domenica 7 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Sam Stoner

Consiglierei di leggere questo post con un sottofondo jazz, meglio se di quello classico, dalle atmosfere fumose... Notato il cappotto spigato che fa tanto Casablanca? E allora: suonala ancora... SAM.

Dice di séAppassionato di letteratura anglosassone, di golf, di cinema e teatro classico. Residente a Roma, si guadagna da vivere scrivendo articoli per alcuni giornali romani ed e-magazine. Nel mentre continua a scrivere romanzi e racconti. Appena può, sale su un aereo per tornare nella sua amata New York. Si muove dal noir al mistery, dal dramma al giallo e ultimamente anche nell’ambito della commedia brillante, secondo l’irriverente tradizione letteraria ebraica, quella di Roth, Richler, Allen. Scrive sempre a penna e con inchiostro rigorosamente blu. Due romanzi attualmente in scrittura. 

Diciamo di lui: Entra a pieno diritto nel gruppo (nutrito per la verità) dei Cronisti cronici apocalittici sotto mentite spoglie. Di lui si sa pochissimo, ovvero: Sam Stoner è uno pseudonimo (quale mistero si cela dietro la sua identità?), non si trattiene mai oltre un certo orario (uhm, anche i vampiri, i licantropi e qualche altra orrida creatura fa così), ama le donne ma appare sempre in veste da single (che ne fa delle sue amanti?), ha lo sguardo inquietante (o forse è miope?), ama la provocazione fine a se stessa ma ha l'atteggiamento del gentiluomo (Doctor Jekyll e Mister Hyde?). Dice di odiare gli autori italiani, dice di non leggere scritture femminili. Potrebbe essere un enorme bluff, ma messo alla prova della scrittura ci ha stupito con un racconto tra i migliori "Comandamento numero uno". Giocasse a carte scoperte, forse perderebbe in fascino. Allora lasciamolo così, mentre si allontana nella nebbia...