mercoledì 27 settembre 2017

Doccia fredda #7 L'orfano

Ricordo, come sempre, che i racconti vengono postati senza alcun intervento di correzione.
Grazie per la partecipazione, vivace ma sempre corretta.
Continuate a leggere, condividere e commentare sulla nostra pagina.
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L’ORFANO

“Santocielo! Ma che stai facendo!! La voce quasi buca  le pareti, rimbalza lungo la rampa della scala ripida.
Lei è sotto che sbraita.Le calze a mezza gamba, i capelli arruffati, il seno che deborda dalla scollatura della vestaglia semiaperta, le mani sui fianchi.
Il bambino sta cavalcioni sul corrimano, bloccato a metà scala. Si regge con tutte le sue forze per non cadere, ma non ce la fa, scivola implacabilmente verso il basso.
Arriva giù di botto, lei nemmeno si sposta mentre il piccolo precipita ai suoi piedi.
“Ma quante volte te lo devo dire che è pericoloso questo gioco? Eh? Quante volte?”
Il piccolo la guarda con occhi colmi di lacrime, sa bene che lei lo picchierà e poi lo rinchiuderà nello stanzino buio.
Il tremito gli ha afferrato le gambe, non riesce a muoverle.
La vecchia lo afferra per le braccia e gli molla un ceffone da smontare la testa.
Il piccolo avverte una fitta al cuore. Implora disperato: mamma, vieni a prendermi, vieni che ho tanta paura!...

La virago lo trascina fino alla porta dello sgabuzzino, sta per rinchiuderlo, quando una forza sovrumana la afferra per le braccia in una morsa artigliante e dolorosa, fino a che lei non lascia la presa sul bambino. Viene scaraventa contro la parete del sottoscala.
Accasciata sul pavimento si strofina le braccia, sbigottita. Guarda il bambino, cerca di rialzarsi, ma una mano possente la trattiene sul pavimento. In effetti è solo quella del bambino, ma pesa più di un maglio.
Il bimbo osserva incredulo le sue manine che afferrano  la megera e la scaraventano nello sgabuzzino sprangandone la porta.

La vecchia dà spallate, sbraita, minaccia che quando uscirà lo farà a pezzi…

“Non uscirà, piccolo mio” la voce di sua madre lo rincuora.
Ora sei qui con me.