mercoledì 29 febbraio 2012

I miei articoli per "La Sesia": I numeri della vergogna


Ci dicono che l’Italia stia riconquistando agli occhi del mondo la dignità di paese civile ed economicamente affidabile. Paese degno di sedersi nei maggiori consessi internazionali e di trattare alla pari con le grandi potenze. In parte, la parte prettamente economica, è vero. Ma ci sono numeri che raccontano una realtà diversa. Numeri che non dovremmo mai permetterci di dimenticare. Ogni tre giorni una donna in Italia viene uccisa per mano del proprio partner. Un rapporto dell’Eurispes stabilisce che il fenomeno, negli ultimi nove anni, è aumentato del 300 per cento. Di più, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, Rashida Manjoo, parla di femminicidio e afferma senza giri di parole che la violenza in Italia è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni. Una violenza che, contrariamente a quanto ci piacerebbe pensare, è tutta tra le pareti domestiche: gli assassini sono i mariti (per il 36 per cento), i compagni (18), i parenti (13), gli ex (9) e i figli (11), ovviamente maschi. Come nel più trito luogo comune che ci piace affibbiare agli altri, meglio se musulmani, la donna viene vissuta come una proprietà da gestire, punire, annientare all’occorrenza. E non è solo questione di educazione, cultura o tradizione. C’è di peggio se l’ultima controversa sentenza della Cassazione stabilisce che gli autori di uno stupro di gruppo non meritano il carcere. A fronte di tutto questo, e non diversamente da quanto si farebbe in un paese del terzo mondo a scarso tasso di cultura e democrazia, si sta valutando l’istituzione della figura di un avvocato specializzato solo nella difesa delle donne. Questi sono numeri della vergogna, che dipingono una società arretrata e maschilista. Una società che non ha rispetto per la dignità altrui. Un popolo che fino a ieri plaudeva ai più furbi, ai più forti, ai più ladri. Vogliamo farne altri, di numeri? Nel 2011 la guardia di finanza ha individuato 7500 evasori totali con redditi occultati pari a 21 miliardi di euro. Un furto globale, a tutto scapito della leggenda del nord lavoratore e del sud sfruttatore. A Novara sono stati recuperati alla tassazione più di 180 milioni di euro, quasi 30 di IVA evasa. Ad Arezzo 37 evasori totali nascondevano al fisco 65 milioni di euro. Nel crotonese erano in 22 a nascondere 4 milioni e mezzo di euro. Nel Veneto gli sconosciuti al fisco erano 700 e nascondevano al fisco  3 miliardi e mezzo di euro. Persone che magari conosciamo, delle quali potremmo, se interrogati, dire le solite banalità: grandi lavoratori, per bene, mai una parola fuori posto. Persone che non si sono limitate a ignorare i propri doveri nei confronti dello Stato, bensì persone che hanno derubato i propri simili, usufruendo di servizi concepiti per aiutare i più bisognosi. Ancora numeri: 201 falsi invalidi scoperti dal 2009 a oggi. Una frode ai danni di tutti noi di 5 miliardi di euro. E una strada ancora lunga per questo paese.
Laura Costantini