giovedì 18 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Marco Proietti Mancini

Dice(va) di sé: Romano del 1961. Vive di lavoro e di stipendio in una multinazionale dell’informatica e si diverte, da sempre, scrivendo. A scrivere più seriamente ha iniziato tardi, nel 2009, con la pubblicazione del primo romanzo “Da parte di Padre”.
Da allora in poi collaborazioni, recensioni, partecipazione a eventi e prefazioni per pubblicazioni di altri. Adesso è in attesa di pubblicare il secondo romanzo, seguito del primo, e poi ci sono già pronti un altro romanzo e una raccolta di racconti. In mezzo a tutta questa frenesia, ovviamente, continua a campare del lavoro e dello stipendio della multinazionale. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire, nel caso dei malati di scrittura non muore proprio mai.

Diciamo di lui: Nel frattempo ha pubblicato la raccolta di racconti (o romanzo emozionale) "Roma per sempre" (Edizioni della Sera) ed è esploso. In tutti i sensi. Viaggia in tutta Italia, manco fosse Renzi alle primarie. Spamma a diluvio al punto che Alemanno e Gabrielli danno allerta meteo un giorno sì e uno no. Ha capito che scrivere gli compete e sta alleprato per i prossimi dodici romanzi. Non siamo certi che, in questa orgia letterario-narcisistica, riusciremo ad averlo con noi nella presentazione romana delle Cronache. Sta di fatto che il racconto "Ogni venerdì" merita a prescindere dal fatto che lui ci abbia fornito una foto decisamente fuori fuoco, sia carico di braccialetti e anelli che neanche Fabrizio Corona e si emozioni come un pupo a ogni presentazione.