giovedì 17 maggio 2012

Soggettiva di ZG: Da parte di padre di Marco Proietti Mancini

Questo romanzo è stato pubblicato, per ingenuità dell'autore, con una casa editrice che non voglio neanche nominare. Di solito di questo genere di pubblicazioni non parlo, per principio. Ma come ho avuto modo di dire in altri post, il male assoluto in editoria è altro. E' il market(t)ing imperante. Quindi voglio dare a Cesare quel che è di Cesare. E questo "Da parte di padre" è un bel libro.

Credo esista una scrittura buona e una scrittura professionale. Un lettore attento e non sviato da considerazioni personali o di interesse (tipo amico scrittore che può darti qualche dritta e quindi lo devi trattare bene a prescindere) se ne accorge subito. Quella dell'autore è una scrittura professionale. Mai, neanche per un istante si pensa all'esordiente. Mai si incappa in un'ingenuità di quelle che fanno sgamare il neofita. C'è qualche refuso, un gli riferito a una donna, ma son peccati veniali. Sa scrivere, Marco Proietti Mancini. E sa raccontare, che è ancora più importante. Ha quel talento affabulatorio che cattura l'attenzione del lettore e lo conduce dove vuole essere condotto. Raccontare è la parte più importante di questo mestiere (vogliamo chiamarlo così?). E' forse l'unica cosa che conta veramente (fatta salva la conoscenza professionale del mezzo, ovvero della lingua italiana). Ho amato la storia che ha raccontato, ho palpitato per le vicende dei suoi antenati. Mi sono incazzata per come venivano trattate le donne (quel passo di Antonia che non mangia a tavola con la famiglia ma in un angolo per poter scattare a riempire piatti e bicchieri dei maschi m'ha mandato il sangue al cervello, ma è storia, purtroppo). Mi sono inferocita con quello stronzo fascista di Bergamo e ho gioito quando lo hanno fottuto. Ho amato moltissimo Benedetto, l'ultimo Benedetto, lo scalpellino che approda a Roma. Che bel personaggio. Anche Bittuccio ha un grande spessore. E poi Menica, Nazareno. Non so se questo romanzo avrebbe trovato spazio nell'editoria vera, quella non a pagamento, ma il dubbio è dovuto solo a come vanno le cose oggi: troppo lungo, troppo slegato dalle mode del momento. Comunque da leggere.