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mercoledì 22 ottobre 2014

A cosa servono le presentazioni?

Ci sono moltissimi scrittori che odiano le presentazioni. Le trovano noiose. Oppure ci sono quelli che le temono, mettono loro ansia. Poi ci sono quelli che le snobbano, perché ritengono che lo scrittore non debba mai apparire in quanto tale, ma lasciare che sia il libro a parlare. A me le presentazioni piacciono. Soprattutto quando mi permettono di "guardare" il nostro lavoro (mio e della socia) attraverso gli occhi del relatore di turno. Martedì è successa una cosa che non ci era mai capitata prima: siamo state presentate da una persona, Margi De Filpo, che non ci conosceva, non ci aveva mai lette prima, proprio non sapeva chi fossimo. Di più: Margi non ama il genere western e quando le è stato proposto, dalla casa editrice, di presentarci, ha avuto dei dubbi. Testuali parole: "No, un western no!" Poi ha cominciato a leggere. E ha cambiato idea. Su tutto. Sul western. Su una "storia d'amore assoluto" come, sempre testualmente, non se ne leggono più ormai da anni. Su una trama che riesce, sempre lei a dirlo, a far passare il messaggio dell'accettazione della diversità e a farsi attuale, pur trattando di un mondo e di un'epoca ormai lontani. Margi ci ha fatto vedere cosa e quanto un romanzo storico con chiari intenti di intrattenimento possa trasmettere, perché un libro valido trasmette e arricchisce sempre, a un lettore attento. Per questo vogliamo dirle ancora grazie, per l'attenzione, la sensibilità, la capacità di andare a fondo nel testo, senza lasciarsi fuorviare da pregiudizi che, ammette lei stessa, c'erano.
Ecco a cosa servono le presentazioni, anche quelle in una sera di Roma nel caos (anche calcisticamente parlando) e con pochi coraggiosi presenti: a dire che ne vale la pena. Sì, ne vale proprio la pena.

venerdì 3 ottobre 2014

Occhi d'inverno torna a spezzare cuori.

 
 
Occhi d'inverno è uno dei protagonisti del nostro western "Il destino attende a Canyon Apache" (Las Vegas Edizioni). Di sicuro il più amato dalle lettrici. Ora, visto che il 21 ottobre prossimo, a Roma, nella suggestiva cornice del Valìa drink food music di via dei Durantini 18, se ne torna a parlare (del western, oltre che del nostro fascinoso bounty killer), ecco la sfida: guardate la foto qui sopra. Occhi di ghiaccio, sopracciglia folte, sguardo penetrante... Chi è?
Chi indovina vince una copia autografata del nostro western, da ritirare la sera del 21, alle 19 e trenta.
Poi dite che non vi vogliamo bene.


giovedì 29 novembre 2012

Il nostro western è in libreria!

Carissimi, la normale collocazione di un libro appena uscito sono gli scaffali di una libreria. O forse è meglio dire sarebbero, vista la difficoltà con cui la narrativa della piccola editoria indipendente arriva all'attenzione dei distributori. Ebbene, dopo anni di vendite online (delle quali comunque, non ci lamentiamo, anzi), i nostri romanzi arrivano nelle librerie vere. ora, è chiaro che per vederli dovrete guadare fiumi di Bruni Vespa, di ricettari con la divetta del momento, di bibliotecari incazzati nei cimiteri maledetti, di sfumature erotiche assortite, ma i nostri romanzi CI SONO!
E qui sotto trovate la lista delle librerie romane dove potete entrare, prenderli e arrivare alla cassa. Figo, no? ;-)



Elenco librerie di Roma:

DPE                                     Viale Somalia 50/A

Fastbook                           Via di Tor Vergata 432

Feltrinelli Appia                      Via Camilla 8/C

Feltrinelli Argentina         Largo Torre Argentina

Feltrinelli Babuino                 Via del Babuino 40

Feltrinelli Chigi                                Centro Commerciale in Galleria Sordi

Feltrinelli Giulio Cesare                 Viale Giulio Cesare 88

Feltrinelli Libia                                Viale Libia

Feltrinelli Marconi                           Viale Marconi 176

Feltrinelli Orlando                           Via Vittorio Emanuele Orlando

IBS.it (ex Melbookstore)                Via Nazionale 254

Mondadori Appia                            Via Appia Nuova 51

Mondadori Cola di Rienzo             Piazza Cola di Rienzo 81

Mondadori Romanina                     Via Enrico Ferri 8

Adesso non avete più scuse. Sapevatelo.

lunedì 8 ottobre 2012

Un caldo, bollente autunno editoriale. Tra Historica e Las Vegas.


Siamo particolarmente orgogliose di questa copertina. Il quadro "Le manteau noir" ci è stato gentilmente concesso dalla pittrice Francine Van Hove e crediamo che, una volta letta la seconda avventura di Nemo Rossini e Quirino Vergassola, tutti capirete perché questa immagina è così attinente al romanzo. "Carne innocente" è in un uscita a giorni e non stiamo più nella pelle. Ma, come annunciato dal titolo del post, questo sarà un autunno bollente dal punto di vista editoriale. Perché per Historica Edizioni, in collaborazione con le vostre due scrittrici preferite, è in arrivo una nuova ondata di Cronache.

Venticinque autori per immaginare la fine del mondo, o forse un nuovo inizio. Voci diverse, ironia, tragedia, parodia e fantascienza, passando per amori struggenti e dei incazzati. La prefazione, ironica e dolente, è firmata da Maurizio De Giovanni e le "Cronache dalla fine del mondo - 21/12/2012" è in uscita per i primi di novembre.
E, se non bastasse, a metà novembre uscirà il nostro romanzo storico western "Il destino attende a Canyon Apache" per i tipi di Las Vegas Edizioni. La copertina non è ancora pronta, ma la mappa che vi presentiamo è di molto attinente.

lunedì 16 aprile 2012

Progetti editoriali che vanno in porto e altri no

Chi ci conosce, a me e Lory, sa che scriviamo. Tanto. Da tanti anni. Con inalterata passione. Non lo facciamo per diventare ricche e famose. Lo facciamo perché ci piace. Ogni giorno di più. Farci leggere, condividere le emozioni è importantissimo e per questo ci siamo battute per pubblicare alcuni romanzi. Non abbiamo mai pagato per farlo. Abbiamo incontrato l'entusiasmo di chi ha avuto fiducia nelle nostre storie. Ma è anche successo, e continua a succedere, che romanzi nei quali crediamo molto non trovino una loro strada. In questo post voglio raccontarvi due esiti diversi che, fatalità, si convogliano in questo stesso giorno. 
Anni fa abbiamo scritto (e poi riletto, rimaneggiato, rivisto, riscritto e levigato) un thriller con elementi mistery, Il puzzle di Dio. E' un romanzo ambizioso, complesso. Noi lo amiamo, ma forse non è questo il suo momento. Ci piace, però, condividere con voi la lettera che proprio oggi una casa editrice che stimiamo molto, ci ha inviato dopo aver letto il manoscritto:


Buongiorno Laura,
ti contatto in merito al manoscritto che qualche tempo fa aveste la cortesia di affidarci in valutazione.
Devo fare una premessa importante, prima di esporre la nostra decisione riguardo quanto emerso dalle letture che abbiamo concluso: Edizioni #### sta attraversando un periodo di forte revisione interna, perciò per assicurare lo standard qualitativo e una continuità nei confronti della linea editoriale purtroppo stiamo tagliando molti progetti e anche pubblicazioni programmate da tempo. Pertanto allo stato attuale non siamo in grado di prendere in carico una pubblicazione, il futuro incerto ancora non ci permette di delineare certezze e soprattutto di avanzare promesse editoriali che non siamo sicuri di poter mantenere: siamo davvero rammaricati, perché il vostro romanzo ci è piaciuto.
Affinché questa non rimanga una comunicazione tout-court, in allegato ti invio la scheda di valutazione che abbiamo stilato a seguito dell'analisi del romanzo: spero contenga sufficienti elementi e dettagli per chiarire quali sono i punti che, secondo noi, rendono il romanzo interessante e degno di attenzione editoriale, e abbiamo segnalato anche qualche piccolezza che magari può aiutarvi se vorrete intervenire sul testo alla luce di questi suggerimenti.
Vi saluto intanto, e rimango a disposizione per qualsiasi informazione ulteriore voi abbiate necessità, vi ringrazio ancora per la fiducia che ci avete accordato e lascia che vi esprima a titolo personale il mio dispiacere per non avere potuto concludere un progetto che aveva tutti i numeri per diventare un eccellente libro.



Non è una risposta positiva, però ci ha fatto molto piacere. E vi assicuro che la scheda di valutazione è circostanziata nei minimi dettagli e fornisce elementi preziosi di riflessione per un'eventuale ulteriore lavoro di perfezionamento.
Ma per un progetto che non decolla, ce n'è uno che sta rapidamente accelerando. Anni fa abbiamo scritto un romanzo western. Sì, avete letto bene. Immediatamente ci hanno dato delle folli: western? oggi? non ha mercato! Okay, ci siamo dette, verifichiamo. Lo abbiamo postato a puntate sul sito www.efpfanfic.net tra il 2009 e il 2010 e l'accoglienza è stata a dir poco entusiastica. Sentite cosa ci scrive uno dei 4000 contatti ricevuti (con 183 recensioni e neanche una negativa): 


Più procedo nella lettura e più prendo consapevolezza del fatto che sei (o siete, non mi è ancora ben chiaro quante siano le autrici XD) riuscita a costruire un vero e proprio romanzo in piena regola. E' tutto curato fin nei minimi particolari, ogni parola è studiata eppure risulta estremamente naturale, come se fosse sempre stato quello il suo posto - in quella frase, in quella riga, dedicata a quel personaggio o a quella situazione. Mi sembra a dir poco... perfetto. Ogni cosa è calibrata, è nella giusta misura, sia le descrizioni - che dimostrano uno studio accurato, per fare un esempio, della vegetazione di quei luoghi - che i dialoghi, davvero brillanti. Ciascun personaggio ha un proprio fascino e una psicologia che si delinea sempre più chiaramente capitolo dopo capitolo; non trovo nulla di banale, e soprattutto nulla di prevedibile in questa storia. C'è stile, c'è equilibrio, c'è semplicità e sinteticità nella giusta misura, e perfino quella vena di mistero che impregna ogni singola scena permane anche dopo ben quarantacinque capitoli. E pensare che c'è ancora così tanto da dire!


Ora quel romanzo sul sito non c'è più. Perché sta per essere pubblicato da un giovane e intraprendente editore che non più darti di 5 minuti fa mi scriveva: dai che facciamo il botto!
Mi direte che non è Mondadori, non è Einaudi, non è Piemme. E noi rispondiamo che conta come e più che se lo fosse. Perché ci mette del suo, ci crede. Come ci crediamo noi.