sabato 11 giugno 2011

SI', io ci credo.

Sarò un'illusa, ma io ci credo che questo referendum possa raggiungere il quorum. Ci credo perché mia mamma, che ha parecchi problemi di salute, non rinuncerebbe per nulla al mondo ad andare a votare. Ci credo perché ci sono poche cose sacre come l'acqua e non mi è mai capitato di sentire qualcuno glorificarne la privatizzazione (fatta eccezione per i nostri governanti, ovviamente). Ci credo perché Chernobyl è storia di ieri e ce lo ricordiamo in tanti, troppo bene. E perché Fukushima è storia di oggi e di domani e nessuno se lo dimentica, anche se in tv se ne parla sempre meno. Ci credo perché siamo in tanti ad avere figli e nipoti e a sentirci responsabili per lo schifo di paese che saremo costretti a lasciare loro. E ci credo perché se un tipo tamarro come Flavio Briatore, parlando di bunga bunga al telefono con la regina delle cafone Santanché, si sente in dovere di allibire sull'ostinazione maniacale del premier per le giovin pulzelle e arriva a mormorare sconsolato: siamo di fronte a una malattia... Forse qualcosa si sta veramente muovendo. Io domani vado a votare. Quattro SI', sperando di non dover abbassare gli occhi un giorno davanti alle mie nipotine alle prese con acqua a peso d'oro, scorie radiattive e governanti che si fanno gioco della legge.