martedì 27 dicembre 2011

Oggi su "La Sesia": Quei futili motivi

Sia chiaro. I dati per una statistica non ci sono. Ma per rifletterci bastano. L’hanno definita tragedia di Natale, una delle tante. In provincia di Potenza un pensionato di oltre 70 anni ha imbracciato il fucile e ha ucciso tre persone. Non si è trattato di un delitto d’impeto. L’uomo quella donna e i suoi due figli li voleva morti. Avrebbe voluto morto anche il marito, ma il quarto omicidio non è andato a buon fine. Pare che l’assassino e le vittime vivessero da tempo un conflitto condominiale legato a una canna fumaria. Un motivo futile. E se questa è stata la tragedia di Natale, il pestaggio avvenuto a Roma lo scorso 23 dicembre poteva essere la tragedia dell’antivigilia. Trastevere, quartiere romano dedicato alla movida notturna. Un gruppo di ragazzi beve davanti a una libreria-vineria. Uno di loro, un ventiseienne ultrà della Roma, chissà perché ha con sé una grossa torcia e la usa per colpire violentemente alla testa altri due. Uno lo lascia a terra con una frattura alla base cranica, l’altro è meno grave. Viene arrestato a tempo di record e ammette di aver mandato un coetaneo a trascorrere il Natale in ospedale in attesa di essere operato alla testa. Motivi? Futili, anche se non del tutto chiariti. Chiarissimo invece, ma futile all’ennesima potenza, il motivo della tragedia dello shopping prenatalizio. Roma, di nuovo. Protagonisti degli adolescenti. Uno chiede una sigaretta, l’altro non gliela dà. Parte un pugno e un sedicenne muore tra le luminarie kitch di un centro commerciale, ucciso dal suo migliore amico. “Non volevo fargli male, è cominciato per una stupidaggine. Lui ha dato un pugno a me, io uno a lui.” Una stupidaggine. Esattamente il motivo per cui, dopo cinque mesi di coma, è deceduto un pensionato di Mestre. A luglio scorso aveva cercato di fare da paciere in una violenta lite tra fidanzatini. Il ragazzo, diciassette anni, gli ha sferrato un pugno. Il pensionato ha battuto la testa e oggi l’adolescente rischia dai 10 ai 18 anni di carcere per omicidio preterintenzionale. Mentre di omicidio volontario si parla per l’imprenditore bresciano di 72 anni che circa un mese fa ha volontariamente investito con il Suv un settantaseienne che protestava per l’indebita occupazione del proprio parcheggio disabili. L’imprenditore si è costituito e pare abbia dichiarato di non essersi reso conto di quel che faceva, perché accecato dalla rabbia. Ragazzi da una parte, anziani dall’altra. Ad accomunarli improvvise crisi di aggressività e futili motivi. Basta una sciocchezza, come la lite per un parcheggio, una canna fumaria fastidiosa, una sigaretta negata, perché l’altro si trasformi in un nemico da annientare. E se per i giovani si fa presto a puntare il dito contro videogiochi e tv, gli anziani sono la cartina al tornasole di un malessere che esplode dove più fragile è la percezione di se stessi. Perché quella che viviamo è una crisi di valori. Non solo monetari.
Laura Costantini