. periodo di ferie, quasi tutti i colleghi in vacanza. Comunque il mio solito orario mattutino. Gran sole all'esterno. Grande incertezza dentro di me. Una schermata sul computer. Una scritta lampeggiante: selezione interna per giornalisti. Quanto a lungo l'ho guardata non saprei dire. Tanto. In un ideale e angosciante soppesare tutti i pro e i contro. Poi ho cliccato, ho raggiunto il formulario. Ho compilato la domanda. Tasto invia. Quanto a lungo ho esitato? Tanto. Perché sapevo cosa sarebbe accaduto. Di esami nella mia vita ne ho fatti tanti. E non ho mai fallito. Mai una bocciatura. Sapevo cosa sarebbe accaduto. Alla fine mi sono decisa. Ho cliccato sul tasto. Ho inviato la domanda di partecipazione. E in quel momento, col sole fuori e il buio dentro, con la solitudine intorno, ho pianto. Ho pianto il distacco. Ho pianto il cambiamento epocale. Ho pianto la paura dell'ignoto. Ho pianto il dolore che, mio malgrado, avrei dovuto infliggere a chi mi vuole bene e non mi vorrebbe lontana. Ho sentito il peso enorme della responsabilità. Verso gli altri e verso me stessa. Mi sono chiesta se potevo farcela a gestire tutto questo. Non mi sono risposta. Ho asciugato le lacrime e sono andata avanti.
Vado avanti con l'impegno a tenere in equilibrio tutto. I miei affetti, le mie passioni, il mio lavoro, la casa dove comunque vorrò tornare, la mia Roma. Sarà una faticaccia.
Ma lo sapevo in quella mattinata solitaria di fine luglio in una redazione vuota, dove non mi riconoscevo e non mi riconosco più.