sabato 3 settembre 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo GARLASCHELLI, GREGORI

Ecco, lui non lo cercate online. C'era su Facebook e non c'è più. Aveva un blog, ma è lettera morta da un bel po'. Resta il fatto che lo conoscete in tantissimi e forse per questo ha deciso di rendersi meno visibile virtualmente. Anche perché di persona non si può fare a meno di notarlo. Sto parlando di Enrico Gregori, cronista di quelli vecchio stampo e scrittore di gialli e noir. Va detto che lui all'antologia aveva detto "no, nun c'ho voja". Poi, visto che lo conosco e l'ho lasciato cuocere nel suo brodo, ci ha ripensato. La data da lui scelta è il 18 aprile 2002.


Roma, 1954. Inizia l’attività giornalistica a metà degli anni ‘70 come
critico musicale. Nel 1980 entra a “Il Tempo” e comincia a lavorare nel
settore della cronaca nera. Nel 1989 passa alla redazione de “Il
Messaggero” dove tuttora lavora come capo servizio della cronaca nera. Ha
pubblicato cinque romanzi “thriller”: “Un tè prima di morire” (Bietti
Media), “Doppio Squeeze” (Bietti Media), "Le mille facce della morte”
(Historica), "Cinque verticale" (Senzapatria), "Il percorso degli incubi"
(Azimut).