Canoista, musicista e alpinista, è autore di romanzi e racconti tra horror, weird, azione e fantascienza; ha pubblicato il romanzo Melodia e curato raccolte tra cui Archetipi, Carnevale e le attese Arkana e Discronia; studioso di semiotica interpretativa, lavora come editor-in-chief e dirige la collana Camera Oscura per Edizioni XII – per la quale ha curato direttamente l’editing di 19 libri e supervisionato tutti gli altri –, e collabora come editor freelance con diversi autori. Dal 2011 è Associate Member della Horror Writers Association. Caporedattore de LaTelaNera.com, ha tenuto per un biennio due rubriche fisse legate ai misteri antichi sulla rivista Hera, per la quale ha anche pubblicato tre saggi; collabora sul Web, come articolista o responsabile di rubriche, con vari portali e eMagazine. Il suo nuovo romanzo, dal titolo Quintessenza e scritto con David Riva, è in uscita per Gargoyle nel 2012.
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venerdì 12 agosto 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo BERSELLI, BONFANTI
Ed eccoci al quinto autore dell'antologia: DANIELE BONFANTI. Lui l'ho conosciuto grazie al romanzo "Melodia" (XII Edizioni) che vi consiglio caldamente perché lo ritengo una delle cose più originali lette negli ultimi anni sul versante horror-fantasy. Dopo aver sfogliato quelle pagine, non penserete più agli angeli nello stesso modo. Dicevo, l'ho conosciuto, ho voluto intervistarlo e sono stata molto felice quando ha accettato (è stato uno dei più entusiasti e rapidi nell'adesione) di partecipare a questa piccola avventura. Non vi dirò nulla sul contenuto del suo racconto, a parte che da lui mi aspettavo esattamente ciò che poi è arrivato. La data da lui scelta è il 26 dicembre 2004
martedì 9 agosto 2011
Oggi su "La Sesia": una risata vi seppellirà
Lo slogan è vecchio e in disarmo. Ma è la prima cosa che viene in mente davanti alla notizia che ha avuto ben poca eco in questi giorni di crisi economiche globali e agenzie di rating che svolazzano come vampiri sulla carcassa della nostra solvibilità. In un parco pubblico di Teheran, a fine luglio, ha avuto luogo una manifestazione non autorizzata. I partecipanti, uomini e donne armati fino ai denti, l’hanno organizzata passandosi parola attraverso Facebook e Twitter, social network banditi dalla Repubblica Islamica. Ma controllare la Rete , i fatti lo dimostrano, equivale a controllare i pensieri e i sogni. Per quanto ci si provi, è impossibile. Giunti quindi a centinaia nel luogo deciso per il flash mob, uomini barbuti e donne velate hanno cominciato a spararsi addosso con una ferocia giustificata dalla calura estiva e dal tipo di armi impugnate: pistole e fucili ad acqua. Coloratissimi. Le immagini che girano in Rete sono un inno alla gioia. Capelli fradici, bocche spalancate, risate, sorrisi, occhi accesi. Capelli che sfuggono al controllo del chador, trucco che cola. Divertimento allo stato puro. Niente slogan politici. Eppure molti di quegli uomini e di quelle donne sono stati arrestati dalla polizia per punire comportamenti che la morale islamica giudica “anormali” e “immorali”. I colpevoli sono stati costretti a confessare il proprio crimine sugli schermi della tv di stato e ad ammettere che si trattava di un “evento molto più intimo di quanto avrebbe dovuto essere”. Intimo. Sono 32 anni che le autorità iraniane tentato di disciplinare, se non impedire, i rapporti tra giovani uomini e donne, di controllare abbigliamento, taglio di capelli, aspirazioni e voglia di libertà in nome della morale islamica. Una battaglia persa se il lancio di gavettoni nel parco viene dopo il raduno di quelli vestiti strani, di quelli con i capelli ricci, di quelli che fanno le bolle di sapone o si incontrano per far volare gli aquiloni. Non è il “Movimento Verde” del 2009, quello che si spense nel sangue di Neda Agha-Soldani, ma è la testimonianza che un regime, quello di Ahmadinejad come qualunque altro, non parla a nome di tutti. E che il concetto di popolo non rende giustizia, in quel suo essere singolare, alla pluralità delle voci. In un mondo dove un uomo come Anders Breivik pretende di indicare a colpi di fucile la strada verso l’alienazione razzista e xenofoba all’intera Europa, è bello scoprire che ci sono ragazzi e ragazze che credono ancora nel diritto di sorridere alla vita. E non dimentichiamo che lo fanno in un paese dove lanciarsi gavettoni, abbracciarsi in pubblico, scambiare un bacio o sorridersi può costare il carcere. Facebook e Twitter annunciano che ci saranno altre guerriglie d’acqua in terra iraniana. Giovani sfideranno polizia e processi armati della volontà di mostrare al mondo che quel vecchio slogan ha ancora un valore. E che una risata può davvero seppellire la deriva reazionaria che ci minaccia tutti.
Laura Costantini
lunedì 8 agosto 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo BASSINI, BERSELLI
Innanzitutto mi complimento con il nostro blog che in pochi mesi di vita (vita difficile, vista la concorrenza sleale dei social network) ha superato le 10mila visite. I commenti latitano, ma non si può aver tutto dalla vita. Poi, passiamo al tema del giorno, ovvero il quarto (in ordine strettamente alfabetico) autore dell'antologia. Rullo di tamburi: ALESSANDRO BERSELLI.
Vi basterà un giretto nel suo sito per capire che lui e il noir hanno avuto la stessa balia. Se poi, come vi consiglio, leggerete i suoi libri, comincerete ad avere seri dubbi su voi stessi e sul prossimo. Perché la poetica berselliana punta dritta al nocciolo della questione: nell'intimo di ognuno di noi c'è un serial killer pronto a saltar fuori come il pupazzo dalle scatole a molla. E mentre vi fermate a meditare su questo scomodo concetto, vi segnalo che il Berselli ha scelto la data 1 agosto 2003. E prima di spedirmi il suo racconto mi ha mandato un pvt su Facebook chiedendomi:
Sono libero?
Posso andar giù pesante?
C'è una qualche forma di censura?
Ho risposto, nell'ordine, sì - devi - giammai.
Vi basterà un giretto nel suo sito per capire che lui e il noir hanno avuto la stessa balia. Se poi, come vi consiglio, leggerete i suoi libri, comincerete ad avere seri dubbi su voi stessi e sul prossimo. Perché la poetica berselliana punta dritta al nocciolo della questione: nell'intimo di ognuno di noi c'è un serial killer pronto a saltar fuori come il pupazzo dalle scatole a molla. E mentre vi fermate a meditare su questo scomodo concetto, vi segnalo che il Berselli ha scelto la data 1 agosto 2003. E prima di spedirmi il suo racconto mi ha mandato un pvt su Facebook chiedendomi:
Sono libero?
Posso andar giù pesante?
C'è una qualche forma di censura?
Ho risposto, nell'ordine, sì - devi - giammai.
Alessandro Berselli (Bologna, 12 dicembre 1965) Inizia la sua attività come umorista; le sue Lettere al condominio catturano l'attenzione di Maurizio Costanzo che, nel 1992, lo invita al Maurizio Costanzo Show. Tra le varie collaborazioni in questo ambito ricordiamo le riviste Comix e L’Apodittico, e il sito di satira online Giuda. Dal 2003 inizia un’attività parallela di scrittore noir. I suoi racconti denotano un evidente debito tanto nei confronti della scrittura pulp quanto di un certo tipo di letteratura psicologica, dove all’indagine si preferisce l’analisi dei processi mentali, del senso della sconfitta, dell’insoddisfazione del vivere quotidiano.
Nella sua bibliografia troviamo parecchi racconti e i libri STORIE D’AMORE, DI MORTE E DI FOLLIA (ARPANet, 2005), IO NON SONO COME VOI (Pendragon, 2007), CATTIVO (Perdisa Pop-Babele Suite 2009) e l’ultimo uscito NON FARE LA COSA GIUSTA (Perdisa Pop - I Corsari, 2010). Per il quotidiano La Repubblica ha scritto COMMANDO SETTE (2007), inserito nella rassegna Bologna 2040 e, per il Resto del Carlino, è uscito DROWNED nell’estate 2008.
venerdì 5 agosto 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo AVANZATO, BASSINI
Si continua con la presentazione dei 32 autori dell'antologia "Cronache di inizio millennio 2001/2011", anche se molti di loro di presentazione non necessitano affatto. E' il caso di Remo Bassini che, oltre ad essere uno scrittore tra i migliori attualmente in circolazione, e' anche un amico e un giornalista di quelli che ci mettono il cuore. Il suo racconto e' di pura fantasia e in quanto tale, strettamente attinente alla realta'. Al punto che, sebbene lui non abbia dato indicazioni temporali, la vicenda narrata e' analoga a una realmente accaduta il 16 marzo 2010. Non svelo altro, ovviamente, a parte che dei sentimenti, e dei social network, mai fidarsi.
p.s. E, detto tra noi, ve li consiglio tutti i suoi libri :)
Remo Bassini, nato a Cortona nel settembre del 1956, vive e lavora a Vercelli. Ha scritto: Il quaderno delle voci rubate (La Sesia, 2002), Dicono di Clelia (Mursia 2005), Lo scommettitore (Fernandel 2005), La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007), Tamarri (Historica, 2008), Bastardo posto (Perdisa Pop, 2010), Il monastero della risaia (SenzaPatria, 2011), Vicolo del precipizio (Perdisa Pop, 2011).
p.s. E, detto tra noi, ve li consiglio tutti i suoi libri :)
mercoledì 3 agosto 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo ARONA, AVANZATO
Confesso che lei, Maria Silvia Avanzato, non la conoscevo. A suggerirmela per l'antologia e' stato il nostro comune amico (e agente letterario) Enzo Bodycold Carcello. Bastava, come garanzia. Ma quando poi ho letto il suo racconto... ragazzi, Maria Silvia e' una che SA scrivere. Non vi diro' altro. Dovrete aspettare l'uscita delle "Cronache di inizio millennio" per leggere la sua interpretazione di un gelido e nevoso giorno di sei anni fa. Era il 10 gennaio 2005 e qualcosa stava per cambiare nella vita di tutti noi. Soprattutto in quella di Maria Silvia, pero'...
Maria Silvia Avanzato è nata a Bologna nel 1985 e ha iniziato a scrivere cinque anni dopo. Ha pubblicato il giallo per ragazzi Ratafià per l’assassino (Forme Libere, 2010) e il chick lit Granturco su Foglia di The (ARPANet, 2010). Nel 2011 ha vinto il premio Eroxé col noir a tinte fosche CipriaVaniglia (Damster) e pubblicato il romanzo di formazione L’età dei lupi (Voras). Finalista Mystfest 2010, vincitrice di numerosi concorsi, compare con una ventina di racconti in svariate antologie. Co-redattrice del sito di satira letteraria Gumwriters, è facile trovarla online con articoli, racconti e cattiverie. Cova ambiziosi progetti e scrive di continuo, anche se i suoi la volevano medico.
martedì 2 agosto 2011
Oggi su "La Sesia": Se la crudeltà corre in Rete
La cronaca non ci è mai stata tanto vicina come in quest’epoca di comunicazione globale. Se un tempo i fatti arrivavano filtrati dagli addetti ai lavori, oggi possiamo viverli in costante diretta web. E possiamo commentarli. Diritto inalienabile quello di farsi un’opinione ed esprimerla. Diritto costituzionale. Ma basta fare un giro tra social network, blog e pagine di quotidiani online per rendersi conto che, ancora una volta, “pietà l’è morta”. Gli esempi sarebbero moltissimi. C’è chi ha inneggiato al diritto del caporalmaggiore Salvatore Parolisi di assassinare una moglie petulante che non tollerava il suo intrattenersi con tutte le reclute disponibili. C’è chi, dall’alto della professione giornalistica, si è chiesto perché i ragazzi del raduno laburista di Utoya si siano lasciati massacrare da Anders Breivik invece di affrontarlo tutti insieme. Facendo il paio con chi solleva lo stesso quesito riguardo alle vittime della Shoah, ree di non essersi ribellate alla deportazione nazista. E c’è chi, davanti alla morte di una giovane donna di 27 anni, vittima della propria fragilità e di una letale mistura di alcool e droga, ha decretato “se l’è cercata”. Amy Winehouse è morta lo scorso 23 luglio. Una morte tanto annunciata che i bookmaker inglesi, abituati ad accettare scommesse su tutto, non erano disposti a rischiare nulla sulle probabilità di dipartita della cantante. Aveva una grandissima voce, Amy. Ma tutto il resto era piccolo. Piccolo, ridotto all’anoressia, il corpo. E piccola, piccolissima, la capacità di gestire un successo planetario che, come spesso accade, non l’aveva resa felice. Anzi. Ne aveva minato il già precario equilibrio. È vero, è difficile provare pietà per una persona che fin nei testi delle proprie celeberrime canzoni, dichiarava la propria volontà di non redimersi, di non riabilitarsi, di autodistruggersi. Ma mentre scriviamo è uscita una notizia che ha scatenato ancor più le ire dei benpensanti della Rete. Amy Winehouse avrebbe voluto adottare una bambina. Si chiama Dannika Augustine, ha 10 anni. Amy l’aveva conosciuta durante una vacanza sull’isola caraibica di Santa Lucia. I media inglesi rivelano che le pratiche legali erano già state avviate e la bimba, figlia di una ragazza madre, avrebbe dichiarato di considerare Amy già come una mamma. E perché non avrebbe dovuto? Cosa sappiamo noi di quel che si sono dette, della corrente d’affetto tra loro? Ma ecco i commenti: “Ma stiamo scherzando? Il dramma sarebbe stato se fosse riuscita ad adottarla. Manco i pesci rossi in mano a quella là. Fortuna per la bambina che la scema sia morta prima.” Opinioni, si dirà. Liberi tutti di pensarla a modo loro. Ma la “scema” era un essere umano, una ragazza di 27 anni che si è arresa. E quelle persone che sentenziano comodamente sedute davanti a una tastiera sono il prototipo di ciò che tutti stiamo lentamente diventando. Commentatori da bar, pettegoli globali, calunniatori con licenza di ferire. Se non di uccidere.
lunedì 1 agosto 2011
CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: aggiornamento
Ci siamo. La deadline del 31 luglio e' scaduta e adesso abbiamo il piano dell'opera completo:
- 29 racconti di cui 4 dedicati al 2001, 2 al 2002, 3 al 2003, 3 al 2004, 3 al 2005, 2 al 2006, 1 al 2007, 3 al 2008, 2 al 2009, 3 al 2010 e 3 al 2011;
- un aforisma firmato Gaja Cenciarelli;
- un'illustrazione del grandissimo Niccolo' Pizzorno;
ben 32 autori si sono cimentati in un'antologia che avra' l'onore di una prefazione di Marino Sinibaldi. Che possiamo volere di piu'? Tanti, tanti, tanti lettori!
- 29 racconti di cui 4 dedicati al 2001, 2 al 2002, 3 al 2003, 3 al 2004, 3 al 2005, 2 al 2006, 1 al 2007, 3 al 2008, 2 al 2009, 3 al 2010 e 3 al 2011;
- un aforisma firmato Gaja Cenciarelli;
- un'illustrazione del grandissimo Niccolo' Pizzorno;
ben 32 autori si sono cimentati in un'antologia che avra' l'onore di una prefazione di Marino Sinibaldi. Che possiamo volere di piu'? Tanti, tanti, tanti lettori!
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