lunedì 11 giugno 2012

Brodo d'umanità, seconda parte con premessa


Prima di lasciarvi alla seconda parte del racconto (la prima, ve lo ricordo, la trovate QUI) vorrei precisare che quello che avete letto la volta scorsa, lungi dall’avere la benché minima pretesa letteraria, era una bufalata che in un momento di tregua dai miei doveri d’ufficio avevo scritto in una mail inviata a Laura dopo aver letto l’ennesimo racconto in cui la profezia Maya si riduceva alla solita invasione Visitors. Mai e poi mai mi sarei sognata di vederla postata sul blog. Ne è conferma il fatto che i numeri corrispondenti ai vari personaggi nell’originale erano stati scritti digitando a caso. Poi Laura, che oltre alla mania di postare tutto quello che le capita a tiro ha anche la fissazione delle correzioni, ha rimesso ogni cifra al posto giusto. Di questa sua debolezza che ha messo in crisi anche il sistema di correzione automatica del mio computer vi parlerò in un secondo tempo. Ora temo che vi toccherà sorbirvi la seconda parte del racconto. 
Non è niente di ché ma dopo avervi lasciato in sospeso una fine ve la dovevo. 
Siate indulgenti.


“A me questa storia che noi del pianeta Bufalon possiamo morire solo di fame 

mi fa imBUFALONire. Credevo che dopo aver distrutto il seme da cui abbiamo 
avuto origine fossimo a metà della risoluzione del problema. Niente più nascite meno bocche da sfamare. E invece… Praticamente siamo riusciti ad ingurgitare tutto quello che ci orbitava intorno. Siamo arrivati in galassie inimmaginabili anche per quei cervelloni del consiglio dei grandi e le abbiamo ridotte in cacca…”, dice746530978 tenendo d’occhio le lancette e alzando la fiamma sotto il pentolone.
“Che poi quello delle scorie è un altro dei problemi da affrontare”, fa notare 
5241488.
“Ti ho già graziato una volta 5241488. Lasciamo stare i discorsi di merda e 
restiamo concentrati sul problema, ti spiace?”
5241488 preferisce non sfidare la suscettibilità di 746530978 e torna a 
succhiare quanto resta della cartilagine dell’orecchio di un betagammiano, i 
suoi molari, provati da secoli di masticazione forzata, gli impediscono un 
pasto normale.
“Concentrati sul problema?”, tuona la voce di infinitamente 1 alle loro spalle. “A pochi secondi dall’ora x, con l’acqua che comincia appena appena ad agitarsi nel pentolone, vi mettete a fare i filosofi? Fai qualcosa per quella fiamma 746530978 o ti giuro che a costo di rovinarmi il pranzo il prossimo brodo lo faccio con la tua carcassa avariata.”
746530978 prova a ruotare la manopola ma la fiamma invece di alzarsi comincia a tremolare incerta.
“Sei sordo 746530978? Alza quella bufala di fiamma.”
“Non è colpa mia illustrissimo. La mandata è al massimo.”
“Ho paura che il pullman di siciliani lo ricorderò come il mio ultimo pasto”, sussurra a mezza bocca 5241488 rimediandosi uno scappellotto da 25478115. Un’altra bufalata del genere e Infinitamente 1 sarebbe capace di infilarci tutti 
loro nel pentolone. Per come si stanno mettendo le cose poi non avrebbe molto da perdere. All’improvviso una puzza nauseante comincia a diffondersi nella cucina. Un misto di zolfo ed effluvi da cloaca.
“La paura gli fa un brutto effetto a ‘sti umani”, commenta ormai votato al 
martirio 25478115. “Sta’ a vedere che ne viene fuori un brodo di merda.”
“Noi con la puzza non c’entriamo niente.”
La voce fuori dal coro appartiene a un umano pelle e ossa, con una massa di 
capelli bianchi e un paio di occhiali modello Telefunken anni 80. Tutti i 
bufaloniani si voltano a guardarlo incuriositi.
“Come ti permetti?”, grida 746530978 ansioso di riacquistare punti col capo. 
“Scusate tanto, ma alla soddisfazione di dirvi che avreste dovuto documentarvi meglio sulla situazione che abbiamo sulla Terra prima di venire a fare la spesa, non posso rinunciare. E mo so’ cazzi, e non bufali, altrimenti nel pentolone ci potevate mettere quelli.”
“Che sta dicendo? Chi è ‘sto menagramo?”, latra 746530978 mentre la sirena d’allarme rompe il silenzio diffondendo il panico.
“Venti secondi al d-day. Venti secondi al d-day. Iniziare processo di 
brodizzazione. Venti secondi al d-day. Venti secondi al d-day. Iniziare 
processo di brodificazione.”
“Che facciamo?” Sembrano chiedere i bufaloniani volgendo lo sguardo all’illustrissimo mentre tra gli umani un bisillabo rimbalza di bocca in bocca. Il 
brusio comincia come un sottofondo, poi cresce fino a sovrastare la voce metallica degli altoparlanti.
“Conti… tonti… fonti…”. 
Infinitamente 1 vorrebbe riportare la calma. Ma il suo cervello è come svuotato. Il count-down gli pulsa in testa, numero dopo numero.
“Si sta spegnendo, la fiamma si sta spegnendo!”, grida 25478115 abbracciando 5241488 in lacrime.
“…. 4, 3, 2, 1, 0….” 
E su quello zero i bufaloniani si inginocchiano pronti a dire addio alla loro 
ultima possibilità di salvezza.Di fronte alla loro disperazione anche gli umani provano pietà. Ma non lui, non l’unico tra loro che avesse trovato il coraggio di parlare. Quello si pulisce gli occhiali sulla tonaca di Infinitamente 1 poi, con l’indifferenza che ha sempre caratterizzato il suo modo di dare le cattive notizie, dice: “Io ci ho provato a uscire dalla crisi. L’Italia è un piccolo paese ma ero convinto di poter dare l’esempio a tutto il mondo. Alla fine non tutti i mali vengono per nuocere e sebbene fossimo già in mutande prima che voi ci preparaste per il gran salto nel pentolone, io ci speravo che i russi dopo anni e anni di morosità… ci tagliassero il gas.”
Lory