martedì 12 giugno 2012

Oggi su "La Sesia": Gli orchi e le bambine

Si dice che le favole non servono per insegnare ai bambini che gli orchi esistono. Questo i bambini lo sanno. Le favole insegnano che gli orchi si possono sconfiggere. Quasi sempre. Perché poi succede che gli orchi abbiano la faccia segnata dalla fatica e dal sole, i capelli bianchi e radi, gli occhi stanchi. Succede che gli orchi siano padri e nonni e che non sappiano spiegare il motivo per cui hanno fatto del male. Davanti alla foto segnaletica di Giovanni Vantaggiato, il presunto colpevole dell’attentato di Brindisi, si possono fare due considerazioni. Una è che Cesare Lombroso, padre dell’antropologia criminale, non lo avrebbe messo tra i criminali nati, l’altra è che, per molti versi, assomiglia a Michele Misseri. Tutti e due sono pugliesi, figli di una terra meridionale ma intraprendente. Tutti e due hanno una famiglia tutta al femminile, moglie e figlie. Tutti e due in gioventù sono emigrati in Germania a cercare fortuna. E l’hanno trovata, seppur in modi e misure diversi. Giovanni Vantaggiato ha 68 anni, un cabinato d’altura all’ormeggio a Porto Cesareo, una villa in città, una casa in campagna con annessi diversi poderi e il deposito di carburante, ora sotto sequestro. Michele Misseri di anni ne ha 59, ha sgobbato in Germania abbastanza da mettere via i soldi per diventare  padrone di terre a casa sua e continua a sgobbare, come un ciuccio dicono ad Avetrana, anche nei poderi degli altri. Infatti non era suo il fondo della zona Mosca, la tomba di Sarah. Giovanni è un imprenditore. Michele è un contadino. Giovanni legge il “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho e prende appunti. Michele riesce a malapena mettere insieme le parole nelle sue numerose lettere dal carcere. Giovanni potrebbe non essere nuovo agli attentati dinamitardi. Su Michele si è vociferato di abusi sulle figlie. Orchi insospettabili, entrambi. Uomini che dietro uno sguardo senza ombre nascondono un insondabile buco nero. Giovanni ha sbalordito gli inquirenti fornendo come movente per l’attentato alla scuola “Francesca Morvillo Falcone” un semplice stringersi nelle spalle. Michele ha confessato tutto e il contrario di tutto. Ma accanto alle foto degli orchi restano quelle di due bambine e il sorriso della sedicenne e bruna Melissa si sovrappone senza fatica a quello della quindicenne e bionda Sarah. Uccise, tutte e due, senza una ragione, posto che la morte di una ragazzina possa mai trovarne una. Morte in procinto di fare qualcosa che amavano: la scuola, per Melissa, una giornata in spiaggia, per Sarah. Ingannate da una favola che nessuno aveva raccontato loro. Una favola dove gli orchi navigano su barche da 16 metri o guidano trattori sotto un sole feroce, maneggiano timer e bombole di gas oppure semplici corde. Soprattutto una favola dove gli orchi non vengono sconfitti. Anche se finiscono dietro le sbarre, confessano e alla fine piangono.

Laura Costantini