giovedì 30 giugno 2011

I miei articoli per "La Sesia": aria nuova alla Rai?

N.B. Come spesso accade, questo articolo è stato superato dai fatti: via la Ventura, via la Annunziata, l'opera di smantellamento della Rai è quasi completa. E a poco srve oggi scoprire cosa si dicevano Crippa (Mediaset) e Bergamini (Rai) per far sì che l'azienda del boss non perdesse negli ascolti...

Aria nuova alla Rai?

Proviamo a guardarla per quello che siamo: telespettatori. È innegabile che la Rai sia, nel bene e nel male, un polo di attrazione. Se piace è la più grande azienda culturale del nostro paese, se non piace è un altro di quei pozzi di burocrazia che succhiano via i soldi. Nello specifico i soldi del canone, argomento di annosa polemica. In questi giorni, in occasione della presentazione dei palinsesti della prossima stagione, il presidente Rai Paolo Galimberti ha parlato dell’evasione fiscale (altissima per quanto riguarda il canone) e del mistero per cui l’azienda che vince negli ascolti non riesce a raccogliere pubblicità nella giusta proporzione. “Dateci quello che ci meritiamo”, ha invocato. E chi vuol intendere, intenda. Ma torniamo nei panni che ci competono: telespettatori. Scopriamo che Fabrizio Frizzi potrebbe tornare sul palco di Miss Italia che gli venne strappato dall’allora direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce. Ci dicono che la brochure sui programmi di RaiTre ha fatto arrabbiare, giustamente, Lucia Annunziata per non essere annoverata tra le trasmissioni di punta con il suo “In mezz’ora”. E ha fatto tremare Massimiliano Ossini, non citato con il suo “Cose dell’altro Geo”, invece confermato. Sentiamo che è sparita Caterina Balivo ed è rimasta in sella Lorella Cuccarini. Ci informano che non ci sarà Paola Perego nel primo pomeriggio di RaiUno e dobbiamo ancora capire che ne sarà dei contratti di Milena Gabanelli e di Serena Dandini. Ci raccontano la boutade per cui per sostituire “Annozero” ci vorranno menti criminali, ovvero la serie “Criminal minds”. E ci viene da sorridere amaro. Ma non possiamo fare a meno di inorridire davanti alle intercettazioni pubblicate in questi giorni nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4. Impariamo che un tipo come Luigi Bisignani, faccendiere ex cronista dell’Ansa ed ex compagno di Daniela Santanchè, sarebbe l’uomo più potente d’Italia. E ci è difficile stabilire se sia più grave che abbia brigato perché la Santanchè diventasse sottosegretario, che risultasse iscritto alla P2 o che fosse, intercettazioni alla mano, una sorta di direttore generale ombra della Rai. Da osservatori esterni non ci teniamo a riportare gli scambi da bar tra l’uomo più potente d’Italia e l’ex direttore generale dell’azienda culturale più importante del paese. Li abbiamo letti. Forse non ci hanno nemmeno meravigliato, viste le trascrizioni telefoniche di cui ci hanno messi a conoscenza da un paio d’anni a questa parte. Ma l’obiezione per cui quegli scambi Bisignani/Masi avrebbero dovuto restare nei brogliacci di trascrizione, in quanto irrilevanti penalmente, manifesta la volontà di mantenerci all’oscuro di chi, fuori dalla Rai, decide quale conduttore, artista, giornalista o programma giunga a farci compagnia. Leggiamo che il neodirettore generale Lorenza Lei rivendica più potere alla Rai e meno agli “agenti esterni”. Vuoi vedere che, insieme a Santoro, vanno via anche le “menti criminali”?

Laura Costantini