domenica 15 ottobre 2017

Doccia fredda #15 Elena (esordiente)

Nello studio notarile del dottor Carmine Epifani, avvocato trasferitosi dalla natia Palermo nel profondo nord, si stanno svolgendo i soliti rituali dell'ultimo giorno di lavoro prima del Natale. Panettone, pandoro, spumantino di seconda categoria, abbracci e baci finti ché tutti i colleghi si detestano cordialmente.
Sono accaldati, un po' per i ripetuti brindisi, un po’ perché il dottor Epifani non si è mai abituato al clima rigido degli inverni bellunesi e tiene il riscaldamento al massimo.
Elena conta i minuti che la separano dalla fine di quella giornata. Non ne può più.
È la praticante, l'ultima arrivata, nessuno la degna della minima considerazione.
E poi deve ancora fare il giro dei mercatini per comprare gli ultimi regali.
È sera quando l'allegra brigata si scioglie tra saluti e auguri. Elena esce dall'ufficio tutta imbacuccata, ché lo sbalzo di temperatura dall'interno all'esterno è notevole. Come al solito piove. Si avvia a piedi verso il centro.  A piazza dei Martiri, davanti e sotto i portici, ci sono tante bancarelle. Lei cerca un regalo speciale per una persona speciale. Il suo Ugo. Domani sera verrà a conoscere i suoi. Certo, proprio la vigilia di Natale, ma le è sembrata un'idea così romantica che ha convinto la madre a preparare una delle sue fantastiche cenette.
Ugo... solo a pensarci sente un brivido che le corre lungo la schiena.
“Eh no, questo è un brivido vero.
 Una goccia d'acqua gelata che scivola giù dalla tenda della bancarella, le  finisce sul collo e scorre fino alla vita. Si copre ancora di più, tira sulla testa il cappuccio del giaccone e seguita a cercare.
Finalmente trova la cosa adatta. Ugo ama il vintage e ama scrivere. Su una bancarella è esposta una REMINGTON bellissima e funzionante. La prende, è un po’ pesante, ma vale la pena fare un piccolo sforzo per il suo amore. Ha lauto parcheggiata nei pressi della stazione dei pulmann, un po’ lontano dalla piazza. Con il peso della macchina da scrivere deve fare un bel pezzo di strada a piedi. In genere non c'è molto traffico, Belluno non è una metropoli, ma è l'antivigilia di Natale, piove e tutti hanno preso l'auto per spostarsi comodamente.
Elena cammina veloce sul marciapiede, all'improvviso una macchina le passa accanto prendendo in pieno una pozzanghera. Uno spruzzo d'acqua sporca e gelata l'investe facendola rabbrividire. “Oggi non è proprio giornata!Il freddo e l'umidità si stanno impossessando del suo corpo.
Con il fiato grosso arriva alla sua auto. Sale e cerca di mettere in moto.... nulla di fatto.
Ha lasciato le luci accese e la batteria si è scaricata. Ora comincia davvero a stancarsi. Con la Remington sotto il braccio si avvia verso la fermata del pulmann che da Belluno la porterà a Longarone, dove vive, a una ventina di chilometri di distanza. Naturalmente il pulmann è già partito ci vorrà una buona mezz'ora per il prossimo. La stazione dei pulmann non ha una sala d'aspetto. Dovrà aspettare all'aperto e intanto si sta facendo notte, la temperatura è calata ancora, ormai sarà sotto zero. Elena si copre come può, ma il freddo le sta entrando nelle ossa. Sono le 19,30, sono più di due ore che sta per la strada. Il pulmann apre le porte. Finalmente un pò di caldo... macché, il riscaldamento è fuori uso. Si  stringe il giaccone addosso, siede al suo posto e aspetta che il pulmann parta. Sta sognando  calore, calore, calore, neanche il pensiero di stare stretta tra le braccia di Ugo riesce a riscaldarla.
Eccola arrivata a Longarone. Dovrà fare ancora un pò di strada a piedi per essere a casa, ma la consola il fatto che tra pochi minuti  potrà fare una bella, lunga, rilassante doccia calda. Sotto casa trova delle transenne intorno a una buca.  
Accidenti, neanche la vigilia di Natale si può stare in pace con questi lavori.
Entra velocemente in casa e va direttamente in bagno, senza salutare.
"Elena, tesoro, hai visto lo scavo davanti al portone?"
Scroscio d'acqua......

“Hanno tolto il gas".