martedì 31 gennaio 2012

Oggi su "La Sesia": Vedasi alla voce ipocrisia

Oscar Luigi Scalfaro è morto. Aveva 93 anni, la quasi totalità trascorsi a far politica. La tv manda in onda un’intervista, una delle ultime. Il presidente emerito, anziano e fragile, ma sempre agguerrito, dice (citiamo a memoria): “se tra le posizioni di un ladro e quelle di un carabiniere ci si dichiara equidistanti, si può esser certi che l’equidistante è dalla parte del ladro”. Difficile trovare una presa di posizione che, meglio di questa, fotografi la nostra realtà. Decenni di “sì, però…” ci hanno procurato un’evidente difficoltà nel dirimere il giusto dallo sbagliato, nel prendere una posizione. Siamo cresciuti prede di un cerchiobottismo che emerge prepotente in questi giorni difficili. Bravissimi a condannare il singolo (esempio ne sia la mediatica gogna inflitta al comandante Francesco Schettino), ci teniamo ben stretta l’equidistanza quando le vicende ci toccano più da vicino. E cosa di più vicino delle tasse? La dichiarazione di guerra all’evasione fiscale presentata dall’attuale governo ha scatenato dibattiti su tutti i mezzi di comunicazione. E non è raro sentirsi invitare a mantenere una certa equidistanza nei confronti degli evasori fiscali, addossando al governo l’istigazione all’odio nei confronti dei parassiti della società (come da efficacissima campagna televisiva). Scalfaro saprebbe subito da quale parte collocare questo tipo di equidistanti. Tipo al quale, per fare un nome e un cognome, appartiene Beppe Grillo. Dichiara sul suo blog: “Tutti contro tutti e loro (i politici n.d.r.) sopra a ogni cosa. Suonano l'arpa come Nerone mentre il Paese brucia, da Sud a Nord. La caccia all'untore, alla singola categoria sociale, è iniziata. Una battuta dopo l'altra con i media a demonizzare i redditi dei tassisti o degli avvocati. I tassisti ricchi sono rari come i politici onesti”. Probabile. Ma l’invito ai contribuenti in regola a non odiare gli evasori fiscali suona sospetto se l’equidistante Grillo si oppose fieramente al controllo sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tuonando contro la repubblica dei soviet prossima ventura. Eppure qualcosa sta succedendo. Come ha efficacemente analizzato Massimo Gramellini, c’è in corso un “cambio di atteggiamento degli italiani nei confronti degli evasori”. Se prima il vicino di casa con due Suv, beni al sole e appartamento a canone agevolato grazie al modulo Isee falso destava invidiosa ammirazione, adesso “l’invidia si è trasformata in disprezzo e rabbia. Specie verso quegli evasori totali […] che non evadono per sopravvivere ma per continuare a spassarsela sulle spalle di chi non ce la fa più”. Scrive a Grillo un certo Leo: “riguardo ai redditi, sei certamente 2 milioni (di euro) di volte più sensibile di me. Quando si parlava di intercettazioni urlavi: intercettatemi! Quando si parla di soldi, lo urlo io: controllatemi pure!” Il presidente emerito Scalfaro sarebbe felice di scoprire che gli italiani stanno imparando a non essere equidistanti.

Laura Costantini