venerdì 7 giugno 2013

Di compleanni, di vita, di scelte e di speranze

Tra pochi giorni sarà il mio compleanno. Un compleanno importante. Uno di quelli che ti spingono a girarti e guardare la strada che hai percorso, come quando in montagna sei quasi in cima e ti stupisci di quanto sei riuscito a salire senza crollare. Il tempo è una cosa strana, si dilata, si accorcia, compie delle strane giravolte, alle volte sembra divertirsi a riproporti situazioni, errori da compiere o scelte. Esattamente dieci anni fa sono stata costretta a voltare le spalle a una fetta della mia vita, a un lavoro, a delle persone. Fu doloroso, ma inevitabile. Fu doloroso, ma giusto. Lo rifarei, anche se oggi, con dieci anni di più sulle spalle, avere quel coraggio mi sembra impossibile.
Eppure. Ho sempre pensato che il segreto per rimanere giovani e vitali e per fregarsene dei numeri che si accumulano sulla torta di compleanno, sia continuare ad avere degli obiettivi. E, oggi più che mai, obiettivi ne ho. Tanti o forse uno solo. Mi siedo qui, sul tornante del mio imminente compleanno e contemplo la strada percorsa.
Volevo essere giornalista e sembrava, quando avevo solo 11 anni, una velleità non diversa dal compagno di scuola che voleva fare l'astronauta. Eppure ce l'ho fatta. Ho scritto sui giornali, lavoro in televisione, sono iscritta all'albo da 13 anni, ho conosciuto persone comuni e cosiddetti Vip e da ogni incontro sono uscita arricchita. Non è stato un sentiero facile, piuttosto un viottolo scalcinato affiancato alla comoda strada maestra che altri percorrono con meno fatica e più soldi. Ma non è detta l'ultima parola.
Volevo essere scrittrice e sembrava, quando avevo solo 8 anni e componevo favole su un quaderno o quando ne avevo 14 e rubavo tempo allo studio insieme a Loredana per immaginare viaggi interstellari con tutta la nostra classe liceale, velleitario quanto la compagna di scuola che voleva fare l'attrice. Eppure ce l'ho fatta. Ho pubblicato nove libri, non con grandi case editrici, certo. Ma ho, abbiamo, avuto riscontri importanti oltre che positivi. Ho, abbiamo, ricevuto la stima di scrittori che, in un ambiente che passa per un covo di vipere invidiose, ci hanno dimostrato amicizia sincera (ricambiata) e ci stanno aiutando. Non è stato un sentiero facile, piuttosto un vicoletto dignitoso che corre accanto alla strada luccicante del successo, che altri hanno imboccato al primo colpo. Ma non è detta l'ultima parola.
Volevo essere una donna amata. E le scelte sentimentali che ho fatto mi hanno fruttato, spesso, sofferenza. Ma le strade del cuore, seppur tortuose, la svolta giusta la trovano da sé. E io l'ho trovata.
Volevo essere una persona corretta, un'amica leale, una mente coerente, una figlia affettuosa, una sorella e una zia presente. I fatti mi dicono che anche questi obiettivi sono stati raggiunti, non senza difficoltà, ma con costanza e dedizione.
Adesso posso tornare a guardare avanti, al tornante del mio imminente compleanno e a tutta la strada che, spero, verrà dopo. Non la percorro da sola e questo la rende più lieve, la rende bella, la rende divertente e interessante.
Sarò un'illusa, ma io ci credo che il meglio debba ancora venire.