Ci sono moltissimi scrittori che odiano le presentazioni. Le trovano noiose. Oppure ci sono quelli che le temono, mettono loro ansia. Poi ci sono quelli che le snobbano, perché ritengono che lo scrittore non debba mai apparire in quanto tale, ma lasciare che sia il libro a parlare. A me le presentazioni piacciono. Soprattutto quando mi permettono di "guardare" il nostro lavoro (mio e della socia) attraverso gli occhi del relatore di turno. Martedì è successa una cosa che non ci era mai capitata prima: siamo state presentate da una persona, Margi De Filpo, che non ci conosceva, non ci aveva mai lette prima, proprio non sapeva chi fossimo. Di più: Margi non ama il genere western e quando le è stato proposto, dalla casa editrice, di presentarci, ha avuto dei dubbi. Testuali parole: "No, un western no!" Poi ha cominciato a leggere. E ha cambiato idea. Su tutto. Sul western. Su una "storia d'amore assoluto" come, sempre testualmente, non se ne leggono più ormai da anni. Su una trama che riesce, sempre lei a dirlo, a far passare il messaggio dell'accettazione della diversità e a farsi attuale, pur trattando di un mondo e di un'epoca ormai lontani. Margi ci ha fatto vedere cosa e quanto un romanzo storico con chiari intenti di intrattenimento possa trasmettere, perché un libro valido trasmette e arricchisce sempre, a un lettore attento. Per questo vogliamo dirle ancora grazie, per l'attenzione, la sensibilità, la capacità di andare a fondo nel testo, senza lasciarsi fuorviare da pregiudizi che, ammette lei stessa, c'erano.
Ecco a cosa servono le presentazioni, anche quelle in una sera di Roma nel caos (anche calcisticamente parlando) e con pochi coraggiosi presenti: a dire che ne vale la pena. Sì, ne vale proprio la pena.
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mercoledì 22 ottobre 2014
venerdì 3 ottobre 2014
Occhi d'inverno torna a spezzare cuori.
Occhi d'inverno è uno dei protagonisti del nostro western "Il destino attende a Canyon Apache" (Las Vegas Edizioni). Di sicuro il più amato dalle lettrici. Ora, visto che il 21 ottobre prossimo, a Roma, nella suggestiva cornice del Valìa drink food music di via dei Durantini 18, se ne torna a parlare (del western, oltre che del nostro fascinoso bounty killer), ecco la sfida: guardate la foto qui sopra. Occhi di ghiaccio, sopracciglia folte, sguardo penetrante... Chi è?
Chi indovina vince una copia autografata del nostro western, da ritirare la sera del 21, alle 19 e trenta.
Poi dite che non vi vogliamo bene.
mercoledì 1 ottobre 2014
Di presentazioni, impegni e incombenze varie
Lo - dai, fammi st'elenco.
La - se vuoi ti mando un'e-mail.
Lo - lo sai che non le leggo.
La - uno status su facebook?
Lo - quello lo hai già fatto.
La - un tweet?
Lo- ho dimenticato la password. Lo fai st'elenco oppure riattacco?
La - okay, il 21 ottobre, a Roma, al Valìa, via dei Durantini.
Lo - via dei Durantini?
La - vicino via dei Monti Tiburtini.
Lo - ...?
La - va beh, ti vengo a prendere io, comunque ore 19 e trenta, presentiamo il western.
Lo - ...western, poi?
La - il 31 ottobre...
Lo - Halloween.
La - sì, Halloween, il posto è dalle parti del Pigneto, poi ti dico, comunque presentiamo con Isabella Moroni il Puzzle di Dio.
Lo - ...Pigneto, Puzzle, poi?
La - il 16 novembre, a Milano...
Lo - a Milano?!?!
La - sì, è una cosa molto fica, sempre per il Puzzle di Dio.
Lo - che intendi per molto fica?
La - che ci sarà da divertirsi, con un pubblico, una giuria...
Lo - io non vengo.
La - tu vieni eccome.
Lo - no, io non vengo.
La - è già organizzata e dobbiamo essere in due. Punto.
Lo - ti odio.
La - lo so. Hai preso nota?
Lo - ...Milano, Puzzle, farla pagare alla socia in modo cruento, poi?
La - il 6 dicembre, la festa di Historica a Più libri più liberi per le "Storiacce romane".
Lo - ...più libri più liberi, storiacce, abbiamo finito?
La - per il momento, sì.
Lo - hai esaurito il bonus presentazione per i prossimi tre anni, ti avverto.
La - sì, come no...
Lo - ti ho già detto che ti odio?
La - sì.
Lo - Milano è proprio necessaria?
La - sì.
Lo - questa me la paghi.
La - metti in conto.
La - se vuoi ti mando un'e-mail.
Lo - lo sai che non le leggo.
La - uno status su facebook?
Lo - quello lo hai già fatto.
La - un tweet?
Lo- ho dimenticato la password. Lo fai st'elenco oppure riattacco?
La - okay, il 21 ottobre, a Roma, al Valìa, via dei Durantini.
Lo - via dei Durantini?
La - vicino via dei Monti Tiburtini.
Lo - ...?
La - va beh, ti vengo a prendere io, comunque ore 19 e trenta, presentiamo il western.
Lo - ...western, poi?
La - il 31 ottobre...
Lo - Halloween.
La - sì, Halloween, il posto è dalle parti del Pigneto, poi ti dico, comunque presentiamo con Isabella Moroni il Puzzle di Dio.
Lo - ...Pigneto, Puzzle, poi?
La - il 16 novembre, a Milano...
Lo - a Milano?!?!
La - sì, è una cosa molto fica, sempre per il Puzzle di Dio.
Lo - che intendi per molto fica?
La - che ci sarà da divertirsi, con un pubblico, una giuria...
Lo - io non vengo.
La - tu vieni eccome.
Lo - no, io non vengo.
La - è già organizzata e dobbiamo essere in due. Punto.
Lo - ti odio.
La - lo so. Hai preso nota?
Lo - ...Milano, Puzzle, farla pagare alla socia in modo cruento, poi?
La - il 6 dicembre, la festa di Historica a Più libri più liberi per le "Storiacce romane".
Lo - ...più libri più liberi, storiacce, abbiamo finito?
La - per il momento, sì.
Lo - hai esaurito il bonus presentazione per i prossimi tre anni, ti avverto.
La - sì, come no...
Lo - ti ho già detto che ti odio?
La - sì.
Lo - Milano è proprio necessaria?
La - sì.
Lo - questa me la paghi.
La - metti in conto.
mercoledì 10 settembre 2014
Ci propongono un'altra presentazione per Il puzzle di Dio e...
Lo. Okay, ma dopo questa spero che ti dai una calmata co' 'ste presentazioni
La. Ma se ne abbiamo fatta solo una.
Lo. Già,
ma gli e-book
non prevedono presentazioni e io non ero preparata
La. Preparata a cosa, scusa?
Lo. Lo sai.
La. Se diventassimo famose dovresti farci l'abitudine
Lo. Perché?
La. Che domanda è?
Il successo significa essere sotto i riflettori.
Lo. Sotto i riflettori ci sei già
tu, basterà continuare
così.
La. Dimmi che non ho sentito quello che hai appena detto.
Lo. Non mi stupirebbe, stai diventando sorda.
La. E se ne avessi abbastanza di doverti pregare per fare
qualcosa che va a vantaggio di entrambe?
Lo. Te ne sarei grata?
La. Per atteggiarti a Mina della situazione devi prima diventare
famosa. Alle prime centomila copie ti do il permesso di sparire.
Lo. Io sparisco alla prossima foto che metti su fb.
La. Tu non sei normale, lo sai?
Lo. Si, e lo sapevi anche tu. Quindi preparati, perché se davvero faremo
il botto, avrai i tuoi problemi a gestire il lavoro, le presentazioni, le
interviste radio e tv e i servizi fotografici.
La. Sai che ti dico?
Lo. Risparmiati. Conosco la strada.
p.s. Notate lo sguardo nella foto... (e grazie ad Emilia Ferrara per aver documentato)
venerdì 5 settembre 2014
Il puzzle di Dio: dialogo prima della presentazione
Lo - quante ne abbiamo fatte, secondo te?
La - abbiamo pubblicato dieci romanzi, quindi dieci, come minimo.
Lo - almeno il doppio, direi.
La - sì, sono tante in effetti... Ti sei stancata?
Lo - e tu?
La - a me piacciono, le presentazioni, mi divertono.
Lo - a me un po' meno...
La - eccola là, la metà oscura.
Lo - ti ho mai lasciata sola?
La - mmm... No, in effetti no.
Lo - allora apprezza il sacrificio.
La - sacrificio?
Lo - lascerei parlare i libri, io.
La - e parleranno, stanne certa, lo hanno sempre fatto.
Lo - ti sembra possibile che siano già dieci?
La - hai voglia di smettere?
Lo - chiedimelo tra i prossimi dieci.
La - c'è gente che se ti sentisse dire queste parole...
Lo - lasciali dire.
La - sei pronta?
Lo - pronta, sì.
La - andiamo?
Lo - te la sei studiata la strada?
La - ho provato, ma i sensi unici del sindaco Marino sono un enigma...
Lo - ce l'hai il numero di Newton & Compton?
La - ...
Lo - l'enigma dei sensi unici.
La - ...
Lo - basterà il titolo per convincerli a commissionarci il prossimo best seller.
La - tu sei matta.
Lo - e tu non hai il senso del marketing.
La - ma se tu neanche i post scrivi.
Lo - non ci arrivi? Guarda Mina, guarda Greta Garbo.
La - ...
Lo - si chiama fascino dell'assenza.
La - machec*#¥*}>€@!!!!
Lo - e non dire le parolacce.
Vi aspettiamo domani, 6 settembre 2014, ore 19.30 al chiostro di San Pietro in vincoli, Roma.
La - abbiamo pubblicato dieci romanzi, quindi dieci, come minimo.
Lo - almeno il doppio, direi.
La - sì, sono tante in effetti... Ti sei stancata?
Lo - e tu?
La - a me piacciono, le presentazioni, mi divertono.
Lo - a me un po' meno...
La - eccola là, la metà oscura.
Lo - ti ho mai lasciata sola?
La - mmm... No, in effetti no.
Lo - allora apprezza il sacrificio.
La - sacrificio?
Lo - lascerei parlare i libri, io.
La - e parleranno, stanne certa, lo hanno sempre fatto.
Lo - ti sembra possibile che siano già dieci?
La - hai voglia di smettere?
Lo - chiedimelo tra i prossimi dieci.
La - c'è gente che se ti sentisse dire queste parole...
Lo - lasciali dire.
La - sei pronta?
Lo - pronta, sì.
La - andiamo?
Lo - te la sei studiata la strada?
La - ho provato, ma i sensi unici del sindaco Marino sono un enigma...
Lo - ce l'hai il numero di Newton & Compton?
La - ...
Lo - l'enigma dei sensi unici.
La - ...
Lo - basterà il titolo per convincerli a commissionarci il prossimo best seller.
La - tu sei matta.
Lo - e tu non hai il senso del marketing.
La - ma se tu neanche i post scrivi.
Lo - non ci arrivi? Guarda Mina, guarda Greta Garbo.
La - ...
Lo - si chiama fascino dell'assenza.
La - machec*#¥*}>€@!!!!
Lo - e non dire le parolacce.
Vi aspettiamo domani, 6 settembre 2014, ore 19.30 al chiostro di San Pietro in vincoli, Roma.
sabato 27 ottobre 2012
Era una notte buia e tempestosa
Era una notte buia e tempestosa. Non se ne abbia a male Snoopy se osiamo utilizzare il suo mitico e mai eguagliato incipit, ma questa volta ci sta tutto. Dunque, era una notte buia e tempestosa, una notte di allerta meteo quella di ieri. A Roma si era fermata pure la metro per la paura di finire allagata. Eppure due avventurose signore osarono mettersi in macchina insieme al cavalier Stoto, recuperato in un pomeriggio di traffico in tilt, manifestazioni e mezzi pubblici in panne. Un pomeriggio ancora non proprio buio, ma di sicuro tempestoso. Com'è come non è le nostre, più il loquace cavalier Stoto, si mettono in macchina incuranti dell'ira celeste. Anzi, dell'ira blu scuro tendente al nero, e affrontano la famigerata e temibilissima Pontina. Tra spruzzi di pioggia, proclami apocalittici alla radio e telefonate preoccupate di tutti i parenti e gli amici vicini e lontani. Insomma bomba o non bomba (d'acqua) avrebbe detto Venditti, arrivano a Latina. Breve pit stop nella Stoto house, quindi raggiungimento della Rosa del deserto, associazione culturale. Neanche il tempo di entrare che le preghiere della Protezione civile e del servizio meteo nazionale ottengono ascolto. E si scatena l'inferno. Ma dentro le nostre temerarie scrittrici snobbano la furia degli elementi, mangiano un'ottima pizza, chiacchierano convivialmente con le organizzatrici della trasferta in Agro pontino, Elisabetta e Silvia, ovvero Goodmorning Italia, quindi presentano il loro "Le colpe dei padri". Dice: ma non è un libro vecchio? Sì, ammesso che i libri possano mai invecchiare. È uscito nel 2008 con Historica che era ancora un abbozzo nella mente di Francesco Giubilei. Eppure. Eppure ieri sera, complici un pubblico attento (coraggiosissimi, anche loro), le domande di Silvia ed Elisabetta, la musica dei Trumpers e i brani scelti per le letture... Beh, ancora una volta quel romanzo, quella saga familiare, ci ha costrette a dichiararci orgogliose di averlo scritto. La chiusura della serata con un bellissimo arrangiamento dei Trumpers dell'immortale Halleluja di Leonard Cohen, ci ha portate per mano fuori della Rosa del deserto. E aveva smesso di piovere. Il ritorno a casa è stato accompagnato da spruzzi di pioggia lieve, sprazzi di cielo stellato e flash di saette in lontananza a indicare la strada per Roma. Una serata bellissima.
venerdì 7 ottobre 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: il cammino e' appena iniziato
Ieri sera eravamo alla libreria "Books and brunch" per la prima presentazione dell'antologia. Ci sono scrittori che odiano le presentazioni, altri che le snobbano, perche' le trovano noiose. Lauraetlory non sono tra questi. Superata ormai da tempo l'emozione che attanaglia autori anche piu' navigati e famosi di noi (non che ci voglia molto), ci piace moltissimo incontrarci con altri scrittori e, soprattutto, con i lettori. Perche' e' cosi' che i libri vedono veramente la luce. E' nel momento della condivisione con gli altri, nelle parole, nelle domande, nelle curiosita'. Si sara' capito che a questa antologia ci teniamo molto, non solo per il valore filantropico dell'iniziativa (vi ricordiamo che i diritti d'autore verranno devoluti a un progetto brasiliano dell'AVSI), ma per il profondo significato "storico" dello sforzo che abbiamo condiviso con altri 30 autori. Ieri sera eravamo parecchi, mai quanti si prevedeva, ma e' cosi' che vanno le presentazioni, lo sappiamo. L'imprevisto dell'ultimo momento e' sempre in agguato. Per questo vogliamo ringraziare tutti quelli che sono comunque venuti. E un grazie piu' grande va agli autori Francesco Dido' Di Domenico e Simonetta Simonoir Santamaria, che si sono spostati da Napoli per l'occasione. Con loro c'era anche la giornalista Emilia Ferrara, di Un mondo di italiani. Dopo, e ve ne sara' fornita prova fotografica, cena in una trattoria di quelle romanacce a botte di carbonara, rigatoni con la pajata, trippa e coda alla vaccinara. Chi non c'era non sa cosa si e' perso :)
giovedì 6 ottobre 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo TURITTO, TURSI
Ci siamo ragazzi. Con Floriana Tursi finisce il ciclo di presentazione dei 32 autori che hanno reso possibile il miracolo di questa antologia. Il racconto di Floriana e'nato prima nella sua testa che nelle nostre intenzioni. lei lo ha scrtitto, lo ha postato su FB, io l'ho letto e ho pensato che non poteva mancare perche'tocca uno degli argomenti piu' discussi e controversi di questo inizio di millennio. La sua data e' 28 gennaio 2011.
E’ napoletana cento per cento, discendente da gente che aveva le palle, nel blasone. Laureata in storia dell’arte aveva imboccato una strada seria, come ricercatrice di storia della miniatura e delle arti minori. Poi pensò bene di creare lei stessa delle opere d’arte e fece due meravigliosi figli, Chiara e Guido, che ha affidato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, come allievi. Pubblica il suo primo libro nell’anno 1989: “Le miniature di Silvestro dei Gherarducci e la cultura degli Scriptoria”, la sua tesi di laurea che corredata di bacio accademico, divenne un must delle librerie universitarie: tutti la sfogliano nessuno la compra.La sua biografia entra negli archivi della questura dopo aver frequentato il corso di scrittura umoristica “Achille Campanile”. Non contenta, pubblica un racconto umoristico dal titolo “Tamarrus Balnearis, una specie in evoluzione” su “il Roma”. Ha partecipato all’’antologia curata da Gianni Puca “Se mi lasci non male” (Kairòs Edizioni) e ha pubblicato “Tamarreide” (BoopenLed), il romanzo che non ha niente a che vedere con l’omonimo programma Mediaset.
P.s.
Oggi, ore 19, presso la libreria
Books&brunch
Via Saluzzo 53/55
Roma
presentazione ufficiale dell'antologia
alla presenza delle curatrici, di Francesco Giubilei
e di alcuni autori
mercoledì 5 ottobre 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo SANTAMARIA, TURITTO
Si chiama Pierpaolo Turitto, ha esordito con un bel giallone tutto romano, La memoria del destino e per la nostre Cronache ha scelto la data del 28 settembre 2003, raccontando un momento buio, nel vero senso del termine, del decennio.
Nasce a Roma nel 1969. Si occupa da sempre di giochi e videogiochi. Ha diretto la rivista Check Point, ha scritto per MC Microcomputer e per vari portali di informazione ludica. Ha realizzato il gioco di carte Grangol. Il suo romanzo d’esordio “La memoria del destino” (Absolutely Free) è uscito a ottobre 2010.
p.s. Vi ricordo che domani,
6 ottobre 2011,
alle 19 presso la libreria "Books&brunch"
a Roma, in via Saluzzo 53/55
si terra' la presentazione dell'antologia, alla presenza di alcuni autori.
tra cui il qui citato Pierpaolo Turitto.
SIATECI!
venerdì 23 settembre 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: siamo in stampa!
Ci siamo, dopo mesi di lavoro l'antologia e' finalmente una realta':
29 racconti,
una illustrazione,
32 autori,
prefazione di Marino Sinibaldi
Presentazione ufficiale a Roma
6 ottobre 2011
libreria Books & Brunch
ore 19
seguiranno presentazioni a Napoli, Milano, Bologna, Torino...
venerdì 18 febbraio 2011
New York is a woman (but she's never alone): il parere di Gaja Cenciarelli
È stata una serata stimolante e piena di sorrisi quella di ieri sera alla Libreria Flexi.
Un'atmosfera amichevole, rilassata, ma non per questo priva di spunti di riflessione. Cinema, musica, architettura, letteratura: si è parlato di tutto, si è partecipato con passione e interesse.
Francesco Giubilei e Laura Costantini presentavano «Villefranche sur mer», l'incanto di Francesca Mazzucato davanti al paradiso di questo piccolo paese, e «New York Is A Woman», della collana «Petit cahier di viaggio» delle Edizioni Historica.
Ieri sera, come promesso, ho letto il diario di Laura. Che sulla quarta di copertina sostiene, e a ragione: «Una sfida difficile perché su New York è stato scritto tutto e il contrario di tutto».
È vero. Non si legge questo cahier per scoprire "cose nuove" su New York, ma per immergersi nello sguardo di Laura e vedere New York con i suoi occhi.
Una delle domande che avrei voluto fare a Laura, ieri sera, durante la presentazione [ma, come dicono i perfidalbionici «I thought better» ;)] era: «Come ti sei sentita a scrivere da sola, senza Loredana?». Ho fatto bene a non chiederglielo perché, leggendo, ho scoperto che c'è un intero capitolo dedicato alla sua compagna di penna [definizione riduttiva - chi le conosce, sa cos'è Loredana per Laura e viceversa] e al loro primo romanzo: «New York 1920 - il primo attentato a Wall Street».
E allora ho capito.
È vero: «New York Is A Woman»: è Laura, che ce la consegna attraverso il suo sguardo. But she's never alone, aggiungo io. Non è mai sola.
E questo cahier di viaggio, dunque, si legge per l'amore che Laura ha messo nelle sue parole. L'amore nei confronti della donna-New York e l'amore nei confronti dell'amica-sorella Loredana.
Gaja Cenciarelli
Un'atmosfera amichevole, rilassata, ma non per questo priva di spunti di riflessione. Cinema, musica, architettura, letteratura: si è parlato di tutto, si è partecipato con passione e interesse.
Francesco Giubilei e Laura Costantini presentavano «Villefranche sur mer», l'incanto di Francesca Mazzucato davanti al paradiso di questo piccolo paese, e «New York Is A Woman», della collana «Petit cahier di viaggio» delle Edizioni Historica.
Ieri sera, come promesso, ho letto il diario di Laura. Che sulla quarta di copertina sostiene, e a ragione: «Una sfida difficile perché su New York è stato scritto tutto e il contrario di tutto».
È vero. Non si legge questo cahier per scoprire "cose nuove" su New York, ma per immergersi nello sguardo di Laura e vedere New York con i suoi occhi.
Una delle domande che avrei voluto fare a Laura, ieri sera, durante la presentazione [ma, come dicono i perfidalbionici «I thought better» ;)] era: «Come ti sei sentita a scrivere da sola, senza Loredana?». Ho fatto bene a non chiederglielo perché, leggendo, ho scoperto che c'è un intero capitolo dedicato alla sua compagna di penna [definizione riduttiva - chi le conosce, sa cos'è Loredana per Laura e viceversa] e al loro primo romanzo: «New York 1920 - il primo attentato a Wall Street».
E allora ho capito.
È vero: «New York Is A Woman»: è Laura, che ce la consegna attraverso il suo sguardo. But she's never alone, aggiungo io. Non è mai sola.
E questo cahier di viaggio, dunque, si legge per l'amore che Laura ha messo nelle sue parole. L'amore nei confronti della donna-New York e l'amore nei confronti dell'amica-sorella Loredana.
Gaja Cenciarelli
lunedì 24 gennaio 2011
BREAKING NEWS
Due notizie:
il prossimo 17 febbraio (e' un giovedi'), alle 19
presso la libreria Flexi
(via Clementina 9, Roma)
si terra' la presentazione romana del
mio "New York is a woman"
Il prossimo 20 febbraio (e' una domenica),
alla Fiera del Libro di Modena
"Presentazione novità collana
cahier di viaggio"
"Presentazione novità collana
cahier di viaggio"
*SALA MERINI
insieme a
Francesca Mazzucato e al suo cahier
Francesca Mazzucato e al suo cahier
"Villefranche-sur Mer
venerdì 14 gennaio 2011
Napoli 2° estratto...
Il mio andare a Napoli in realtà è sempre un ritorno. Un ritorno a una città che non è nel mio dna ma alla quale sento di appartenere, in qualche modo. Nessuna sensazione di deja vu intendiamoci ma quando giro per le strade di Napoli, che siano i vicoli del centro o le strade lussuose e rutilanti del Vomero, non mi assale quel senso di estraneità che invece sento molto in altre città. Parte del merito va anche ai napoletani che sanno accattivarsi le mie simpatie con un sorriso, con la loro disponibilità e, perchè no, con tre frittelle come quelle che di cui mi ha fatto omaggio il pizzaiolo dove mi sono fermata a comprare una profumata e fumante "napoletana". Della presentazione vi ha detto Laura, io posso solo aggiungere che fino all'ultimo ho avuto paura di saltare l'appuntamento. Si perchè nei due giorni precedenti si è scatenato l'inferno: hanno impiantato il pacemaker a mio padre e la mia collega ha avuto un lutto per cui c'era il problema che martedì non c'era nessuno a garantire il normale svolgimento del lavoro d'ufficio. Insomma un casino che per fortuna si è risolto. Maurizio come al solito è stato un padrone di casa di primordine, ci ha messo subito a nostro agio complici Gianni, Flo, Aurelio, Francesco e Simona che ho conosciuto per la prima volta ma che ho sentito vicini come vecchi amici. Anche il tempo ha fatto la sua parte, due o tre gocce ogni tanto per rammentarci che anche il paese do' sole subisce gli influssi dell'anticiclone delle Azzorre, ma per il resto un cielo carico di azzurro e un'aria frizzantina che saliva dal mare. Alla fine questa giornata è stata l'unico raggio di sole della settimana che sta per concludersi e di questo ringrazio Laura, Maurizio e la buona sorte che ci ha tenute per mano.
Un saluto a tutti voi.
Lory
Un saluto a tutti voi.
Lory
mercoledì 12 gennaio 2011
11/1/11: due scrittrici romane al Vomero tra Gps e "graffe" calde
Era da tempo che io e Lory non ci concedevamo un'uscita fuoriporta in tandem, senza mariti e fidanzati al seguito. L'occasione ce l'ha fornita la presentazione napoletana del nostro FIUME PAGANO presso la libreria Loffredo, al Vomero. Cosi' ci siamo messe in macchina (la mia mitica e francesissima Lulu') e siamo partite alla volta di via Kerbaker numero 21. Ora dovete sapere che Napoli e' citta' che spaventa l'automobilista non autoctono (credo lo stesso sia per Roma, ma io a Roma ci vivo e quindi...). L'impianto urbanistico e' creativo al massimo, le strade ampie si alternano ai vicoletti ammazzacarrozzeria, i sensi unici somigliano alle scale magiche di Hogworth (nel senso che cambiano posto godendo di volonta' propria) e il parcheggio e' utopia pura. Pero' il rientro in treno, dopo le 20, sarebbe stato problematico e io sono stata omaggiata a Natale di un supertecnologico ed economicissimo Nokia dotato di navigatore satellitare, quindi abbiamo impugnato il coraggio a quattro mani, ci siamo informate sui garage per il parcheggio giornaliero in zona e via. Il Gps e' stato attivato in prossimita' dell'imbocco della tangenziale di Napoli e la sottoscritta (che ama la tecnologia ma non si fida fino in fondo) si era gia' documentata sull'uscita piu' adatta: numero 9, Vomero. Manco a dirlo la voce flautata del navigatore ci comunica di prepararci all'uscita: Arenella. Panico. Come Arenella? Forte di leggende metropolitane su automobilisti che si son fidati del Gps e stanno ancora vagando in esotici limbi pluridimensionali, mi giro a Lory: "Che faccio? Mi fido?"
Lory e' fatalista e comunque non le do il tempo di rispondere: o si imbocca l'uscita o ci si schianta sul guardrail in un coro di clacson. Si imbocca. Fa uno stranissimo effetto dipendere in toto da una voce virtuale che ti guida con piglio sicuro su strade che ti sono totalmente sconosciute. Tra uno "svoltare decisamente a sinistra" (che vuol dire fare inversione) e "alla rotatoria prendere la terza uscita" (che vuol dire fidati, perche' il navigatore i sensi unici non li conta proprio), la voce ci porta dritte dritte a via Kerbaker e il fato ci sorride con un posto libero sulle strisce blu. Il tempo di scoprire che a Napoli il parcheggio piu' si protrae, piu' costa e ci si dedica a una passeggiata in zona shopping (via Alessandro Scarlatti). Ci dicono che uno dei salotti buon di Napoli, i saldi impazzano ma Laura e Lory sono tipe anomale e la vetrina dalla quale non riescono proprio a staccarsi e' quella di una pasticceria. La merce esposta ci appare irresistibile. Lo spiedino di "bombe" alla crema e al cioccolato con colata di Nutella ci tenta. Resistiamo? Resistiamo... cinque minuti circa. Poi torniamo sui nostri passi e chiediamo l'articolo piu' dietetico. "Due ciambelle", dice Lory. "Due graffe", la corregge serio il pingue pasticcere. Chiamale come ti pare, mi viene da pensare mentre al primo morso subisco un'estasi delle papille gustative. "Ma sono calde", dice Lory. "Sono sempre calde", ribadisce severo il pasticcere. Ed e' con la faccia spolverata di zucchero e la bocca ancora in trip da "graffa" che ci troviamo ad accogliere gli amici napoletani sulla soglia di Loffredo. In vetrina le copie di FIUME PAGANO sono vicine al capolavoro di Maurizio De Giovanni "Il giorno dei morti". La foto e' d'obbligo. Poi Maurizio arriva e con lui Aurelio, Francesco, Enza, Floriana, Simonoir, Gianni... Siamo in tanti e Maurizio comincia a parlare del nostro romanzo con parole che sono dolci quanto le "graffe" e in compenso non ingrassano per niente. E' stata una bella presentazione, abbiamo firmato le copie, ci siamo trovate tra amici che non ringrazieremo mai abbastanza. Fiduciose nel potere magico del Gps, torniamo da Lulu' senza alcun dubbio sul rientro a Roma. Ma il navigatore ci comunica che, per quel che ne sa lui, ci troviamo esattamente al largo di Marechiaro, in pieno golfo di Napoli. Panico! Cercando di farci riacchiappare dal Gps ci spostiamo e solo a piazza Vanvitelli il satellite ci aggancia, pronto a riportarci a casa in una notte buia e tempestosa.
Laura
p.s. questo e' il mio resoconto. A breve la trasferta napoletana secondo Lory
Lory e' fatalista e comunque non le do il tempo di rispondere: o si imbocca l'uscita o ci si schianta sul guardrail in un coro di clacson. Si imbocca. Fa uno stranissimo effetto dipendere in toto da una voce virtuale che ti guida con piglio sicuro su strade che ti sono totalmente sconosciute. Tra uno "svoltare decisamente a sinistra" (che vuol dire fare inversione) e "alla rotatoria prendere la terza uscita" (che vuol dire fidati, perche' il navigatore i sensi unici non li conta proprio), la voce ci porta dritte dritte a via Kerbaker e il fato ci sorride con un posto libero sulle strisce blu. Il tempo di scoprire che a Napoli il parcheggio piu' si protrae, piu' costa e ci si dedica a una passeggiata in zona shopping (via Alessandro Scarlatti). Ci dicono che uno dei salotti buon di Napoli, i saldi impazzano ma Laura e Lory sono tipe anomale e la vetrina dalla quale non riescono proprio a staccarsi e' quella di una pasticceria. La merce esposta ci appare irresistibile. Lo spiedino di "bombe" alla crema e al cioccolato con colata di Nutella ci tenta. Resistiamo? Resistiamo... cinque minuti circa. Poi torniamo sui nostri passi e chiediamo l'articolo piu' dietetico. "Due ciambelle", dice Lory. "Due graffe", la corregge serio il pingue pasticcere. Chiamale come ti pare, mi viene da pensare mentre al primo morso subisco un'estasi delle papille gustative. "Ma sono calde", dice Lory. "Sono sempre calde", ribadisce severo il pasticcere. Ed e' con la faccia spolverata di zucchero e la bocca ancora in trip da "graffa" che ci troviamo ad accogliere gli amici napoletani sulla soglia di Loffredo. In vetrina le copie di FIUME PAGANO sono vicine al capolavoro di Maurizio De Giovanni "Il giorno dei morti". La foto e' d'obbligo. Poi Maurizio arriva e con lui Aurelio, Francesco, Enza, Floriana, Simonoir, Gianni... Siamo in tanti e Maurizio comincia a parlare del nostro romanzo con parole che sono dolci quanto le "graffe" e in compenso non ingrassano per niente. E' stata una bella presentazione, abbiamo firmato le copie, ci siamo trovate tra amici che non ringrazieremo mai abbastanza. Fiduciose nel potere magico del Gps, torniamo da Lulu' senza alcun dubbio sul rientro a Roma. Ma il navigatore ci comunica che, per quel che ne sa lui, ci troviamo esattamente al largo di Marechiaro, in pieno golfo di Napoli. Panico! Cercando di farci riacchiappare dal Gps ci spostiamo e solo a piazza Vanvitelli il satellite ci aggancia, pronto a riportarci a casa in una notte buia e tempestosa.
Laura
p.s. questo e' il mio resoconto. A breve la trasferta napoletana secondo Lory
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