giovedì 24 novembre 2011

Pensieri poco lucidi

Mi capita di ascoltare la canzone che Jovanotti ha dedicato alla madre, mi pare si intitoli "Tasche piene di sassi", ma non ci giurerei. Mi capita, dicevo, e mi metto a piangere. E' automatico, quasi ridicolo nella sua meccanicità. Jovanotti canta: Sono solo stanotte senza di te... e io piango. La mamma di Jovanotti è morta. Credo fosse molto orgogliosa di suo figlio, a ragione. Lo sarebbe di più se potesse ascoltare questa canzone che non è solo una canzone. Ecco. Mia mamma è viva e spero lo resti ancora a lungo. Ma domani la operano. Niente di gravissimo, operazione di routine (così si dice, no?), ma la paura c'è tutta. E il pensiero se ne va per strade tutte sue che io mai vorrei intraprendere: è orgogliosa di me? L'ho resa felice? Saprei, alla bisogna, scrivere qualcosa di tanto bello e importante da restare, da renderle giustizia? Mi rendo conto che spesso ho parlato di mio padre, sul blog, su FB. Mio padre è morto 17 anni fa, giovane. Troppo giovane per andarsene. In quel modo poi. Mia mamma è qui, c'è stata per me nei momenti bui, mi ha riaccolta tra le sue braccia quando ho perso la strada che credevo giusta per me. Eppure di lei non parlo mai. Non le ho dedicato neanche un post. Questo è il primo e vorrei avesse un senso compiuto. O per lo meno una sua poesia. Che poi non ci vogliono tante parole per dire: ti voglio bene, mamma. Resta con me.