Lo so, vi eravate già abituati alle rampogne della metà oscura ai danni della sottoscritta, con tanto di corso di rieducazione. E quindi vi mancano le esternazioni quotidiane.
Niente paura, Lory tornerà a breve.
Piccolo momento di convalescenza, questo.
Ne approfitto io per fare le sue veci e darmi una regola:
ho tanti libri da leggere, da leggere perché poi ne devo scrivere; ma ho anche tanti libri da leggere, semplicemente per mio personale piacere.
Robette disimpegnate, narrativa di intrattenimento.
Libri da sotto l'ombrellone, ché mica è scritto da nessuna parte che devi leggerli solo in spiaggia.
Ecco, mi rieduco da me: per ogni libro letto per interviste/recensioni/pareri, un libro letto per semplice fancazzismo narrativo.
La socia sarà fiera di me.
Ciao.
Laura
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venerdì 23 maggio 2014
sabato 17 maggio 2014
Imparare a dire di no
Seconda lezione per la socia: N - O
Non è difficile: No.
Eppure è una parolina che a lei non esce quasi mai.
Lo scrivete un racconto?
Lo leggete 'sto libro?
Lo recensite 'sto romanzo?
E lei giù a dire sì, certo, con piacere, subito subito.
Dovete sapere che lei, la socia è generosa, altruista, sempre pronta a vedere il lato buono.
A Roma si userebbe una parola non bella che inizia per co... e finisce per ...iona.
Perché dico questo? Semplice. Perché moltissime delle cose che lei fa (lei, io spesso la seguo solo perché costretta) non trovano alcun riscontro.
Non parlo di soldi, parlo di reciprocità.
Noi (lei) leggiamo, recensiamo, commentiamo persone (non tutte, se volete faccio i nomi delle eccezioni) che, ne sono certa, pensano che la cosa sia dovuta al loro eccelso valore letterario e umano. Quindi si guardano bene dal contraccambiare le attenzioni.
Ergo, socia, da oggi si dice NO.
(a tutti, o quasi, per le eccezioni si decide caso per caso)
Loredana
venerdì 16 maggio 2014
Cose che è meglio non dire
Buongiorno.
La socia che fa i turni dell'alba non è la sola a svegliarsi presto la mattina, siatene consapevoli.
Detto questo, sto intraprendendo un corso intensivo di rieducazione nei confronti di Laura. Sì. Lei, deformazione professionale, ha la tendenza alla divulgazione. Io, da metà oscura quale sono, le cose preferisco tenermele per me.
Così accadono telefonate come questa:
Laura: Mi ha finalmente chiamato (omissis). Dice che (omissis). Pensa che potrebbe essere interessato anche (omissis). Adesso non ci resta che aspettare e tenere le dita incrociate. Sei contenta?
Io: Sì.
Laura (che mi conosce bene): Ma?
Io: Ma adesso non cominciare a chiacchierarne in giro, facebook, twitter, telefonate...
Laura: Hai ragione, però magari a (omissis) potrei...
Io: No!
Laura: No?
Io: No. Ci sono cose che è meglio non dire.
Laura: Uhm...
Io: Da oggi si cambia musica.
Laura: Ma mica crederai alla sfiga?
Io: No. Però, fidati, meglio tenersi per sé le cose che contano.
Laura: Uhm...
Io: Piantala di mugugnare e torna a lavoro.
Laura: Okay.
Fine della prima lezione. Buona giornata a tutti.
Lory
La socia che fa i turni dell'alba non è la sola a svegliarsi presto la mattina, siatene consapevoli.
Detto questo, sto intraprendendo un corso intensivo di rieducazione nei confronti di Laura. Sì. Lei, deformazione professionale, ha la tendenza alla divulgazione. Io, da metà oscura quale sono, le cose preferisco tenermele per me.
Così accadono telefonate come questa:
Laura: Mi ha finalmente chiamato (omissis). Dice che (omissis). Pensa che potrebbe essere interessato anche (omissis). Adesso non ci resta che aspettare e tenere le dita incrociate. Sei contenta?
Io: Sì.
Laura (che mi conosce bene): Ma?
Io: Ma adesso non cominciare a chiacchierarne in giro, facebook, twitter, telefonate...
Laura: Hai ragione, però magari a (omissis) potrei...
Io: No!
Laura: No?
Io: No. Ci sono cose che è meglio non dire.
Laura: Uhm...
Io: Da oggi si cambia musica.
Laura: Ma mica crederai alla sfiga?
Io: No. Però, fidati, meglio tenersi per sé le cose che contano.
Laura: Uhm...
Io: Piantala di mugugnare e torna a lavoro.
Laura: Okay.
Fine della prima lezione. Buona giornata a tutti.
Lory
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