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mercoledì 6 aprile 2011

I miei articoli per "La Sesia": Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani

Nel 1823 Giacomo Leopardi scriveva un libretto intitolato “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani”. Non una delle sue opere più importanti e sarebbe difficile ricordarsene se non ci fosse la Rete con la sua ricchezza di stimoli. Merito del blog principessasulpisello.wordpress.com se siamo qui a riflettere sulle parole del poeta di Recanati. A partire dalla data di pubblicazione: 1823. Siamo ben lungi dalle guerre risorgimentali. L’Italia è ancora solo un’espressione geografica, eppure Leopardi si sofferma sui “costumi degl’italiani”, dando chiara risposta a quanti, ancora oggi, contestano l’esistenza di un popolo italiano propriamente inteso. Gli italiani esistevano ben prima che si compisse l’Unità. Era la cultura a unirli, la storia comune, la lingua. Ma Leopardi non ci risparmia nulla. Non a caso negli anni dal 1823 al ‘28 tralascia i versi e si dedica a raccogliere pensieri e idee sulla società dell’epoca. E scrive nel Discorso: “Gl’italiani posseggono l’arte di perseguitarsi scambievolmente […] con le parole, più che alcun’altra nazione. Il “persifflage” (la presa in giro) degli altri è certamente molto più fino, il nostro ha spesso e per lo più del grossolano, ed è una specie di “polissonnerie” (buffoneria), ma con tutto questo io compiangerei quello straniero che venisse a competenza e battaglia con un italiano in genere di “raillerie” (derisione). I colpi di questo, benché poco artificiosi, sono sicurissimi di sconcertare senza rimedio chiunque non è esercitato e avvezzo al nostro modo di combattere.” La prosa è datata, ma il succo del discorso è evidente e Leopardi ci tiene a renderlo ancora più chiaro quando scrive che gli italiani “passano il loro tempo a deridersi scambievolmente, a pungersi fino al sangue. Come altrove è il maggior pregio il rispettar gli altri […] così in Italia la principale e la più necessaria dote di chi vuol conversare, è il mostrar colle parole e coi modi ogni sorta di disprezzo verso altrui, l’offendere quanto più si possa il loro amor proprio…” Era il 1823. L’Italia di fatto non esisteva. Eppure gli italiani (non bisognosi, ci tiene a precisare Leopardi, perché i poveri avevano ben altri pensieri) esibivano già, conclamato, quel modo di essere che oggi tocchiamo quotidianamente con mano. Il disprezzo dell’opinione altrui, della sensibilità altrui, dell’autorità. Il cicaleccio costante dei salotti televisivi ci ha abituati alla rissa verbale. Ci piace seguire gli scontri di un manipolo di morti di fama su una spiaggia caraibica o lo spettacolo di arte varia di ragazzotti anonimi chiusi in una casa a dar sfoggio delle proprie miserie. Riconosciamo in loro la parte peggiore di noi stessi. Ma ora che non c’è più un Giacomo Leopardi a sbatterci in faccia ciò che siamo, vale la pena chiederci se sappiamo ancora trasalire quando un ministro della Repubblica insulta pubblicamente la seconda carica dello Stato. E trarre dalla risposta le dovute conseguenze.
Laura Costantini

martedì 29 marzo 2011

Oggi sulla Sesia: E bravo chi capisce dove finisce lo spettacolo e inizia la realta'

Altro che Grande Fratello. Nell’epoca del reality-show la televisione travalica lo schermo e contamina la vita reale. O forse è la realtà che non è più tale. Mentre i notiziari sono giustamente concentrati sulla situazione in Libia e sulle conseguenze del catastrofico terremoto giapponese, nell’ultima settimana abbiamo assistito a un gioco di scatole cinesi televisive che rischia di confondere non poco i telespettatori. Per chi non lo sapesse è in corso, con alterne vicende di ascolti, l’ottava edizione dell’Isola dei Famosi, il reality show condotto da Simona Ventura. Ora succede che, visto il gradimento in ribasso, la Ventura decide di metterci del suo e, approfittando degli impegni della Nazionale (e quindi della pausa del campionato di calcio), può saltare la messa in onda di “Quelli che il calcio…” per togliersi la soddisfazione di “naufragare” a propria volta in Honduras. D’altronde, e anche questo non siete tenuti a saperlo, Simona non ne ha mai fatto mistero: non dovesse condurla (e non cederebbe la conduzione a niente e nessuno), l’Isola vorrebbe viverla da concorrente. Ovvio che resterà lì il minimo indispensabile per farsi vedere in bikini e dispensare ai concorrenti in crisi (glicemica, più che altro) il suo ormai leggendario e onnicomprensivo consiglio: approfitta della vetrina, che quando ti ricapita più? Vale anche per lei. Mentre scriviamo la Ventura è in viaggio per l’Honduras con la consapevolezza che la fortuna aiuta gli audaci. E la fortuna, nel caso specifico, si chiama Fabrizio Corona. Il controverso personaggio, noto per le vicissitudini legali, gli eccessi e il tiramolla con Belen Rodriguez, lo scorso venerdì 25 marzo è piombato in casa della ex-suocera ed ha prelevato, senza averlo concordato con l’ex-moglie Nina Moric, il proprio figlio Carlos Maria. Caso vuole che Nina Moric non fosse presente perché è una delle concorrenti dell’Isola dei Famosi. A convincerla a lasciare il figlio di otto anni alle cure della nonna un compenso, pare, di 200mila euro e la volontà di tornare sui piccoli schermi dopo un periodo di oscuramento professionale e personale. Considerazioni che, ne siamo certi, passeranno immediatamente in secondo piano quando Simona Ventura in carne e ossa le comunicherà il proditorio evento ai danni di Carlos Maria. Danni per modo di dire perché il settimanale “Oggi” sostiene che Fabrizio Corona avrebbe preso figlio e fidanzata e sarebbe partito alla volta di Eurodisney. Fidanzata? Sì, perché Belen, dopo aver pubblicamente dichiarato che Fabrizio non faceva più parte della sua vita, avrebbe avuto l’ennesimo ritorno di fiamma. Incurante delle conseguenze professionali. Non è un segreto infatti che il suo manager le avesse caldamente consigliato di chiudere con Corona. Riusciamo a immaginare cosa succederà quando Nina Moric verrà messa al corrente di tutto ciò? Noi no, ma la Ventura versione naufraga ce l’ha chiarissimo. E le coincidenze diventano sospette.
Laura Costantini