mercoledì 13 febbraio 2013

Si dice il peccato...

Nella scorsa settimana abbiamo assistito a due eventi che contraddicono il vecchio adagio si dice il peccato, non il peccatore. Abbiamo visto indici puntati, abbiamo seguito la direzione indicata e abbiamo trovato due volti, due nomi, due realtà. E abbiamo assistito a due reazioni diametralmente opposte sulle quali riflettere. Partiamo dal caso più dibattuto, quello che ha visto crearsi, come spesso accade in questo nostro paese, due opposte fazioni. La chiameremo Brava Editor perché è il concetto che conta, non l'identità. E poi, nonostante pagine e pagine di dibattito su giornali e web, il nome della Brava Editor direbbe qualcosa a poche migliaia di addetti ai lavori. Il fatto in sé è semplice: la Brava Editor oggi è una signora, quando era ancora una ragazza una grande casa editrice l'assunse in pianta stabile aprendole una carriera che lei ha saputo rendere importante. Il problema è che la Brava Editor è figlia di una persona di un certo peso e quel cognome, questa l'accusa di chi le ha puntato l'indice contro, ha fatto la differenza tra un precariato a vita e un'assunzione prestigiosa. Se poi consideriamo che chi ha rivelato peccato e peccatore è persona condannata al precariato da sempre, possiamo capire, se non giustificare, lo sfogo. Eppure, immediatamente, la Brava Editor ha visto sorgere frotte di difensori armati di dialettica e di nomi prestigiosi che ribaltavano il discorso condannando senza appello l'incauta accusatrice. Definita forcaiola, invidiosa, incapace e via insultando. E passiamo al caso che, invece, non ha suscitato alcuna reazione visibile. La chiameremo Cantante Giovanissima, perché non bastasse l'umana compassione ci sarebbero comunque delle regole che ci vieterebbero di identificarla. Perché la Cantante Giovanissima ha solo tredici anni e la maggior parte dei nostri giornali se ne sono fregati, sbattendola sulla gogna mediatica con foto, nome e cognome. Perché? È presto detto: suo padre è stato arrestato con una pesante accusa di affiliazione alla camorra. Casa perquisita, vengono trovati centinaia di telefonini che l'incauto padre non usava per i suoi traffici illeciti, bensì per incentivare il televoto a favore della sua bambina durante una gara canora di prima serata. Scandalo. Ora va chiarito che la Cantante Giovanissima quella gara non l'ha comunque vinta. E lo avrebbe pure meritato, visto che ha un talento innegabile e una voce impressionante a fronte di un'età così tenera. Tredici anni. Pensiamoci: avere tredici anni, trovarsi in televisione davanti a milioni e milioni di persone (che conoscono il tuo nome e la tua faccia mentre ignorano quelli della Brava Editor), cantare benissimo, realizzare un sogno. Poi ti arrestano tuo padre. Ti perquisiscono la casa. Scoprono quei telefonini e il mondo ti crolla addosso. Perché milioni di persone adesso sanno che, incolpevole, hai barato. E che tu abbia solo tredici anni non importa a nessuno. Meno che mai a chi difende le Brave Editor e dimentica le bambine.

Laura Costantini