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mercoledì 31 dicembre 2014

Ciao 2014

Lo - Non mi piacciono i bilanci.
La - La solita guastafeste.
Lo - Non mi piace adeguarmi alla massa.
La - Sei una snob senza speranze.
Lo - E poi se mi metto a fare i bilanci finisce che ci ripenso.
La - A cosa?
Lo - Non fare la gnorri. Te ne sei andata laggiù...
La - Si chiama Molise.
Lo - Lo so io come si chiama. Ed è meglio se non lo dico.
La - Sì, però ci sono state anche cose buone.
Lo - Dici?
La - A luglio è uscito "Il puzzle di Dio".
Lo - Vero, alla faccia di tutti quelli che l'avevano snobbato.
La - A novembre abbiamo partecipato al Bookfight Show...
Lo - E, diciamocelo, dovevano vincere noi.
La - Per il pubblico è come se avessimo vinto.
Lo - A dicembre è uscito "Storiacce romane".
La - Abbiamo finito il nostro romanzo di fantascienza.
Lo - E ne abbiamo iniziato un altro...
La - ...che ci piace un sacco.
Lo - Non aggiungere altro.
La - Uffaaaaaa!
Lo - È stato un anno, tutto sommato, positivo.
La - Infatti. Lo vedi che non è difficile fare un bilancio?
Lo - Resta il fatto che te ne sei andata laggiù...
La - Si chiama Molise.
Lo - Lo so io come si chiama. E non farmi aggiungere altro.
La - Neanche BUON ANNO a tutti?
Lo - Buon 2015 sì, a tutti no. Il buon proposito è finirla con le ipocrisie. Mica tutti se lo meritano. Anzi, ora che ci penso...
La - Auguri a tutti, ciao, ciao, la chiudiamo qui.

lunedì 31 dicembre 2012

L'anno che sta arrivando...


... tra un anno passerà. Io mi sto preparando. E' questa la novità...
Così canta quel grandissimo di Lucio Dalla. Una delle sue canzoni più belle e più significative. E da qui parto. Odio fare gli auguri, perché si dimentica sempre qualcuno. Perché sembrano un obbligo. Perché sono, per forza di cose, superficiali. E perché ognuni di quelli che si aspettano di riceverli, vorrebbe che io dedicassi una telefonata, un biglietto, un tempo più o meno lungo.
Ebbene, siete tutti tutti tutti nei miei pensieri, ma di tempo non ne ho a sufficienza.
Oggi lavoro nonostante un poderoso raffreddore. Mia mamma è a casa che aspetta il mio ritorno e anche lei è raffreddatissima. Festeggeremo così, a suon di starnuti e soffiate di naso. Ma va bene lo stesso, perché questa giornata di festa obbligatoria, di casino istituzionalizzato non l'ho mai amata. Così come non ho mai amato il dovere di divertirsi.
A me le feste, quelle col trenino, le musichette sudamericane, i cotillons e tutti che gridano AUGURIIII, mi fanno una tristezza, ma una tristezza...
Insomma. Un nuovo anno sta arrivando. Come ho già detto varie volte, voglio con tutta me stessa (e lo voglio per tutti, compreso questo disastrato paese) che sia migliore di quello che sta finendo. E potrei dire che non ci vorrà molto. Ma sarei ingiusta.
Il 2012 è stato lunghissimo, faticoso, stressante, ma ha visto, per quel che mi riguarda, dei risultati importantissimi.
Vi avverto che, da questo punto in poi, andiamo sul personale e quindi siete autorizzati a fregarvene e cliccare altrove.
Dicevo dei risultati:
1) mia mamma sta bene;
2) sono stata assunta a tempo indeterminato;
3) ho pubblicato due romanzi (insieme a Lory) cui tenevamo molto, Carne Innocente (Historica Edizioni) e Il destino attende a Canyon Apache (Las Vegas Edizioni);
4) scrivo e mi sono inventata la rubrica Scrivere Donna sul sito www.scrivendovolo.com ;
5) scrivo e gestisco una piccola rubrica di opinioni sul bisettimanale "La Sesia" di Vercelli;
6) scrivo e, sempre insieme a Lory, abbiamo due racconti importati da consegnare entro gennaio;
7) non so se si è capito ma... scrivo.

Ho avuto modo di conoscere meglio delle persone splendide, di incontrarne di nuove, di entrare in contatto con donne che, come me, hanno fatto della scrittura una passione assoluta.
Non potevo chiedere di più all'anno della (mancata) fine del mondo.
Mi riservo tutte le richieste ulteriori per il 2013.
Un bel numero dispari, ma tondo, con un bel 3, come il mio anno di nascita.
Andra bene, ragazzi. Andrà meglio. Questo mi sento di augurarmi e augurarci. Con affetto.