venerdì 30 marzo 2012

I miei articoli per "La Sesia": La sterilizzazione dei sentimenti


Se siete abbastanza avanti negli anni, ricorderete. Ricorderete il sapore della mozzarella pescata a mano libera dal suo siero e messa in una bustina col nodo. Il profumo del panino col salame chiuso nella carta da pane e venduto durante la ricreazione. Il sollievo di riconoscere, nella folla di inizio anno scolastico, quello sguardo, quei capelli, quella cartella. Si chiamava amico del cuore e travalicava i confini della divisione di genere. Ce l’avevi se eri maschio. Ce l’avevi se eri femmina. E lo amavi di un amore più forte di quello che avresti scoperto in seguito, più disinteressato, più totale. Un sentimento talmente intenso da creare le prime rotture in famiglia, le prime ribellioni a scuola. La mamma che non voleva mandarti a studiare da lui/lei. La maestra che si lamentava del vostro continuo chiacchiericcio e vi divideva. E più il rapporto era contrastato, più si cementava, a dispetto del resto del mondo. Se siete abbastanza avanti negli anni, avete fatto in tempo a veder cambiare il mondo. La mozzarella oggi è sterilizzata in un triplice involucro di plastica inviolabile. Il panino col salame è diventato un tramezzino sigillato nel cellophane. E l’amico del cuore non va più di moda. È della scorsa settimana la notizia che in Inghilterra si sta adottando la politica del NoBestFriends. Su suggerimento di una psicologa dell’educazione, Gaynor Sbuttoni, le maestre britanniche stanno scientemente scoraggiando le amicizie esclusive tra gli alunni, per tenerli aperti a un più lieve cameratismo di gruppo. Il motivo, a suo modo, è nobile: evitando la scoperta dell’amico del cuore si eviteranno ai piccoli sofferenze dovute alla rottura dell’amicizia o alla sua inevitabile fine. Perché che si soffra è innegabile. È proprio con l’amico del cuore che si impara a consegnarsi nelle mani di un altro, a dipendere dai suoi umori, a contare sul suo aiuto. Ad amare con cieca fiducia. Almeno fino a quando non giunga il tradimento. E allora son pianti. Disperati e, apparentemente, inconsolabili. Perché all’amico del cuore avevi raccontato tutti i tuoi segreti, e lui i suoi a te. Perché nessuno ti conosceva meglio. Nessuno sapeva capirti come lui. E se una persona così ti tradisce, allora tutto il mondo è pronto a tradirti. È questa la scoperta dalla quale la psicologa inglese vorrebbe tutelare i bambini, sterilizzando di fatto i sentimenti non diversamente da una mozzarella o un tramezzino. Eppure, se siete stati tanto fortunati da incontrare un amico del cuore sulla vostra strada, lo sapete quanto vi è servito. Quanto sia stato importante anche perderlo e sentirsi traditi. Perché avrete deciso di non fidarvi più di nessuno e vi sarete sentiti forti del vostro piccolo cinismo. Almeno fino a quando in mezzo a tante facce coetanee non vi sia giunto lo sguardo di chi ha saputo riconoscervi. E tutto è ricominciato. Si chiama diventare grandi. E non si può sterilizzare.

Laura Costantini