sabato 22 novembre 2014

La forza. Del tempo, della vita,

Abbiamo tutti l'impressione che il tempo voli via, ci sfugga tra le dita senza che ce ne accorgiamo. Ma basterebbe fermarsi a pensare. Oggi è un semplice 22 novembre, niente di speciale, un giorno come mille altri. Ma ripenso al 22 novembre dello scorso anno. Dov'ero? In un posto di lavoro dove niente di me, dalla mia professionalità alla mia presenza fisica, veniva apprezzato. Cosa pensavo? Avevo paura. Sì, paura. Perché avevo passato una selezione interna e sapevo che era una vittoria/sconfitta che mi avrebbe costretta a rivoluzionare la vita, mia e dei miei cari. Aspettavo il 25 novembre perché, insieme a Loredana, sarei stata insignita del titolo di ambasciatrice del Telefono rosa grazie alla nostra scrittura, allo splendido progetto "Nessuna più" e a Marilù Oliva. L'avrei pagato, questo riconoscimento, con insulti e puerili persecuzioni online da parte di alcuni "maschi" (non uomini) offesi dal mio impegno per le donne e contro la discriminazione di genere. L'avrei pagata, la vittoria nella selezione, con lunghi tragitti in macchina (e non sapevo quanto lunghi sarebbero diventati) e con lacrime e singhiozzi sfogati nel chiuso dell'abitacolo per poi sfoggiare un sorriso finto che infondesse coraggio a chi mi vuole bene. Non è vero che il tempo vola. Quel 22 novembre di 12 mesi fa è lontano quanto la più lontana delle galassie e nessun warmhole (cit. Interstellar) e nessuna velocità di curvatura (cit. Star Trek) potrebbe renderlo più vicino. Ero un'altra persona. E come spesso mi è accaduto nella vita, se mi volto indietro mi stupisco di come sono riuscita ad affrontare cambiamenti, sfide, assenze. Tendo, tendiamo credo, a sottovalutare la forza che possiedo, che possediamo. Un anno da allora. Otto mesi e 4 giorni da quando non vivo più nella mia città e con la mia famiglia. Tempi infiniti, vite intere. Da assaporare, comunque. Perché sono giorni di vita che nessuno mi, ci, restituirà. Dobbiamo viverceli, nel bene e nel male.