mercoledì 24 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Carlo Vecchiarelli

Dice di sé: ventottenne umbro, studente in Chimica all’Università di Perugia. Amante di quella letteratura che non lascia i denti bianchi, appassionato di cinema d’autore e linguaggio cinematografico, di arte contemporanea e moderna.
Scrivo racconti per piacere, consapevole di dover passare prima o poi a qualcosa di più impegnativo. Questo è il primo tentativo di promuovere e pubblicare ciò che scrivo.
Nel tempo libero mi dedico a recensioni cinematografiche, sceneggiature, progetti artistici disparati (attualmente installazioni sul concetto di croce e l’influenza del simbolo nell’affermazione di un’idea nella società). Credo fermamente che, nel mondo d’oggi colpito da una crisi decadente che coinvolge molti aspetti, l’artista o potenzialmente tale abbia il dovere di veicolare quanto più possibile delle idee e dei messaggi che smuovano le coscienze, allontanandole dall’egoismo apatico e profittatore tipico della cultura del nuovo millennio.

Diciamo di lui: Sarà per assonanza con il nome, sarà per il tipo di racconto inviato, ma ce lo figuravamo moooolto più vecchio di come si dichiara. Notato che non abbiamo scritto "di come è"? Perché il tipo ama mantenere il mistero, come appare evidente dalla lapide... pardon, dalla foto che ha voluto a illustrazione del post a lui intestato. Ergo, come facciamo noi ad affermare che veramente trattasi di ventottenne umbro? Quello che possiamo affermare senza tema di smentite è che il suo racconto "Alla fine sempre in coda" detiene il primato del più cervellotico dell'antologia. Aspettiamo i commenti dei lettori per sapere se cervellotico attenga alla categoria del positivo o a quella del negativo.
p.s. Se il Vecchiarelli pensa che esporre la propria faccia possa essere pericoloso, chi siamo noi per non avvertire CIA, FBI, MI5 e James Bond che siamo in possesso del suo cellulare? Come dite? L'apparecchio si autodistruggerà dopo il primo squillo? Beh, allora speriamo che non lo tenga all'orecchio mentre, in coda, attende la fine del mondo.