lunedì 27 gennaio 2014

Il lettore buono e quello cattivo...

Di solito la ripartizione è tra poliziotto buono e poliziotto cattivo. Ma in questo caso si parla di lettura e si parla di me (Laura) e di lei (Lory). La riflessione me l'ha suggerita la socia/metà oscura proprio stamane, condividendo una mia entusiastica recensione del giallo di Roberto Riccardi "Undercover - Niente è come sembra" (E/O). Cosa c'è di strano? C'è di strano che, di solito, quello che piace a me non piace a lei. E che dove io vedo cose positive, lei di solito vede delle irrimediabili banalità. Al punto che un giorno mi ha affrontata a brutto muso dandomi della buonista senza speranza, dicendomi che sono una di bocca buona e che dispera di potermi recuperare. Ora dovete sapere che niente di ciò che la mia socia/metà oscura dice mi scivola addosso. E' anche vero che a me poche cose scivolano addosso, son così di carattere. Ma, dicevamo, su quanto afferma Lory io ci rifletto con attenzione. Sempre. Sono una lettrice troppo buona? Non credo, diciamo che analizzo il testo cercando di tenere conto di mille e una considerazioni. Diciamo anche che stroncare non mi piace. Lo faccio se l'autore mi ha sottoposto un testo, chiedendomi espressamente un parere. E se il parere è negativo, io lo dico. Pagandone immancabilmente le conseguenze con bannamenti, vendette e recensioni stroncatorie e ritorsive. Succede. Mi dicono sia normale tra gente che scrive. Non mi piace che sia normale. Ma torniamo al discorso iniziale. Io ricevo, per motivi vari, un sacco di libri da leggere. Spesso riesco a leggerli in tempo utile, mi piacciono e li consiglio a Loredana. Lei li prende, se li porta nei trasferimenti in metro, li legge e nove volte su dieci me li restituisce con una faccia tra lo schifato e il rassegnato. Potrei sbagliarmi, ma negli ultimi mesi, se non anni, di tutti i libri che ci siamo passate ha espressamente apprezzato "Nient'altro che amare" di Amneris Di Cesare (Cento Autori), "Non passare per il sangue" di Eduardo Savarese (E/O) ma conta meno perché è lei che lo ha passato a me, e appunto "Undercover". Quanti e quali ho passato io a lei meglio non dire, per non incorrere per interposta persona nelle vendette di cui sopra.
Tutto questo per dirvi che avere un apprezzamento da me, checché ne dica Lory, non è facile. Ma averlo da lei è veramente un caso eccezionale. Una specie di medaglia da mettere al bavero. Perché, sapete, se Lory fosse una cui piace avere visibilità nella Rete, molti dei blog libreschi famosi per non mandarla a dire potrebbero tranquillamente chiudere. Ho sentito giudizi, da Lory, che voi umani scriventi è meglio che non immaginiate neanche. Ne andrebbe del vostro equilibrio psico-narrativo.
Fidatevi.