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mercoledì 24 aprile 2013

Sta arrivando la nostra prima produzione erotica


Tre racconti, quattro autrici. Francesca Mazzucato, una che di eros se ne intende, l'ideatrice del progetto, la direttrice della collana. MariaGiovanna Luini, una che SA di donne. E poi noi due che non ci volevamo mica credere quando ci è stato proposto di partecipare. Noi che ci siamo chieste, in tutta sincerità, ma saremo capaci? Noi che, con l'incoscienza che ci contraddistingue, abbiamo comunque deciso di provarci. Ebbene, questo e-book sta per vedere la luce e solo i lettori, che speriamo siano tanti, sapranno dirci se la fiducia di Francesca era ben riposta. Restate sintonizzati.

lunedì 17 dicembre 2012

Cronisti cronici apocalittici (non pervenuti): Luca Fadda


Dice di sé: Luca Fadda (LFK), nasce il 20/10/1974 a La Maddalena. Vive a Gonnosfanadiga, dove è marito e padre. Dopo gli studi tecnici, in ragioneria, e l’abilitazione come Consulente del Lavoro, lavora dal 1996 nel campo della consulenza del lavoro e intraprende, nel 2005, l’attività di libero professionista.
A fine 2010 abbandona la sua attività per motivi personali e si dedica all’arte, prediligendo la scrittura tra questa, la musica e il disegno.
A fine 2011 conclude la sua prima raccolta di racconti, intitolata “La prigione delle paure”, edita dalla casa editrice (NOEAP) Nulla Die nel mese di Aprile 2012. Il genere verte sul paranormale, l’horror, l’assurdo, essendo i racconti di varie provenienze.
Attualmente sono in lavorazione un romanzo completo presso la casa editrice, di genere noir, e un nuovo romanzo a tinte comunque noir.

Diciamo di lui: E' l'autore che non c'è. Il suo racconto "Il pulsante rosso" si è battuto fino alla fine per il ripescaggio e per un solo voto mancante non è entrato nell'antologia. Come a dire che "per un punto Luchin perse la fine del mondo". Resta il fatto che è un animatore del gruppo dedicato alle Cronache su Facebook e che il suo racconto, surreale e ironico, meritava di più. Avrete presto modo di leggerlo (se Luca è d'accordo) su questo blog e proprio in occasione della data fatidica. Come a dire che una risata ci salverà dalle profezie menagrame.

p.s. a proposito di data fatidica, il 21 dicembre prossimo, ore 18,30, presso il centro culturale "Elsa Morante" (Roma, zona Laurentina) si terrà la megasupergalattica presentazione delle Cronache dalla fine del mondo. Chi non verrà, avrà perso un'occasione per divertirsi. Forse l'ultima... Hihihihihihihihihihih!

lunedì 10 dicembre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Stefano Olivieri

Dice di sé: Mi chiamo Stefano Olivieri, ho 61 anni e lavoro nella pubblica amministrazione. Sposato con Eugenia e con un figlio, Francesco.
Mi piace leggere e scrivere da sempre. Scrivo per passione e ho pubblicato un romanzo in ebook con la società editrice Dante Alighieri nel gennaio del 2012 (Il segreto di casa Tindamo).
Inoltre curo vari blog, fra i quali cito http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it
E ho molti romanzi nel mio scaffale di inediti, mai pubblicati per diffidenza verso il mondo editoriale.
Poi, come accade spesso, in vecchiaia uno ci ripensa. Li trovate qui: http://www.calameo.com/subscriptions/1158821
Partecipo a questo concorso con un racconto particolare, una storia minima, un frame di ciò che potrebbe accadere.

Diciamo di lui: A Roma lo definiremmo uscito dalla porta e rientrato dalla finestra. Il suo racconto, pur con qualche perplessità, non superò la prima selezione. Pubblicato sul gruppo delle Cronache, però, piacque agli altri autori e, quando lanciammo (molto cinicamente e televisivamente) il ripescaggio, ottenne una specie di plebiscito. Per cui il suo "Lui tornava a casa" è il 25simo racconto della raccolta. Cronista cronico apocalittico e iperattivo, di sicuro ha animato il gruppo con un pizzico (ma giusto un pizzico, eh! ;-) ) di egocentrismo. Ma a lui dobbiamo lo schioppettante book-trailer dell'antologia:


Come non perdonarlo?

lunedì 3 dicembre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Enrico Gregori

Dice (poco) di sé: Nato a Roma nel 1954. Giornalista professionista dal 1983, si è sempre occupato di cronaca nera. Attualmente è caposervizio a Il Messaggero di Roma. È autore di quattro romanzi thriller: Un tè prima di morire (Bietti Media, 2007), Doppio squeeze (Bietti Media, 2008), Le mille facce della morte (Historica Edizioni, 2010), Il percorso degli incubi (Azimut, 2010). Ha inoltre pubblicato il racconto lungo Cinque verticale (Senzapatria, 2010) e alcuni racconti in varie antologie.
Diciamo di lui: Come rompe le balle lui, nessuno mai. E potrebbe essere la sua epigrafe. Scontroso, sarcastico, cinico, criticone (se direbbe a Roma) a prescindere. Potrebbe sembrare il fratello maggiore di Giovanni Stoto, messa così. Poi però scrive (oddio, pure Stoto) e gli si perdona tutto (a Stoto no, diciamocelo). Il suo racconto "Il pranzo di ringraziamento" è... lo scoprirete leggendolo. Uno dei racconti più originali mai pervenuti. Forse il più originale in assoluto.

lunedì 26 novembre 2012

Cronisti cronici apocalittici (incogniti): Ulissa Erre

Disse di sé: Ho scelto di chiamarmi Ulissa Erre. Altezza 1.55 per 58 kg.
Possibilista, curiosa, lettrice accanita e onnivora, da sempre cerco di esplorare i territori dell’anima e della psiche in modo trasversale, in bilico fra scetticismo e fantasia. Non mi precludo alcuna strada con la speranza di incontrare, un giorno, il divino, la piccola particella di Dio che scorazza nell’Universo. Ambizione assurda, certo, ma si deve pur avere uno scopo nella vita.
Spero che l’umanità rinsavisca e la smetta di sentirsi in diritto di distruggere il pianeta e gli altri viventi. Perciò tifo per gli animali e per la Terra che ci subiscono, incolpevoli. Dovesse continuare così, specie in Italia, con i disastri ambientali e tutto il resto, altro che profezia Maya. Ci vorrebbe davvero un Dio biblico. Anzi, due.
Penso che più importanti di me, siano le parole, i concetti. Perciò preferisco sia il mio scritto a essere in primo piano, se dovesse piacere.
Diciamo di lei: Il racconto "Fine del mondo in 3D" ci piacque, anche se gli occhialetti per la visione non ce li ha forniti. Se dovessimo indire un concorso sull'autrice più misteriosa lo vincerebbe senza ballottaggio. Nonn sappiamo chi sia, dove sia, che faccia. Dice che verrà a una qualche presentazione, senza specificare quale. Di sicuro non è lei il misterioso scrittore Rizzoli Perboni. Tutto il resto è... Mistero (e qui parte la canzone di Enrico Ruggeri)

sabato 17 novembre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Donatella Righi

Dice di sé: vive da sempre in provincia di Reggio Emilia, a ridosso del fiume Po, per il quale nutre un’infatuazione inesauribile pur sognando costantemente esperienze in altri lidi. 
Svolge la professione di insegnante presso una sperduta scuola primaria di campagna, dove è ancora possibile fare capriole in giardino e andare in cerca di girini e tritoni nei canali,  oltre che imparare a leggere, scrivere e far di conto.
Scrive pigramente racconti che poi abbandona nei cassetti o negli interstizi del computer, finché, pungolata da amici, non decide di arieggiarli offrendoli in lettura.
Le piace scrivere in modo cooperativo avvalendosi di altre mani, quattro ma finanche 26, e con queste ultime ha partecipato alla stesura di un romanzo collettivo, “Malta femmina” Ed. Zona, scritto esclusivamente attraverso scambi di posta elettronica con 13 donne sconosciute, disseminate in tutta Italia. Alcune sue poesie sono contenute in raccolte di vari editori (Perrone, Aletti) e collabora più o meno attivamente con il lit-blog  “Viadellebelledonne”.
Diciamo di lei: Misteriosa e sfuggente e in questo non è certo sola nel gruppo dei 25 autori delle Cronache dalla fine del mondo. Di sicuro il suo "Sole notturno" splenderà alto nei cuori e nelle menti dei lettori prossimi venturi, spandendo raggi di pessimismo cosmico su ciò che ci aspetta dopo la data fatidica. Resta la curiosità di capire come sia possibile scrivere un romanzo a 26 mani a botte di e-mail e (lo diciamo forti dell'esperienza da giurati di questa selezione) non a botte di mazza da baseball.

venerdì 9 novembre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Vito Ferro

Dice di sé: Vito Ferro è nato a Torino, dove vive, nel 1977.
Autore di “L’ho lasciata perché l’amavo troppo” (Coniglio editore, Roma), “Condominio reale” (Edizioni di Latta, Milano), “Mentre la luce sale” (Lietocolle, Como). In uscita “Festival Maracan
ã” (Las Vegas edizioni, Torino).
E’ presidente e fondatore dell’Associazione Ombre.
Vive di espedienti, è felice.

Diciamo di lui: Che è felice si vede dalla sottostante foto:
notare la collana hawaian style, l'aria da turista del caso, la cresta smosciatella e il cerchietto al sopracciglio che richiama una recente pubblicità della Settimana Enigmistica. Avete presente quei tizi che, per avviare il cervello dovevano tirare la cordicella... ecco, per dire.
Ma non lasciatevi ingannare perché ha una vena polemica inesauribile e un scrittura efficace. Il suo racconto "La rivoluzione" riconciliò noi giurati perfidi e bistrattati con le Cronache dalla fine del mondo, convincendoci a non suicidarci su una pira di file disperanti.
Per inciso "Festival Maracana" (Las Vegas Edizioni) dovrebbe essere su piazza, se non vado errata. E credo valga la pena leggerlo... nonostante quell'inguardabile ghirlanda fluo O.o

martedì 6 novembre 2012

La prima recensione per il nostro Carne innocente

La prima cosa che salta agli occhi di "Carne innocente" è la precisione con la quale vengono descritti episodi e contesti del passato così come luoghi e particolari del presente. Potrebbe sembrare un dettaglio ininfluente, mentre invece impreziosisce la struttura del racconto. Un racconto che, in questo caso, viaggia su due piani paralleli: il rastrellamento degli ebrei da parte dei nazisti e la vicenda investigativa ai giorni nostri. Premetto che ho sempre avuto una idiosincrasia per i romanzi basati su più storie che si intersecano. Ma in "Carne innocente" avviene una separazione temporale ben definita pur conservando il filo ideale e necessario alla storia. In sostanza il lettore non dovrebbe fare sforzi nel riuscire a seguire entrambi i "tronconi" del romanzo. Credo che a Laura e Lory abbia giovato molto il fatto di essere innanzitutto delle lettrici "forti" e aver appreso (come giusto che sia) come rendere scorrevole anche una storia basata su un intreccio complesso. Peraltro la complessità è davvero limitata, visto che i personaggi si confrontano più volte a ripercorrere le tappe investigative in modo da accompagnare il lettore fino alla conclusione. Anche il linguaggio aiuta. Non c'è esasperata ricerca linguistica e stilistica che, a volte, serve a camuffare l'assenza di contenuto. In "Carne innocente", piaccia o meno, la storia c'è e il modo migliore per raccontarla è l'esposizione lineare e la scioltezza dei dialoghi. La linearità, se posso fare una personalissima e minuscola critica, talvolta porta le autrici all'utilizzo di cliché un po' abusati. Ma, essendo questa una sensazione puramente soggettiva, è possibile che anche certi passaggi possano colpire l'immaginario collettivo. Avendo letto anche "Fiume pagano", ossia il romanzo precedente della annunciata trilogia, noto un salto di qualità sia nell'elaborazione dell'intreccio quanto nei particolari che riguardano l'ambiente investigativo. Ho notato che a volte i personaggi sono un po' troppo (secondo me ovviamente) "caricati". Credo dipenda dall'affetto che le autrici hanno per i medesimi. Se alcune minuzie, che a mio sommesso parere ritengo evitabili, verranno sottoposte a una attenta revisione, c'è da attendere il terzo romanzo della trilogia con grandissima curiosità.

Enrico Gregori

domenica 4 novembre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Fabrizio Billero e Davide Belgradi

Dicono di sé: 

Fabrizio Billero è nato a Palermo nel 1987.
Da sempre vive a Torino, dove è laureando in Scienze Linguistiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e dove lavora come educatore in un Centro per ragazzi con disturbi dellapprendimento.
Da quasi un decennio il suo tempo libero è dedicato all'animazione e alla formazione di giovani e adolescenti del quartiere in cui abita, nella periferia sud della città.
Sogna un futuro da precario nella Pubblica Istruzione.

Davide Belgradi è nato l11 maggio del 1993.
Diplomatosi in un Istituto Professionale Commerciale, ora studia Lettere all'Università di Torino.
Onorato dall'amicizia del poeta Roberto Rossi Precerutti, suo insegnante durante lultimo anno scolastico, scopre e approfondisce la sua passione per la letteratura e per la poesia.
Troppo giovane per il futuro, sogna solo di avere diciannove anni.

Diciamo di loro: Nella foto, con la quale abbiamo lottato perché si rifiutava di essere esposta alla pubblica gogna, Billero è quello con la barbetta e Belgradi è quello con la kefiah. Sono in due, ma non scrivono insieme (prima che li torturiate con la solita domanda) perché Billero è un prosatore, Belgradi è un poeta. E nel bel racconto "Il silenzio perfetto delle ultime cose" difficile dire se sia meglio la parte in prosa o quella in poesia. Noi, per saper né leggere (come dicono tutti quelli che sono stati esclusi dall'antologia) né scrivere (come dicono tutti quelli di cui ci rifiutiamo di leggere e osannare i parti), abbiamo scritto loro in pvt. A Billero abbiamo detto che la poesia faceva pena, a Belgradi che il racconto si salva solo con i suoi versi. Così sono contenti tutti e due.

p.s. ovviamente si scherza, ma meglio chiarirlo, hai visto mai?


sabato 3 novembre 2012

Soggettiva di ZG: Quando il cielo era sempre più blu di Enrico Gregori

Conosco l'autore. Ho pubblicato e pubblico con lo stesso editore. L'editore è, anche, un carissimo amico. È giusto che lo sappiate, perché sto per scrivere una recensione assolutamente entusiastica. Sincera, ma vi dovrete fidare, viste le premesse. Non impazzivo per Rino Gaetano. Sì, Gianna, sì, Nuntereggaepiù, sì, Ma il cielo è sempre più blu. Ma non persi la testa per il menestrello in cilindro e ukulele a Sanremo. Mi dispiacque quando morì, perché era troppo giovane, perché era una morte stupida, perché non credo nel muor giovane colui che al cielo è caro. Lo conoscevo poco. Ora lo conosco come se lo avessi incontrato, frequentato, amato. L'autore questo libro non lo voleva scrivere, perché non si trattava solo di raccontare Rino, si trattava di raccontare un'amicizia di quelle che lasciano il segno. Non oso immaginare il dolore per quella notizia alla radio il 2 giugno 1981.  Eppure quel dolore c'è in queste pagine, così come c'è una dolente consapevolezza della fine. Certo, l'autore sapeva tutto mentre scriveva. Ma la consapevolezza di cui parlo serpeggia nelle parle di Rino, nei suoi silenzi, nei malumori. Senno di poi? Forzatura romanzata? Non lo direste se conosceste l'autore. Di sicuro questo libro ci restituisce Rino in una dimensione che nessuno di noi, prima, aveva avuto la fortuna di vivere. Da leggere, conservare, rileggere.

Quando il cielo era sempre più blu
Enrico Gregori
Historica Edizioni

mercoledì 31 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Mario Borghi

Dice di sé: Sono nato a Sanremo il 19 luglio 1964, dal 1989 abito a Ozieri, un paesino in provincia di Sassari. Tento di sopravvivere facendo l’imprenditore edile, sono sposato e ho una figlia nata nel 1993. Aderisco distrattamente al neomovimento culturale del “labirintismo” (www.labirintismo.it) di Max Badiali. Mi piace l’arte in ogni sua forma, leggo moltissimo (collaboro anche come lettore/valutatore volontario con alcune realtà letterarie) e a volte tento di scribacchiare qualcosa. Alcuni miei racconti appaiono su varie antologie, ma vado particolarmente fiero di “All’imbrunire”, il mio brano pubblicato su “Auroralia, un’antologia curata Gaja Cenciarelli su un’immagine di Jerry Uelsmann” (Zona Editore), e del mio pezzo “L’abbonamento alla TV”, che è stato rappresentato per quattro volte al Teatro Manhattan di Roma dalla compagnia Teatrale “GNUT Diversamente Stabili”. Sono abbastanza irriverente e anche un po’ – ma proprio poco – egoista. Tutto il resto, per me, è solo fuffa.

Diciamo di lui: Tutto il resto è noia, direbbe il Califfo. Anche perché basterebbe leggere il racconto di Mario "Initium Novi Regni Iudeorum" per capire che il soggetto in questione si posiziona a pieno diritto tra le menti più contorte e diaboliche presenti tra i magnifici venticinque. Oltretutto è uno che non le manda mai a dire e meno male che vive in sardegna, altrimenti la sua verve digitale sarebbe facilmente classificabile come propensione all'attaccabrighismo (inventato or ora e non facciamo commenti, please). Okay, adesso mi eclisso perché capace che riesca a lanciarmi una sassata direttamente da Ozieri.

domenica 28 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Roberto Riccardi


Dice di sé: Nato a Bari nel 1966, vive a Roma. Colonnello dell’Arma e giornalista, dirige la rivista Il Carabiniere. È ideatore e sceneggiatore di fumetti. Per Giuntina ha pubblicato Sono stato un numero. Alberto Sed racconta (Premio Acqui Storia 2009, finalista al Premio Narrativa per Ragazzi di “Adei-Wizo”), e La foto sulla spiaggia (2012). Nel Giallo Mondadori sono usciti Legame di sangue (Premio Tedeschi 2009) e I condannati (2012). Ha appena dato alle stampe per E/O collana Sabot/Age Undercovered. Suoi racconti sono presenti in antologie del Giallo Mondadori, del premio GialloLatino e dell’editore Hobby & Work Publishing.

Diciamo di lui: Possiamo sbizzarrirci ben poco, visto il personaggio e il grado. Capace che ci fa scattare tutti sugli "At-tenti". Però di buono ha che apprezza il nostro carabiniere di fantasia, Quirino Vergassola, e le sue avventure. Non solo, il racconto che ha scritto per le Cronache, ovvero "Lettera per Vostro Onore" è stato una vera sorpresa. Da un giallista come lui ci aspettavamo tutt'altro tema. E invece...

sabato 27 ottobre 2012

Era una notte buia e tempestosa


Era una notte buia e tempestosa. Non se ne abbia a male Snoopy se osiamo utilizzare il suo mitico e mai eguagliato incipit, ma questa volta ci sta tutto. Dunque, era una notte buia e tempestosa, una notte di allerta meteo quella di ieri. A Roma si era fermata pure la metro per la paura di finire allagata. Eppure due avventurose signore osarono mettersi in macchina insieme al cavalier Stoto, recuperato in un pomeriggio di traffico in tilt, manifestazioni e mezzi pubblici in panne. Un pomeriggio ancora non proprio buio, ma di sicuro tempestoso. Com'è come non è le nostre, più il loquace cavalier Stoto, si mettono in macchina incuranti dell'ira celeste. Anzi, dell'ira blu scuro tendente al nero, e affrontano la famigerata e temibilissima Pontina. Tra spruzzi di pioggia, proclami apocalittici alla radio e telefonate preoccupate di tutti i parenti e gli amici vicini e lontani. Insomma bomba o non bomba (d'acqua) avrebbe detto Venditti, arrivano a Latina. Breve pit stop nella Stoto house, quindi raggiungimento della Rosa del deserto, associazione culturale. Neanche il tempo di entrare che le preghiere della Protezione civile e del servizio meteo nazionale ottengono ascolto. E si scatena l'inferno. Ma dentro le nostre temerarie scrittrici snobbano la furia degli elementi, mangiano un'ottima pizza, chiacchierano convivialmente con le organizzatrici della trasferta in Agro pontino, Elisabetta e Silvia, ovvero Goodmorning Italia, quindi presentano il loro "Le colpe dei padri". Dice: ma non è un libro vecchio? Sì, ammesso che i libri possano mai invecchiare. È uscito nel 2008 con Historica che era ancora un abbozzo nella mente di Francesco Giubilei. Eppure. Eppure ieri sera, complici un pubblico attento (coraggiosissimi, anche loro), le domande di Silvia ed Elisabetta, la musica dei Trumpers e i brani scelti per le letture... Beh, ancora una volta quel romanzo, quella saga familiare, ci ha costrette a dichiararci orgogliose di averlo scritto. La chiusura della serata con un bellissimo arrangiamento dei Trumpers dell'immortale Halleluja di Leonard Cohen, ci ha portate per mano fuori della Rosa del deserto. E aveva smesso di piovere. Il ritorno a casa è stato accompagnato da spruzzi di pioggia lieve, sprazzi di cielo stellato e flash di saette in lontananza a indicare la strada per Roma. Una serata bellissima.

mercoledì 24 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Carlo Vecchiarelli

Dice di sé: ventottenne umbro, studente in Chimica all’Università di Perugia. Amante di quella letteratura che non lascia i denti bianchi, appassionato di cinema d’autore e linguaggio cinematografico, di arte contemporanea e moderna.
Scrivo racconti per piacere, consapevole di dover passare prima o poi a qualcosa di più impegnativo. Questo è il primo tentativo di promuovere e pubblicare ciò che scrivo.
Nel tempo libero mi dedico a recensioni cinematografiche, sceneggiature, progetti artistici disparati (attualmente installazioni sul concetto di croce e l’influenza del simbolo nell’affermazione di un’idea nella società). Credo fermamente che, nel mondo d’oggi colpito da una crisi decadente che coinvolge molti aspetti, l’artista o potenzialmente tale abbia il dovere di veicolare quanto più possibile delle idee e dei messaggi che smuovano le coscienze, allontanandole dall’egoismo apatico e profittatore tipico della cultura del nuovo millennio.

Diciamo di lui: Sarà per assonanza con il nome, sarà per il tipo di racconto inviato, ma ce lo figuravamo moooolto più vecchio di come si dichiara. Notato che non abbiamo scritto "di come è"? Perché il tipo ama mantenere il mistero, come appare evidente dalla lapide... pardon, dalla foto che ha voluto a illustrazione del post a lui intestato. Ergo, come facciamo noi ad affermare che veramente trattasi di ventottenne umbro? Quello che possiamo affermare senza tema di smentite è che il suo racconto "Alla fine sempre in coda" detiene il primato del più cervellotico dell'antologia. Aspettiamo i commenti dei lettori per sapere se cervellotico attenga alla categoria del positivo o a quella del negativo.
p.s. Se il Vecchiarelli pensa che esporre la propria faccia possa essere pericoloso, chi siamo noi per non avvertire CIA, FBI, MI5 e James Bond che siamo in possesso del suo cellulare? Come dite? L'apparecchio si autodistruggerà dopo il primo squillo? Beh, allora speriamo che non lo tenga all'orecchio mentre, in coda, attende la fine del mondo.

lunedì 22 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Alexia Bianchini

Dice di sé: Con CIESSE edizioni ha pubblicato MINON, romanzo Dark Fantasy. Con Linee Infinite il romanzo Scarn, la nuova era dei vampiri.
I racconti Ali lacerate e La sposa putrescente sono pubblicati nelle antologie di Del Miglio editore. Avarice lo trovate sull’antologia Del Vizio e della Virtù, Diamond editrice. Il cuore di Maya, nell’antologia I vampiri non esistono, Domino edizioni.
Con le Edizioni Scudo è disponibile in e-book Superciccio & Sisters, il racconto La danzatrice di spade nel volume n.2 di Mahayavan,  Fata a vapore in Vapore Italico, le graphic-novel de La principessa del Deserto Sefoxirya, il racconto Unità d’Italia in Robot.ITA01 e No One sull’antologia Iustitia Mortis.
Con GDS Edizioni ha pubblicato l’antologia SYMPOSIUM, di cui è curatore e in e-book le novelle Sibilla, visioni di morte e Il cerusico.
Selezionata per il concorso Terre di Confine con il racconto Invalicabile, nel concorso steampunk per Scrittevolmente.com e con un racconto horror per Asylum 100.
Con EDS ha pubblicato la raccolta  Alter Ego, e sono usciti tre racconti di fantascienza.
Editor, curatore di collana per Ciesse Edizioni, direttore del  webmagazine Fantasy Planet e direttore editoriale della Lite-editions.

Diciamo di lei: Intanto che la bio non è una bio, ma una scheda editoriale dove la fulva fanciulla dal fiero sguardo dimostra di volerci tenere all'oscuro di tutto quanto esuli dalle sue attività narrative. Però, a leggere il suo racconto "Il mondo di sotto", uno dei più duri tra i venticinque, si capisce che lo sguardo non è fiero solo in fotografia e che la foto è di profilo magari per non mostrare una dentatura sospetta. D'altrone una che intitola racconti, come da biografia, La sposa putrescente, Fata a vapore o Ali lacerate dà da pensare. E se la guardate bene, potrebbe essere uscita pari pari da un film din Tim Burton, quelli con la stop-motion e i personaggi di plastilina. O no?

giovedì 18 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Marco Proietti Mancini

Dice(va) di sé: Romano del 1961. Vive di lavoro e di stipendio in una multinazionale dell’informatica e si diverte, da sempre, scrivendo. A scrivere più seriamente ha iniziato tardi, nel 2009, con la pubblicazione del primo romanzo “Da parte di Padre”.
Da allora in poi collaborazioni, recensioni, partecipazione a eventi e prefazioni per pubblicazioni di altri. Adesso è in attesa di pubblicare il secondo romanzo, seguito del primo, e poi ci sono già pronti un altro romanzo e una raccolta di racconti. In mezzo a tutta questa frenesia, ovviamente, continua a campare del lavoro e dello stipendio della multinazionale. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire, nel caso dei malati di scrittura non muore proprio mai.

Diciamo di lui: Nel frattempo ha pubblicato la raccolta di racconti (o romanzo emozionale) "Roma per sempre" (Edizioni della Sera) ed è esploso. In tutti i sensi. Viaggia in tutta Italia, manco fosse Renzi alle primarie. Spamma a diluvio al punto che Alemanno e Gabrielli danno allerta meteo un giorno sì e uno no. Ha capito che scrivere gli compete e sta alleprato per i prossimi dodici romanzi. Non siamo certi che, in questa orgia letterario-narcisistica, riusciremo ad averlo con noi nella presentazione romana delle Cronache. Sta di fatto che il racconto "Ogni venerdì" merita a prescindere dal fatto che lui ci abbia fornito una foto decisamente fuori fuoco, sia carico di braccialetti e anelli che neanche Fabrizio Corona e si emozioni come un pupo a ogni presentazione.

lunedì 15 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Francesca Montomoli

Dice di sé: Nata a Grosseto nel 1958, vive in Toscana sua terra d’origine.
Appassionata di arte,  letteratura e Formula1, nel 2010 partecipa al Torneo Letterario IoScrittore classificandosi fra i semifinalisti con il romanzo Una stanza vuota, edito nel 2011 nella sua forma definitiva da Sangel Ed. 
Come autrice di racconti è stata pubblicata sul quotidiano Il Tirreno e nelle antologie della II-III-IV e V edizione di Incipit d’Autore – Giulio Perrone Ed.
Come autrice di versi è stata pubblicata nell’antologia del Premio Intern. Mario Luzi 2011.  Finalista nel concorso “Diventa scrittore con Gente”.
Terza classificata nel Premio Intern. Fortunato Pasqualino 2011 – sez. narrativa (con pubblicazione)
Seconda classificata nel Premio Nazionale di Poesia e Fotografia Opera Prima 2012 con la poesia Alluvioni e menzione d’onore con la poesia Campi d’Africa. (con pubblicazione)

Diciamo di lei: Visto che biografia professionale? Uno legge una cosa così e si aspetta un personaggio a dir poco paludato. Poi abbiamo imparato a conoscerla dai suoi interventi sul gruppo delle Cronache, e abbiamo scoperto che è una pazza scatenata che invece di una tastiera, davanti al computer tiene un volante da F1 e combatte contro se stessa per battere i propri record su tutte le piste da GP del mondo. Non solo, il suo racconto "Uguale per tutti" è stato tra quelli che hanno convinto la giuria con tanto di ola. E per finire, se non avessimo letto la sua data di nascita sulla bio, saremmo rimasti convinti di essere davanti a una max trentenne talentuosa.

venerdì 12 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Marco Sisi

Dice di sé: (Livorno 11/05/1957 ore 07:30, per cui Toro ascendente Cancro, Luna in Bilancia e una collezione di quadrature e opposizioni da fare invidia a una griglia del Sudoku).
Nato e cresciuto in una piccola città, una volta lume di tolleranza e multietnicità in mezzo al Mediterraneo e oggi ridotta all'ombra di se stessa, dopo aver partecipato alla nascita di un paio di tv locali e di altrettante radio, messo su invano un'agenzia pubblicitaria ed essendosi irresponsabilmente sposato all'età in cui oggi si è bamboccioni, nel 1983 mandava tutto a farsi friggere e si trasferiva a Roma, con l'intenzione di fare il grafico pubblicitario e il risultato di ritrovarsi montatore "errevùemme" presso una grossa società di produzioni. Dopo anni di alti e bassi, professionali, sentimentali e caratteriali, lo ritroviamo precario presso "Mamma RAI", ma col piede in due, o tre, oppure quattro scarpe, dato che non disdegna di lavorare per Mediaset, La7, appalti vari e anche realizzando per conto proprio documentari e videoclip. Ha scritto molti articoli e un paio di saggi dedicati al rapporto tra cinema e territorio. Ogni tanto, ritenendo di riuscire a raccontare storie assai fantasiose (ma le sue partner, definendole "scuse", le hanno sempre ritenute assai deboli), ha pensato che avrebbe potuto provare a metterle su carta. Forse, da qui al giorno che si saprà se i Maya avevano ragione oppure no, ci riuscirà davvero.
Diciamo di lui: La categoria montatori meriterebbe un post a parte. La categoria montatori in analogico meriterebbe di entrare nella liste delle specie in via di estinzione. Marco attiene a entrambe, ma meriterebbe un catalogo a parte perché è quello che si definisce un personaggio. Intanto è livornese, altro gruppo fuori quota tra gli esseri umani, e quando lavorava con la nostra redazione si divertiva un casino a spaventare il povero/a programmista-regista (leggi giornalista non così nominato onde poterlo pagare la metà della metà) con un cipiglio degno di miglior causa. E con reprimende degne del Vernacoliere contro la scarsa qualità dei nostri sforzi creativi e degli argomenti che venivamo chiamati a trattare. Confesso che lo trovato antipaticissimo. Poi ha cambiato produzione e l'ho ritrovato su FB. E ho scoperto una persona ricchissima di sfaccettature e di cose belle da dire. Quando ha deciso di partecipare al concorso per le "Cronache dalla fine del mondo" non mi sono stupita. E quando abbiamo letto il tuo racconto "Wakhan?", abbiamo capito che ci stava. Eccome se ci stava. Resta il mistero di quel punto interrogativo nel titolo. Lui asserisce di non averlo messo. Noi ce lo siamo ritrovato nel file. Potevamo toglierlo ma, quando leggerete, capirete che chiunque abbia deciso di inserirlo (forse un pc senziente) aveva ragione.

martedì 9 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Federica Gnomo

Toc toc toc, prestate ascolto. Perché gli gnomi sono silenziosi, discreti, anche un po' timidi. E qui abbiamo una gnoma piuttosto schiva. Non fatela scappare.

Dice di sé: Mi chiamo Alessandra Gaggioli (pseudonimo Federica Gnomo), sono architetto, scrittrice  di storie d’amore e creatrice di ricette. Vivo a Viterbo in terra etrusca con un marito bello e  paziente.  Ho una figlia e due cani, Lilli e Bebolino. Poiché  mi piace cucinare ho spesso molti amici a cena. Ho  partecipato al nuovo libro “Cotto e mangiato, le ricette dei fan” edito da Fivestore.RTI (ottobre 2011) e a quello di prossima uscita nel Giugno 2012. Sono redattrice di una rubrica di cucina e amore su Lovvy.it, rotocalco on line. Ho pubblicato racconti e poesie in diverse antologie. Mi piace scoprire nicchie di lettori insoddisfatti e cercare di accontentarli con storie particolari. Un po’ come con i piatti che cucino. Nel mio blog Gnomosopralerighe  in cui metto recensioni, scritti e ricette legate a quello che scrivo o commento,  finisco di straziare gli amici e i curiosi che ci capitano. 

Diciamo di lei: Un talento fluviale perché ci ha chiesto di partecipare con più racconti (e prima che cominciate a protestare, non è stata la sola). Le abbiamo chiarito che, in caso di pareri favorevoli della giuria, ne sarebbe entrato uno solo. Ebbene, è stato difficile sceglierne uno solo, anche considerato che erano di tre generi completamente diversi. Alla fine l'eletto è stato "L'ultima notte al mondo", uno dei testi più poetici ed originali della raccolta. Difetti? Un evidente crisi di identità tra Alessandra e Federica, tra la gnomaggine e la mammaggine. Un'altalena continua, ma non ci lamentiamo. Di soggetti un tantinello squilibrati abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.

lunedì 8 ottobre 2012

Un caldo, bollente autunno editoriale. Tra Historica e Las Vegas.


Siamo particolarmente orgogliose di questa copertina. Il quadro "Le manteau noir" ci è stato gentilmente concesso dalla pittrice Francine Van Hove e crediamo che, una volta letta la seconda avventura di Nemo Rossini e Quirino Vergassola, tutti capirete perché questa immagina è così attinente al romanzo. "Carne innocente" è in un uscita a giorni e non stiamo più nella pelle. Ma, come annunciato dal titolo del post, questo sarà un autunno bollente dal punto di vista editoriale. Perché per Historica Edizioni, in collaborazione con le vostre due scrittrici preferite, è in arrivo una nuova ondata di Cronache.

Venticinque autori per immaginare la fine del mondo, o forse un nuovo inizio. Voci diverse, ironia, tragedia, parodia e fantascienza, passando per amori struggenti e dei incazzati. La prefazione, ironica e dolente, è firmata da Maurizio De Giovanni e le "Cronache dalla fine del mondo - 21/12/2012" è in uscita per i primi di novembre.
E, se non bastasse, a metà novembre uscirà il nostro romanzo storico western "Il destino attende a Canyon Apache" per i tipi di Las Vegas Edizioni. La copertina non è ancora pronta, ma la mappa che vi presentiamo è di molto attinente.