mercoledì 19 ottobre 2011

I miei articoli per "La Sesia": Doppia notizia e doppia morale

Ci sono notizie che in qualunque altro paese solleverebbero ampia eco. Notizie che aprirebbero dibattiti, se non vere e proprie crisi. Ma noi non siamo qualunque altro paese e quindi queste due notizie, una vecchiotta l’altra decisamente meno, sono passate più o meno sotto silenzio. Cominciamo dall’attualità più stretta. La Rai ha cambiato direttore generale prima dell’estate con il chiaro intento di un brusco cambio di rotta. Via il Masi, assiduo frequentatore di mondanità assortite, è arrivata la Lei. Una donna, tanto per cominciare. Una donna gradita al Vaticano, tanto per rincarare. Svolta moralizzatrice. E va benissimo, soprattutto a fronte di una televisione, pubblica e non, che è ancora avviluppata nell’ideale della femmina muta e desnuda, possibilmente velina. La direttrice generale, eleganza antica con giacchine che stanno diventando un marchio di fabbrica quanto i cappellini della regina Elisabetta, vuole una tv diversa: meno morbosità verso la cronaca nera, meno sfruttamento dell’immagine femminile. Come non sottoscrivere? Poi, forse sulla scia delle intercettazioni che hanno evidenziato la linea diretta Rai-Mediaset per coordinare i palinsesti e non infastidire le reti del Cavaliere, si scopre che durante l’afa agostana la direttrice ha assunto un consulente per la sicurezza. Si chiama Luciano Campoli, ex appuntato dei Carabinieri poi passato ai servizi. Contratto legato a quello della direttrice. Clausola via Lei via lui e 200 mila euro annui di compenso. Per un’azienda che al 2009 dichiarava un deficit di bilancio di 120 milioni di euro, non sono pochi. Ma se la direttrice lo ha ritenuto necessario, così dovrà essere. Lei ha il polso della situazione. E sempre Lei ha ritenuto necessario un aggiustamento del proprio compenso. Tempi di crisi, questi. Tempi in cui vengono richiesti sacrifici a tutti. Perfino Napolitano ha rinunciato a un aumento di stipendio. E il Quirinale ha restituito 15 milioni al Tesoro. Invece la direttrice ha chiesto, e pare ottenuto, il passaggio da uno stipendio di 420 mila euro l’anno a uno di 650 mila Spiegazione? Non riteneva giusto guadagnare meno dei direttori, maschi, che l’hanno preceduta. Perché una donna dovrebbe guadagnare meno di un uomo svolgendo lo stesso incarico? Sacrosanto. Ma come la mettiamo con i sacrifici? Come la mettiamo con le voci incontrollate per cui la Rai potrebbe essere costretta a congelare le tredicesime dei propri lavoratori? Nessuna risposta. E passiamo alla notizia vecchia. Avete presente Pierferdinando Casini? Cattolico, moderato, contrario in modo viscerale alle coppie di fatto. Eppure divorziato e convivente con prole nata al di fuori del matrimonio. Niente di male, per carità. Però è buffo che proprio lui abbia ottenuto, da Presidente della Camera, che l’assicurazione sanitaria privata per i deputati venisse estesa non solo ai familiari, ma anche ai conviventi more uxorio. Lo scherzetto ci costa 10 milioni di euro.

Laura Costantini