giovedì 22 dicembre 2011

Ho capito il senso

Questo e' un post molto privato. Uno di quelli da diario personale. Potete anche bypassarlo. Comunque... ieri pomeriggio la mia nipotina piu' piccola, Valentina, ha fatto il suo primo saggio di danza. Una saletta di periferia con il parquet scrostato, genitori zii e nonni assiepati sulle panche. Le piccole in tutu' rosso e fiocco verde, piccole elfette natalizie. Per esserci ho affrontato il traffico caotico di Roma alle prese con lo shopping natalizio e con la fregola prefestiva. Ero stanca, venivo da una giornata iniziata alle 5 e 45 del mattino: fila in ospedale, redazione, passaggio burocratico negli uffici Rai, montaggio. Tutto intessuto di telefonate a casa. Mia madre sta male. Non ha potuto esserci al saggio. E mentre guardavo Valentina seguire diligentemente le mosse della sua insegnante e saltellare felice come solo una bimba di 5 anni puo' fare, all'improvviso mi sono ritrovata a piangere. Piangevo dentro, per non farmene accorgere. Tirando su col naso e accampando un raffreddore credibilissimo con il freddo di questi giorni. Valentina e' il senso. Mia madre non poteva esserci li', seduta su quelle scomode panche, ma c'era. C'era perche' senza mia madre non ci sarebbe stata mia sorella Elisa. E senza mia sorella Elisa non ci sarebbe stata Valentina. Vale per tutti. Anche per me, che la vita non l'ho tramandata ma in qualche modo la testimonio. Il senso che tutti andiamo cercando e' tutto qui. E non e' poco. Un bambino felice, una luce accesa che, si spera, ne accendera' altre. Non serve sperare in qualcosa dopo la morte. Quel qualcosa e' la vita. E Buon Natale a tutti.