venerdì 26 agosto 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo CONTARDI, COSTANTINI & FALCONE

Dice: "ma che ti autopresenti?" Sì, perché nell'antologia ci siamo anche noi, Lauraetlory, le due scrittrici nella Rete. Da brave padroncine di casa abbiamo lasciato che fossero prima tutti gli altri autori a scegliersi la data più congeniale. Poi, quando tutti si erano prodotti, ci siamo guardate in faccia con l'espressione da "e mò?". Non è durata a lungo. La magia che si crea ogni volta che ci troviamo insieme davanti a una tastiera si è manifestata come sempre. L'idea l'ha avuta Lory, il resto si è dipanato secondo il modus operandi di sempre: due capocce, un computer, quattro mani, una sigaretta e due caffé robusti.
La data prescelta?
25 gennaio 2011 e vediamo se qualcuno capisce il riferimento. Aggiungo che oggi è arrivata la splendida prefazione di Marino Sinibaldi, che ringraziamo. E un grazie particolare anche alla carissima Milvia Comastri che ha reso possibile la scelta di un prefatore tanto prestigioso.


Siamo nate a Roma quando il mondo tirava un sospiro di sollievo dopo la fifa blu per la crisi dei missili a Cuba, ignaro che stava per assistere alla fine di due grandi uomini: J.F. Kennedy e papa Giovanni XXIII. Siamo cresciute tra sbarchi sulla Luna, contestazioni studentesche e anni di piombo. Sarà per questo che amiamo tanto la storia? Abbiamo cominciato a scrivere sui banchi di scuola, facendo credere ai prof che stavamo prendendo appunti. Ci siamo laureate insieme. Ci siamo supportate a vicenda nei passi fondamentali della vita, ma soprattutto è insieme che portiamo avanti la nostra passione: scrivere, scrivere, scrivere. Il nostro ultimo romanzo è uscito con Historica e si intitola “Fiume pagano”

giovedì 25 agosto 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo CIRIACHI, CONTARDI

Quello con Fabrizio Contardi è uno degli incontri fortunati che hanno accompagnato il lavoro intorno alle "Cronache". Non lo conoscevo. Dall'elenco iniziale che avevamo stilato per gli inviti alla partecipazione c'erano state moltissime defezioni di nomi ai quali tenevamo: chi stava lavorando al nuovo romanzo, chi aspettava un bambino e voleva concentrarsi, chi non voleva inflazionarsi con troppe apparizioni. L'elenco dei partecipanti, fatti salvi dei nomi sui quali sapevamo di poter contare senza se e senza ma, era in continua evoluzione. E' stato a questo punto che uno degli autori già in squadra (Pierpaolo Turitto e ve ne parlerò quando sarà il suo turno) mi dice di aver letto un racconto di un suo amico e di averlo trovato assolutamente in linea con lo spirito dell'antologia. Me lo spedisce. Lo leggo. Mi trovo pienamente d'accordo con lui ed eccolo qui.
Fabrizio Contardi, di professione esperto di marketing e per passione scrittore. Lui ha scelto la data 23 gennaio 2004 e posso aggiungere che per raccontarci quel giorno ha saputo elevare lo sguardo ben oltre i nostri umani limiti


Fabrizio Contardi nasce a Roma nel 1971. Da più di quattordici anni si occupa di marketing e comunicazione in grandi aziende.
Scrive articoli su riviste di settore. Ha frequentato la scuola di scrittura creativa Omero e scrive racconti di fantasienza e fantareale.

martedì 23 agosto 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo CIAMPI, CIRIACHI

Il signore che arriva adesso, al secolo FABIO CIRIACHI, è un signore e un poeta nel vero senso del termine. Il suo sguardo, molto attento alla storia di questo e del passato secolo, si è appuntato sulla data 10 aprile 2006. In attesa che possiate leggere il suo racconto/testimonianza, potreste cominciare ad apprezzare la sua scrittura con il suo ultimo romanzo: "L'eroe del giorno" (Gaffi 2010). Vale la pena, fidatevi.

Ha pubblicato poesie e racconti su varie riviste e antologie. Con la silloge Dissidenze, in 7 poeti del premio Montale (All'insegna del pesce d'oro, 1991), è tra i vincitori del “Premio Montale 1990” sezione inediti. Ha pubblicato le raccolte poetiche: L'arte di chiamare con un filo di voce (Empiria, 1999), Il giardino urbano (Empiria, 2003), Pastorizia (Empiria, 2011). È autore di racconti: Solo per somiglianza, in La mia città senza grazia, antologia del premio di narrativa “Anna Maria Ortese 2004” (Empiria, 2005); Un poeta all'inferno, in Renault 4 – Scrittori a Roma prima della morte di Moro (Avagliano, 2007); la raccolta Azzurro-cielo e verde-pistacchio (Edimond, 2008). È autore di due romanzi: Soprassotto (Palomar, 2008); L'eroe del giorno (Gaffi, 2010). Ha tradotto dal francese l'opera di David Mus Qu'alors on ne se souviendra plus de la Mer Rouge (Ragage-Empiria, 2005). Ha recensito libri per la Repubblica, il Manifesto, l'Unità.

lunedì 22 agosto 2011

SOPDET di Lara Manni


"Davvero, come fai a immaginare queste cose?"
La domanda non è mia, è una citazione dallo splendido secondo romanzo di LARA MANNI.
Ho amato moltissimo ESBAT, esordio dell'autrice, ma qui siamo andati avanti, qui siamo cresciuti. Giusto giorni fa si disquisiva sul valore della struttura di un romanzo, domandandosi se sia più importante il colpo di genio o la capacità di mantenere a lungo un livello alto. Domanda oziosa davanti a SOPDET. La struttura è complessa. I piani temporali abbracciano la storia del passato secolo dalla prima guerra mondiale agli anni di piombo. E approdano all'oggi seguendo le vicende di Ivy e di tutte le donne, dalla bisnonna in poi, che hanno fatto di lei quello che è: una giovane donna con il potere di influire sui mondi. Non sul suo, ma su quello bello e terribile dove vivono demoni come Hyoutsuki e creature ibride come Yobai. Passato e presente si mescolano mentre Hyoutsuki e Yobai combattono una partita sotto lo sguardo divertito di Axieros, la Dea, e quello gelido e lontano di Sopdet, Sirio, la stella del Cane. La posta in gioco è la vita. Quella di Ivy, quella di Hyoutsuki, quella di Yobai. Lara Manni ottiene un miracolo di equilibrio nel mescolare la storia delle guerre e dei soldati d'Italia con l'eterno conflitto in salsa manga tra il Bene e il Male. Solo che il Bene indossa lo sguardo d'oro di un  demone crudele e schifato dal genere umano e il Male si nutre della sofferenza tutta umana di un ibrido che aspira a diventare potente come un dio. Originale, forte, commovente, romantico, crudele, documentatissimo. Vorrei che nessun lettore, mai, si lasciasse scoraggiare dal trovare protagonisti demoni giapponesi e dei di una mitologia perduta, perché SOPDET è di più. E' un inno alla fragilità umana, alla forza dei sentimenti, all'amore di una madre, alla forza delle donne. E all'eroismo di una ragazzina di sedici anni che avrà il coraggio di scrivere la parola più difficile, la più importante, la più densa di umana pietà. Rinunciando a una parte di se stessa. Per diventare adulta.

domenica 21 agosto 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo CENCIARELLI, CIAMPI

E torniamo alla sequenza dei racconti. Quello di VINCENZO CIAMPI si colloca al 14 febbraio 2004, ma non ha niente a che vedere con innamorati e cuoricini. Chissà se qualcuno indovina a cosa è riferito? Intanto vi segnalo, se già non ne siete a conoscenza, l'ultimo romanzo del prof, edito da Historica: "La ragazza di Cartagine". Un romanzo storico, basato su una vicenda realmente accaduta, da non perdere.

Vincenzo Ciampi è nato a Napoli nel 1955. Vive da sempre a Roma.
Ha esordito in campo letterario con “Mio cugino il fascista”, Ed. Robin-BdV 2005, con il quale nel 2006 è risultato vincitore al Festival del Primo Romanzo. Per gli stessi tipi ha pubblicato, nel 2008, “Nulla se non il corpo”, romanzo, e “Le congiure parallele”, ricostruzione delle Idi di marzo.
Nel 2011 ha pubblicato con Historica Edizioni “La ragazza di Cartagine”, il suo terzo romanzo.
Da due anni tiene a Roma il suo laboratorio di Scrittura.

venerdì 19 agosto 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo CASCIO, CENCIARELLI

Lei, GAJA CENCIARELLI, è un caso particolare. E andiamo per ordine. Intanto, sebbene in ordine alfabetico si ponga al settimo posto, in realtà le spetta l'onere (e l'onore) di chiudere l'antologia. Perché Gaja ha fortemente voluto esserci, ma il lavoro di creazione dei racconti per le nostre "Cronache" concomitava con il suo impegno al fianco della editor di Nottetempo per l'uscita del romanzo Sangue del suo sangue (libro che DOVETE leggere, detto tra noi). Quindi, visto che lei non è tipo da buttar lì due righe tanto per, ha rinunciato a scrivere un racconto e si è ritagliata un ruolo da "fiancheggiatrice ufficiale". Non vi dico altro, se non che il suo apporto si colloca, a voler scegliere una data, esattamente all'11 settembre 2011.

Nasce a Roma nel 1968. Scrittrice e traduttrice dall’inglese, caporedattrice di Vibrisselibri, ha pubblicato, oltre a racconti in antologie e riviste, “Il cerchio” (2003) ed “Extra Omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi” (2006). A maggio di quest’anno è uscito il suo romanzo “Sangue del suo sangue” (Nottetempo)

mercoledì 17 agosto 2011

CRONACHE DI INIZIO MILLENNIO: dopo BONFANTI, CASCIO

C'è chi mi fa notare che, di questo passo, più di 30 autori entro il fatidico 11 settembre non ci stanno. Rispondo affermando che in questo periodo anche i blog hanno diritto a tirare un po' il fiato. Ma eccoci con il nuovo autore, l'unico ad aver scritto il proprio racconto interamente al cellulare durante le ore di lavoro in fabbrica. Il che ha del miracoloso per due motivi:
1) avete mai provato a scrivere qualcosa di più lungo di un sms sulla tastiera touchscreen di uno smartphone?
2) a quanto ne so non è stato licenziato in tronco, eppure vi ha assicuro che ha scritto. Molto.
Sì, direte, ma di chi stiamo parlando?
Di ALESSANDRO CASCIO, naturalmente.
Lui ha scelto la data 25 giugno 2009


Alessandro Cascio ha 34 anni ed è cresciuto a Partinico, nel triangolo mafioso, uno dei posti peggiori al mondo in quanto a criminalità organizzata, l'unico posto in Italia con una mafia cittadina così forte che nessun'altra mafia è mai riuscita ad entrarci. Partinico è oggetto di studi da parte di alcuni psichiatri del nord in quanto è una delle città italiane col più alto tasso di tossici, alcolisti e malati di mente. Vive da anni tra la Sicilia, Londra e New York. Ecco spiegato perchè Alessandro Cascio scrive come scrive. Ha pubblicato con Historica i romanzi Touch and splat e Noi sotto il sole di Santiago.