domenica 21 luglio 2013

L'importanza del dirsi cinico

Il dizionario ci dice che il significato, non filosofico, del termine CINISMO è: "Atteggiamento di ostentata indifferenza, di beffardo disprezzo verso la morale, i sentimenti, gli ideali umani". È un atteggiamento che non mi appartiene. Diffido dell'ostentato disprezzo, tanto più se condito dall'aggettivo beffardo. Eppure questo atteggiamento va per la maggiore. Me lo ritrovo davanti in  continuazione, in ogni contesto, reale, virtuale, lavorativo e non.

Io: "Hai sentito Tizia? È stata malissimo..."
Interlocutore, con sorrisetto beffardo: "Perché, tu ci credi?"

Io: "Ho parlato con Sempronio, ha detto che si spenderà per darci una mano."
Interlocutore, con sorrisetto beffardo: "Seeee, come no..."

Io: "Ti ricordi Caio? Ho letto il suo libro, mi è piaciuto e gliel'ho detto. Mi ha ringraziato tanto."
Interlocutore, con sorrisetto beffardo: "Credici, se ti fa piacere, ma non gliene frega un cazzo."

Io: "Ho fatto una proposta di lavoro e mi sembra che sia piaciuta molto. Mi daranno una risposta domani."
Interlocutore, con sorrisetto beffardo: "Ma ci fai o ci sei?"

Il signor Interlocutore avrà sicuramente ragione, ma per quanto mi riguarda lui e il suo sorrisetto beffardo possono abbracciare forte il loro inossidabile cinismo e andarsene caldamente a... (Scegliete voi dove. Giuro che non sorriderò beffarda).