domenica 1 maggio 2011

Non ci rimangono che i libri

Non parlerò del Primo Maggio. Sono stanca e demoralizzata dalla farsa mediatica della beatificazione di Karol Woytila e dalle baggianate di Renzi dalla Annunziata. Parlerò di libri. Anzi, lascerò che a parlarne siano altri. Persone che ci leggono e che ci apprezzano. Ve lo ricordate il nostro cruento noir Viole(n)t Red? Ebbene, l'amico Salvo Zappulla ne ha appena riparlato su FB, così:

Laura Costantini e Loredana Falcone sono la versione femminile di Fruttero & Lucentini, scrivono insieme da sempre e hanno raggiunto un' intesa tale che i loro scritti risultano perfettamente sincronizzati, come partoriti da una mano sola.
Viole(n)t red (Edizioni Bietti, Pagg.240, € 16,00) è un noir che potremmo definire classico, con un plot solidissimo che procede a incastro in un susseguirsi di scene cruenti, a tratti anche estremamente violente, ma mai fini a se stesse. Assecondano la logica di una mente maleficamente geniale (uno dei protagonisti principali del romanzo) e la sua contorta personalità. La premiata ditta Laura & Lory ha tutta la professionalità necessaria per confezionare romanzi ambientati negli Stati Uniti, profondità di documentazione, competenza, idee. In viole(n)t red si confronta con un caso che vede protagonisti due gemelli monozigoti, le loro percezioni extrasensoriali e le esperienze traumatiche, che li accompagneranno per tutta la vicenda narrata in uno stato di paura e di ansia. Un romanzo che scorre frenetico sul filo del rasoio, in cui genetica, influenze ambientali e l'interazione tra i protagonisti hanno un ruolo fondamentale. I personaggi si muovono come all'interno di una scacchiera, nessuna mossa è lasciata al caso. Il capitano Ian Vernon, investigatore della Squadra Vittime Speciali, fra tutti si eleva come un gigante, per la sua profonda umanità, la capacità di introspezione, l’integrità morale che lo fanno amare dai lettori. Ci sono i migliori ingredienti per appassionare chi legge: piccoli dettagli disseminati quasi per caso nel corso del romanzo, falsi indizi per tenere desta la concentrazione, uno stile narrativo fluido, una robusta trama criminale che lega l'incipit all'ultima pagina e racconta impietosamente il reale, indaga l'animo umano e le sue debolezze. Si analizzano i rapporti tra uomo e donna, si affrontano i problemi della solitudine, del confronto tra il bene e il male, l'odio e il perdono, il dolore e la sua accettazione. E quando sembra che il finale sia ormai chiaro a tutti, Laura e Loredana ecco che si inventano un nuovo colpo di scena, una nuova trovata che prolunga l'attesa all'infinito. Un romanzo da consigliare a quanti amano le emozioni forti, non hanno paura di attraversare una strada buia, vogliono sentire gli scarichi di adrenalina dentro il cervello.

Invece la provocatoria intervista di Giuseppe Iannozzi ha riportato alla ribalta il nostro amatissimo giallo romano Fiume pagano e ve ne diamo qui una piccola anticipazione:

“Fiume pagano” è un prodotto letterario o più semplicemente della buona narrativa d’evasione?
Nessuno dei libri che escono oggi è un prodotto letterario, checché ne pensino i vari vincitori del premio Strega. Prodotto letterario lo diventeranno, se mai, nel giudizio dei posteri. Per quanto ci riguarda, siamo molto fiere di produrre buona narrativa d’evasione. Vivaddio.