giovedì 13 novembre 2014

Ma, secondo te, ce la fanno? (un dialogo da Puzzle di Dio)

- Secondo te, ce la fanno?
- Sì, sono in gamba.
- Lo so. Ma non sono abituate a questo tipo di...
- Imparano rapidamente, lo sai.
- Non è una cosa che si può imparare. Combattere, intendo.
- Davvero credi che loro non abbiano mai combattuto?
- Non nel senso letterale del termine.
- Sei troppo militare per capire che la lotta è difficile sempre.
- Fammi un esempio.
- Credi sia stato facile per loro credere nella nostra storia?
- No, ma...
- Credi non abbiano sofferto di tutte le porte chiuse in faccia?
- So che hanno sofferto, però...
- Ci hanno creati, seguiti, fatti crescere.
- Se è per questo ci hanno pure trattati maluccio.
- Non sono state loro. E' stata la storia che ha voluto così.
- Va bene, ma affrontare un ring non è la stessa cosa.
- Perché no? Loro combattono con le parole. L'arma migliore che abbiano a disposizione.
- E' che mi piacerebbe vincessero.
- Piacerebbe a tutti.
- E magari se avessero scelto un dialogo tra me e te...
- Colonnello Demedici, sei invidioso?
- Io? Mai. Però scegliere Saro e Daniel...
- Scegliere Saro e Daniel ha un senso, invece.
- I protagonisti del Puzzle saremmo noi, però.
- Si chiama sindrome da primo della classe.
- E tu sei il solito bastian contrario.
- Piuttosto, dovremo stare attenti a non farci riconoscere domenica, a Milano.
- La nostra faccia non la conosce nessuno, maggiore Landi.
- Loro, le nostre creatrici, sì.
- Saranno troppo prese a esibirsi per far caso a noi. Ma, secondo te, ce la possono fare?
- Io non ho dubbi.
- Il dubbio arricchisce.
- Non in questo caso, colonnello. Tifo sfegatato.
- E se perdono?
- Le portiamo a cena fuori.