lunedì 23 marzo 2015

Scrivere? Non è un mestiere per donne: discriminazione editoriale in pillole


 
 

A parità di talento e di meriti, la scrittrice dovrà faticare il doppio

(se non il triplo) per essere anche soltanto presa in considerazione.

La triste verità è che, perlomeno in Italia, questo accade in ogni ambito

della vita di una donna.

Gaja Cenciarelli

 

“…penso che il problema si aggravi quando si parla di giallo, o peggio

di horror, in quest’ambito c’è certamente una sorta di diffidenza per

le autrici e quindi una certa forma di discriminazione, so che ad alcune

colleghe è stato proposto di pubblicare con uno pseudonimo maschile.”

Floriana Tursi

 

“…fateci caso, uno scrittore ha, in genere, molti più fan di una scrittrice,

e la maggioranza sono donne. Perché la donna vede a tutto tondo,

giudica su varie sfaccettature, non si ferma all’apparenza.

Simonetta Santamaria

 

Un mio amico scrittore diceva che per scrivere il suo ultimo romanzo

aveva impiegato 13 mesi durante i quali si era auto recluso. Per

mettere insieme 13 mesi pieni di scrittura io, tra impegni familiari di

vario tipo e necessità di sbarcare il lunario, devo impiegare 13 anni.”

Mavie Parisi

 

Le scrittrici per essere note o famose o avere i propri libri in vista

in libreria devono essere profonde e impegnate, serie e senza troppi

vezzi, oppure (apparentemente) leggere e dedite alla scrittura chick

lit. Prestazioni maggiori, o caratterizzate da ciò che è di moda.”

MariaGiovanna Luini

 

“…le lettrici leggono indifferentemente scrittori maschi e scrittori

femmine, guardano solo all’interesse per la trama, mentre i lettori

no. I lettori maschi si fidano poco di un libro scritto da una donna,

pensano che per forza sarà una menata rosa, con poca azione…”

Lilli Luini

 

Viviamo in un paese in cui il maschilismo - spesso con la complicità,

duole dirlo, delle donne stesse - è una piaga ben lungi dall’essere

debellata. Anzi, direi proprio che da diversi anni è in corso un tentativo

di restaurazione che mira a demolire conquiste che purtroppo

non sono affatto assodate e che a volte hanno addirittura una sostanza

solamente formale.

Francesca Bonafini