mercoledì 6 luglio 2011

I miei articoli per "La Sesia": il principio costituzionale del NIMBY

L’acronimo è anglosassone ma il principio del N.I.M.B.Y. (not in my back yard ovvero mai nel mio cortile) andrebbe aggiunto come articolo 1 bis della Costituzione italiana. Perché ci appartiene profondamente. Perché ci è connaturato in quanto postulato necessario all’incapacità di concepirci come membri di una società. Un evasore tributario totale (se ne trovano a centinaia ogni giorno, senza per questo riuscire a recuperare un gettito che colmerebbe perfino l’abisso del debito pubblico nazionale) vi dirà che se lo Stato fa niente per lui, perché dovrebbe pagare le tasse? Si badi bene che niente include servizi, strade, fogne, sanità, tutela dell’ordine pubblico. Tutte cose cui l’evasore totale ritiene di aver diritto gratis et gratia Dei  per il fatto di far parte di questa comunità. Una comunità dove tutti hanno ben presenti i diritti e nessuno ha mai sentito parlare di doveri. Tutti in Italia posseggono un cellulare (in realtà più di uno) e pretendono una ricezione perfetta. Però nessuno vuole un ripetitore di segnale nelle vicinanze della propria casa. Pare che le onde elettromagnetiche possano far male e quindi: mai nel mio cortile. Più o meno tutti in Italia si sono resi conto che l’aria delle grandi città è irrespirabile e che sarebbe bene passare all’utilizzo di quelle energie alternative e rinnovabili di cui il nostro paese gode per posizione geografica e privilegio climatico. Però i pannelli solari, per quanto utili, non sono poi una gran bellezza e quindi: mai davanti alle mie finestre. Per non parlare delle pale eoliche. Suggestive quanto si vuole, ma rovinano il panorama e quindi: mai sul crinale della mia collina. Nessuno, o quasi, in Italia trova divertente dividere l’umido dall’indifferenziato, l’alluminio dalla plastica, il cartone unto della pizza dalla carta riciclabile dei giornali. Nessuno rispetta chi si impegna nella differenziata e c’è sempre chi contamina i cassonetti del vetro col monitor del vecchio computer o quelli dell’alluminio con i flaconi del detersivo. Tanto, è la giustificazione, finisce tutto nella stessa discarica. Quella discarica che puzza, cola schifezze, contamina l’aria quindi: mai nelle prossimità del mio quartiere. E poco importa se la discarica c’era prima del quartiere. Sorto abusivo e poi opportunamente condonato. A tutti gli italiani è capitato di percorrere l’autostrada. Comoda, veloce, certo una corsia in più farebbe comodo. Quasi nessuno fa caso a quel casolare, quella fattoria, anche quella chiesetta che, da un giorno all’altro, si è trovata ad affacciare su un nastro di asfalto dove tutti corrono quando possono e nessuno spegne il motore quando si è in coda. Ai proprietari non è riuscito il gioco del mai nel mio cortile. Non ne conosciamo i motivi, ma dobbiamo essere loro grati. E alzare gli occhi alla Val di Susa e chiederci, mentre l’Europa ci guarda e non capisce, quanto ci costeranno quel cortile incontaminato e quella montagna inviolata.

Laura Costantini