martedì 3 maggio 2011

Oggi su "La Sesia": Un fiabesco venerdi' di paura

Non succedeva dal 1981 che un erede al trono inglese sposasse una bellissima fanciulla. Quindi venerdì 29 aprile c’era il mondo intero incollato ai teleschermi per seguire, ancora una volta, la favola banale eppure immarcescibile di Cenerentola e il suo principe azzurro. Un numero esagerato di inviati a Londra, una spasmodica attesa delle “eveline” internazionali (i filmati messi in rete per tutte le tv del mondo), tempi strettissimi per il montaggio dei servizi cosiddetti di costume: il look degli invitati, le espressioni dei parenti, i cappelli della regina, l’ordine d’arrivo dei vip. Annunciato con squilli di tromba lo speciale di “La vita in diretta” in onda a partire dalle 14 e dieci. Corsa in auto dalla sede di montaggio alla redazione, arrivo con cassetta tra i denti sul fil di lana. Tutto come da adrenalinica consuetudine televisiva. E invece no.

Invece in redazione le facce sono pallide, gli occhi lucidi, le espressioni choccate. Lamberto Sposini ha avuto un malore a neanche due minuti dalla diretta. Il programma non può partire. Partono invece le telefonate per cercare un’ambulanza e avvertire i vertici dell’azienda. Infarto? Congestione? Ictus? Una ridda di ipotesi mentre i minuti scorrono lenti. Lamberto è sdraiato in terra nel corridoio dello studio, coperto con felpe, giacche, sciarpe rimediate dai collaboratori presenti. Non è cosciente. Il tam tam della Rete, tra Ansa, Adnkronos, blog e Wikipedia si scatena. Prima di cadere Lamberto ha avuto uno sbocco di sangue - non è vero. È gravissimo - è vero. È morto, annuncia Wikipedia aggiornandone la pagina (poi corretta). Studio Aperto rilancia: stanno espiantando gli organi. Non è vero. Ma intanto l’ambulanza non arriva. A giochi fatti il 118, supportato dalla governatrice Polverini, annuncerà che l’attesa è stata di 19 minuti (balle), anche perché nessuno aveva specificato che si trattava di un codice di massima priorità. Si scopre così che all’occorrenza si deve fare una diagnosi esatta e avere chiaro quale ospedale scegliere. Lamberto viene portato nel più vicino, Santo Spirito. Poi, constatata la gravissima emorragia cerebrale che lo ha colpito, viene trasferito al Gemelli. Tutto questo mentre, a partire dalle 15 e dieci, l’azienda decide che Mara Venier vada in diretta con ospiti e filmati sul matrimonio di William e Kate. Le è stata nascosta la gravità della situazione. Lei, com’è giusto visto l’argomento, ride e scherza sul cattivo gusto di Camilla Parker Bowles mentre le agenzie battono lanci sempre più allarmanti. Sposini in coma, in pericolo di vita, forse operato ma è un tentativo senza speranza. Il contrasto tra gli schermi dei computer e quello della tv è evidente. I telefoni sono bollenti. I giornali vogliono capire cosa sta succedendo e poi scriveranno ricostruzioni molto fantasiose sui fatti. Perché nessuno ha potuto vedere le facce, le lacrime, l’angoscia. Mentre scriviamo Lamberto è in coma farmacologico, reagisce agli stimoli. I medici sono ottimisti.

Laura Costantini