mercoledì 31 ottobre 2012

Cronisti cronici apocalittici: Mario Borghi

Dice di sé: Sono nato a Sanremo il 19 luglio 1964, dal 1989 abito a Ozieri, un paesino in provincia di Sassari. Tento di sopravvivere facendo l’imprenditore edile, sono sposato e ho una figlia nata nel 1993. Aderisco distrattamente al neomovimento culturale del “labirintismo” (www.labirintismo.it) di Max Badiali. Mi piace l’arte in ogni sua forma, leggo moltissimo (collaboro anche come lettore/valutatore volontario con alcune realtà letterarie) e a volte tento di scribacchiare qualcosa. Alcuni miei racconti appaiono su varie antologie, ma vado particolarmente fiero di “All’imbrunire”, il mio brano pubblicato su “Auroralia, un’antologia curata Gaja Cenciarelli su un’immagine di Jerry Uelsmann” (Zona Editore), e del mio pezzo “L’abbonamento alla TV”, che è stato rappresentato per quattro volte al Teatro Manhattan di Roma dalla compagnia Teatrale “GNUT Diversamente Stabili”. Sono abbastanza irriverente e anche un po’ – ma proprio poco – egoista. Tutto il resto, per me, è solo fuffa.

Diciamo di lui: Tutto il resto è noia, direbbe il Califfo. Anche perché basterebbe leggere il racconto di Mario "Initium Novi Regni Iudeorum" per capire che il soggetto in questione si posiziona a pieno diritto tra le menti più contorte e diaboliche presenti tra i magnifici venticinque. Oltretutto è uno che non le manda mai a dire e meno male che vive in sardegna, altrimenti la sua verve digitale sarebbe facilmente classificabile come propensione all'attaccabrighismo (inventato or ora e non facciamo commenti, please). Okay, adesso mi eclisso perché capace che riesca a lanciarmi una sassata direttamente da Ozieri.