martedì 16 aprile 2013

Ding dong, la strega è morta

Ci sono cose che alle donne non si perdonano. Una di queste è il potere. Una donna può essere potente, ma per interposta persona. Di sicuro sono state o sono tuttora potenti le first ladies americane, ma lo sono in quanto mogli del presidente di turno. È la solita solfa della grande donna dietro il grande uomo. Dove dietro è la parola chiave. Se la donna non sta dietro, ma davanti, magari affiancata da un marito tenuto nell'ombra ottiene ciò che sta ottenendo in questi giorni Margaret Thatcher. La Iron Lady è morta. Mentre scriviamo in Rete e sui giornali impazzano pareri, foto e polemiche. Grande imbarazzo per la BBC perché una canzone degli anni '30, inserita nella colonna sonora del film "Il mago di Oz", ha scalato le classifiche. La canzone inneggia alla morte della strega. Nel film la strega dell'Est, ma in occasione del solenne funerale in preparazione per domani, la fattucchiera è la Thatcher. Trasmetterla o meno alla radio è l'amletico dilemma per la BBC. Un dilemma che fa sorridere a fronte dei cartelli inalberati da dimostranti subito dopo la notizia della morte: the bitch is dead, la cagna è morta. Sappiamo che gli undici anni di governo della premier conservatrice hanno imposto lacrime e sangue alle classi medie del Regno Unito. Sappiamo che è stata spietata e priva di scrupoli nel perseguire una nuova grandeur per la Gran Bretagna. Ma colpisce che l'odio, che spesso accompagna politici potenti e controversi alla tomba, sia evidentemente amplificato dall'essere donna della Thatcher. Una canzoncina di gaudio per la morte della strega. Cartelli di giubilo per la morte della cagna. E poi capita di trovare in Rete la riflessione di un giovane uomo italiano sull'opportunità che le donne gestiscano il potere e di leggere queste parole: "il problema è che le donne  [...] dimenticano di avere una settimana al mese in cui sono caratterialmente instabili e imprevedibili e in questa settimana specifica non si attengono al copione previsto. Così succedono cose singolari [...] È stato dato il potere economico, politico e militare di due nazioni incredibilmente influenti sulla scena politica, a due donne: negli anni '80 a Margareth Tatcher, e nel duemila alla sua erede spirituale e caratteriale, Condoleeza Rice [...] con i seguenti risultati: la prima ha dichiarato guerra alle isole Falklands e, in quel decennio, non c'era ombra di guerra sparsa per il mondo in cui non spuntavano fuori i royal marines armati fino ai denti; la seconda ha dichiarato guerra all'Iraq e tutt'ora, non c'è ombra di guerra nel mondo, in cui non spuntano fuori i marines americani armati fino ai denti." Tutto questo, a quanto se ne desume, determinato dall'instabilità ormonale della Thatcher e della Rice in quei giorni. Indifendibili le istanze guerrafondaie di Regno Unito e Stati Uniti nelle due occasioni citate, certo, ma di guerre ne abbiamo viste tante, decise da uomini che non potevano neanche appellarsi agli squilibri mensili. Eppure, davanti a simili riflessioni, un presidente della Repubblica italiana donna è impossibile. Oggi più che mai.
Laura Costantini