Vi avviso, trattasi di post autoreferenziale, quindi potete evitare di leggerlo. Io pero' ho un riflessione da fare. Mi capita sempre piu' spesso, parlando con colleghi, amici, parenti e conoscenti, di sentirmi dire queste quattro parole, anzi, sei: si', ma tu non fai testo.
E allora mi piace riassumere le cose per cui, a detta di tutti, io non faccio testo:
- mai comprato un giornale o un libro per la copertina (ma non faccio testo);
- mai provata invidia per il successo di uno scrittore, amico o nemico che sia (ma non faccio testo);
- ritengo che l'alternanza delle stagioni sia essenziale per goderne al meglio (ma non faccio testo);
- ritengo che il sacrificio sia, in ogni campo, giusto viatico al conseguimento dei propri obiettivi (ma non faccio testo);
- mai usate le cosiddette armi femminili per farmi strada nella vita (ma non faccio testo);
- mai chieste o ricevute raccomandazioni sul lavoro (ma non faccio testo);
- ritengo che pagare le tasse sia giusto, necessario, anche bello si' (ma non faccio testo);
Potrei continuare, ma avete capito il concetto. E questo essere messa sempre fuori categoria non e' gratificante, perche' dietro il "tu non fai testo" c'e' un evidente sarcastico commento il cui significato spazia da "ma a chi vuoi darla a bere" a "povera mentecatta". Dice: va beh, ma a te che ti importa? A pensarci bene, niente. Ma anche in questo io non faccio testo.
Laura
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venerdì 3 febbraio 2012
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